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Multe e bollo auto: fino a mille euro debiti cancellati

L'ultima bozza del decreto fiscale che lunedì approderà in Consiglio dei Ministri prevede il saldo e stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione
matita che cancella parola debito

di Marina Crisafi - Addio multe e bollo auto se gli importi dovuti sono sotto i mille euro. È quanto prevede l'ultima bozza del decreto fiscale collegato alla manovra che lunedì prossimo approderà in Consiglio dei ministri per l'approvazione.

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Più in generale, il testo circolante in queste ore (sotto allegato) prevede l'annullamento automatico, ossia senza che il contribuente debba fare nulla, dei debiti per cartelle non pagate fino a mille euro entro il 31 dicembre 2018.

Si tratta, in sostanza, si legge nel testo, "di debiti di importo residuo – comprensivi – di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010".

L'operazione (che per i contribuenti è gratuita) costerà allo Stato 524 milioni dal 2019 al 2023.

La procedura

Il meccanismo delineato dal decreto consiste nella cancellazione d'ufficio dei debiti (di importo residuo fino a mille euro), calcolati alla data di entrata in vigore dello stesso.

Nell'importo saranno computati sia la sorte capitale che gli interessi e le sanzioni. Le partite debitorie, in ogni caso, devono essere state poste in riscossione tra il 1° gennaio 2001 e il 31 dicembre 2010.

Dovrà essere direttamente l'Agenzia delle Entrate-Riscossione a trasmettere ai singoli enti creditori l'elenco delle quote annullate attraverso flussi telematici.

Il collegato fiscale inoltre stabilisce un metodo per il rimborso delle spese sostenute dall'AdeR (e da Equitalia prima) nel tentativo di recuperare le somme ora annullate, per le quali l'Agente della riscossione dovrà presentare richiesta al Mef entro la fine del 2019. Sarà il ministero poi a rimborsare gli oneri a partire dal 30 giugno 2020, in venti rate annuali, con onere a carico del bilancio dello Stato. Per i restanti carichi la richiesta è presentata al singolo ente creditore, che provvede direttamente al rimborso, fatte salve anche in questo caso le anticipazioni eventualmente ottenute, con oneri a proprio carico.

Debiti esclusi dallo stralcio

Saranno esclusi tuttavia dalla cancellazione i carichi recanti somme dovute per particolari tipologie di debiti (come, ad esempio, Iva riscossa all'importazione, ecc.) il cui valore complessivo, rispetto al valore dell'intero magazzino dei crediti non riscossi, è comunque residuale.

Nessun rimborso, inoltre, è previsto per le somme già versate dai debitori, che saranno considerate definitivamente acquisite. Mentre le somme versate dalla data di entrata in vigore del decreto e la fine dell'anno saranno imputate alle rate da corrispondere per altri debiti eventualmente (già) inclusi nella definizione agevolata, ovvero, in assenza, saranno rimborsate.

Gli effetti della sanatoria

Secondo i tecnici dell'esecutivo, gli effetti della sanatoria dei mini-debiti comporteranno un minor gettito di 524 milioni di euro sino al 2023.

La stima è stata effettuata prendendo a riferimento i dati delle riscossioni attualmente consuntivate per la definizione agevolata prevista dall'art.6 del DL 193/2016, da cui si rileva che circa il 3,5 % del volume complessivamente riscosso è relativo a carichi di importo fino a 1000 euro, affidati dagli enti creditori oltre 8 anni prima della presentazione, da parte del debitore, della dichiarazione di adesione alla predetta misura.

Ratio dell'operazione, "valutata in primo luogo in termini di impatto sul gettito atteso già stimato", è in sostanza, quella di eliminare i piccoli crediti, alquanto "anziani" (oltre 8 anni appunto) che alla luce delle numerose "rottamazioni" succedutesi negli anni scorsi, non sono stati saldati dai contribuenti e che è improbabile pensare che saranno pagati in futuro.

Ultima bozza del decreto fiscale
(14/10/2018 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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