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Condominio: si pu˛ staccare l'acqua ai morosiá

Per il Tribunale di Bologna la garanzia di un quantitativo minimo d'acqua giornaliero Ŕ riservata ai morosi indigenti
acqua che esce fuori da bicchiere
di Lucia Izzo - Il servizio idrico centralizzato pu˛ essere staccato ai condomini morosi essendo la nuova normativa sulla garanzia di un quantitativo minimo riservata solo ai casi di documentato "stato di disagio economico-sociale".


Il Tribunale di Bologna ci ripensa e, con un'ordinanza del 3 aprile 2018 (qui sotto allegata), torna a pronunciarsi sulla possibilitÓ di lasciare i condomini morosi senz'acqua (leggi anche: Condominio: l'acqua non si stacca ai morosi).

La vicenda

Ad agire innanzi al giudice Ŕ l'amministratore di condominio il quale evidenzia come era stata giÓ avviata una procedura monitoria nei confronti di una condomina morosa, conclusasi con un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo; nella successiva azione esecutiva immobiliare era poi intervenuta una Banca che, nei confronti della donna, vantava un credito privilegiato in forza di ipoteca gravante sull'immobile in questione.

Nonostante l'attivazione dei predetti giudizi la condomina non sanava il proprio debito che finiva per aumentare gravando sull'intero condominio. Da qui il ricorso ex art. 700 c.p.c. con cui il Condominio chiede al Tribunale l'autorizzazione a sospendere (ex art. 63, comma 3, disp. att. c.c.) i servizi di riscaldamento, acqua calda e fredda, nonchÚ il distacco dell'antenna televisiva centralizzata collegati all'immobile a causa della persistente morositÓ ultrasemestrale della proprietaria.

La domanda cautelare veniva, tuttavia, rigettata in quanto il giudice riteneva di aderire all'orientamento per il quale i servizi essenziali di riscaldamento e acqua devono essere in ogni caso garantiti, a mente dell'art. 32 Cost., e non possono considerarsi recessivi rispetto ad un diritto di credito che, nel caso di specie, sarebbe peraltro tutelato dalla procedura esecutiva in atto.

MorositÓ del cond˛mino: i servizi di acqua e gas non sono intangibili

In sede di reclamo, invece, il Tribunale offre una diversa interpretazione ritenendo che possa trovare applicazione l'art. 63, comma 3, disp. att. del codice civile ricorrendone i presupposti (morositÓ ultrasemestrale e suscettibilitÓ di godimento separato dei servizi di cui si chiede la sospensione).

L'interpretazione che prevale in tale sede Ŕ quella secondo cui i servizi di acqua e gas non possano ritenersi "intangibili" a fronte di una perdurante morositÓ del condomino (per approfondimenti: Tribunale Modena: ai condomini morosi si pu˛ staccare l'acqua!).

Infatti, afferma il Collegio, legittimando la protrazione del comportamento inadempiente del proprietario e/o del conduttore, si arriverebbe alla conseguenza per cui o il condominio continua a sostenere i costi dell'unitÓ immobiliare morosa o, viceversa, dovrebbe sopportare a sua volta il distacco delle forniture da parte dell'ente erogatore.

Validi argomenti contrari, si legge nel provvedimento, non possono trarsi dal generico riferimento al diritto ex art. 32 Cost., vantato dal cond˛mino e potenzialmente leso dalla decisione del reclamante dý interrompere l'erogazione dei servizi.

Non si rinviene nell'ordinamento, infatti, un obbligo di esclusiva natura privatistica di pagare il costo di servizi che spetterebbe ad altri sostenere, assumendosi in definitiva l'altrui obbligazione a fini solidaristici, nÚ potrebbe trarsi in via deduttiva dalla necessitÓ di assicurare la tutela della salute.

Acqua garantita solo ai morosi indigenti

Riguardo al servizio idrico, il Tribunale richiama la disciplina dettata dal D.P.C.M. 29 agosto 2016 a tutela dell'utente moroso ma solo ove questi versi in condizioni di "documentato stato di disagio economico-sociale", con la previsione di un quantitativo minimo di erogazione da garantirsi "in ogni caso" (per approfondimenti: Acqua: 50 litri al giorno garantiti anche a chi non paga)

Quindi, una deviazione dalle regole generali potrebbe concedersi solo allorchÚ sussistano concrete condizioni di indigenza e la prova dello stato di bisogno deve indubbiamente essere fornita o, almeno, allegata da chi assume di versare in detta condizione.

Nulla, invece, Ŕ previsto dalla normativa di settore con riguardo ai servizi, parimenti essenziali, di gas, energia elettrica, ecc. ove pertanto deve reputarsi legittimo, da parte del concessionario o dell'ente erogatore, sospendere in toto l'erogazione al somministrato inadempiente, a nulla rilevando l'eventuale condizione di indigenza nella quale versi.

Nel giudizio de quo la proprietaria e il conduttore sono rimasti contumaci, e lo stato dý bisogno non Ŕ desumibile da alcun elemento, anche presuntivo. Alla riforma del provvedimento consegue, dunque, l'accoglimento della domanda cautelare.
Tribunale di Bologna, ordinanza 3 aprile 2018
(23/05/2018 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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