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Il divieto di sosta

Com'è disciplinato il divieto di sosta, quali sono le sanzioni, come pagare la multa in caso di violazione e quando si può procedere alla rimozione o al blocco dei veicoli in sosta vietata
segnale di divieto di sosta

di Annamaria Villafrate - Il termine "sosta" è definito dalla lettera c), comma 1, dell'art. 157 del Codice della Strada (C.d.S.): "per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente." La sosta può rappresentare un pericolo o intralciare la circolazione, per questo l'art. 157 prescrive alcune regole di comportamento a cui tutti i conducenti devono attenersi.

Indice:

  1. Il divieto di sosta
  2. L'art. 158 Codice della Strada
  3. I divieti di sosta sanzionati
  4. Le multe per divieto di sosta
  5. Come si paga una multa per divieto di sosta
  6. Come si contesta una multa per divieto di sosta
  7. Rimozione e blocco dei veicoli in sosta vietata

Il divieto di sosta

Il divieto di sostare in determinate aree è stabilito in genere dagli enti proprietari delle strade.

La restrizione può essere temporanea o permanente. Nei centri urbani, i Comuni possono autorizzare la sosta in aree determinate, previo pagamento di un ticket, da esibire in vista all'interno del veicolo.

L'art. 158 Codice della Strada

Il divieto di sosta è disciplinato dall'articolo 158 C.d.S., che lo prevede:

  • nel punto di uscita dei passi carrabili;
  • in ogni luogo in cui si impedisce di accedere ad un altro veicolo in sosta o di spostarlo;
  • in seconda fila, ad eccezione dei veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli;
  • nelle aree destinate allo stazionamento e alla fermata di autobus, filobus e veicoli circolanti su rotaia e, ove non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 metri, infine negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
  • nelle aree di mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;
  • sulle banchine, a meno che non sia diversamente segnalato;
  • nelle aree riservate alla fermata o alla sosta dei veicoli per soggetti invalidi di cui all'art. 188, in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e strade utilizzate da questi veicoli;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi di trasporto pubblico;
  • nelle zone riservate alla fermata e sosta dei veicoli elettrici in ricarica;
  • nelle aree urbane destinate ai pedoni;
  • nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
  • nelle aree assoggettate ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o igiene pubblica indicati dalla segnaletica specifica;
  • di fronte ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori simili;
  • nelle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante situati sulla sede stradale e in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all'erogazione;
  • nei centri abitati la sosta è interdetta ai rimorchi staccati dal veicolo trainante, a meno che non sia diversamente segnalato.

Durante la sosta infine il conducente deve adottare le opportune cautele per evitare incidenti e impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso.

I divieti di sosta sanzionati

I divieti di sosta che prevedono sanzioni in caso di mancato rispetto della rispettiva segnaletica sono i seguenti:

  • in corrispondenza o prossimità dei passaggi a livello, sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o talmente vicino ad essi da intralciarne la marcia;
  • nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e portici, salvo diversa prescrizione segnaletica;
  • sui dossi e nelle curve, fuori dai centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento e in loro prossimità;
  • nei pressi e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici quando se ne occulta la vista;
  • all'esterno dei centri abitati, in corrispondenza e prossimità delle aree di incrocio;
  • nei centri abitati, in corrispondenza o prossimità delle intersezioni a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa prescrizione segnaletica;
  • sui passaggi e attraversamenti pedonali e per ciclisti, sulle piste ciclabili e all'uscita delle stesse;
  • sui marciapiedi, salvo diversa disposizione.

Le multe per divieto di sosta

L'importo delle multe per la violazione del divieto di sosta variano in base al mezzo di trasporto con cui si viola la prescrizione.

Per chi viola le disposizioni del comma 1 e delle lettere d), g) e h) del comma 2:

  • la multa è prevista nella misura di 40 euro fino 164 euro, se il divieto di sosta sono violati da motoveicoli e ciclomotori a due ruote;
  • la multa minima di 85 euro fino a 338 euro invece è prevista a carico di chi conduce tutti gli altri veicoli.

Chiunque viola le disposizioni di cui alle lettere a), b), c), e), f), i), l), m), n), o) del comma 2 art 158 C.d.S. è soggetto a una multa il cui importo variabile:

  • da euro 24 ad euro 98 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote
  • da euro 41 ad euro 169 per tutti gli altri veicoli.

Come si paga una multa per divieto di sosta

Dal 2013 se la multa viene pagata entro 5 giorni dalla notifica del verbale o dalla conciliazione con l'agente accertatore si ottiene una riduzione del 30%. Il pagamento può effettuarsi con bollettino postale o immediatamente all'agente dotato di POS che consente di pagare con carta di credito o bancomat. La riduzione non è prevista nei casi più gravi come la guida in stato di ebbrezza o nei casi in cui, ad esempio, è previsto il ritiro della patente o la confisca del veicolo. La multa che non viene pagata entro 60 giorni produce sanzioni commisurate al ritardo.

Come si contesta una multa per divieto di sosta

La multa per divieto di sosta si può contestare:

  • con ricorso al Giudice di Pace (G.d.P) entro 30 giorni dalla notifica o dalla contestazione della violazione;
  • con ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notificazione o contestazione del verbale.

Il ricorso al Giudice di Pace

Per fare ricorso al G.d.P è necessario produrre, in linea di massima (è sempre il caso di informarsi presso l'Ufficio del G.d.P competente), i seguenti documenti:

  • copia del documento d'identità in corso di validità;
  • copia dei documenti da sottoporre all'esame del Giudice;
  • ricorso in originale e copie in numero variabile del ricorso (alcuni uffici ne richiedono 4 altri 5);
  • originale e/o copie variabili della cartella esattoriale, del verbale di contestazione o dell'ordinanza prefettizia di rigetto del ricorso;
  • ricevuta di pagamento del contributo unificato.

Il ricorso al Prefetto

Per fare ricorso al Prefetto invece occorre contestare l'accertamento della violazione delle norme del Codice della Strada e chiarire i motivi per i quali si ritiene errata o ingiusta. E' opportuno allegare al ricorso il verbale in originale di cui si chiede l'esame. Il ricorrente può richiedere l'audizione (facoltativa) ed allegare tutta la documentazione utile.

Rimozione e blocco dei veicoli in sosta vietata

La legge attribuisce agli organi di polizia il potere di disporre la rimozione dei veicoli:

  • nelle strade e nei tratti di esse in cui l'ente proprietario della strada ha stabilito con ordinanza che la sosta rappresenta grave intralcio o pericolo per la circolazione stradale, quando il segnale di divieto di sosta è integrato dall'apposito pannello aggiuntivo;
  • nei casi previsti dall'art. 157, comma 4, e 158, commi 1, 2 e 3;
  • in tutti i casi in cui la sosta è vietata e costituisce pericolo o grave intralcio alla circolazione;
  • quando il veicolo è lasciato in sosta, violando le disposizioni dell'ente proprietario della strada previste per motivi di manutenzione o pulizia delle strade e del loro arredo.

Alternativamente alla rimozione, previo spostamento del veicolo, può essere effettuato il blocco del veicolo con un attrezzo a chiave che viene applicato alle ruote, blocco che non è consentito quando il veicolo in posizione irregolare costituisce intralcio o pericolo alla circolazione.

La rimozione o il blocco sono sanzioni amministrative accessorie rispetto alle multe previste per la violazione dei comportamenti di cui al comma 1, ai sensi delle norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

Gli organi di polizia possono procedere alla rimozione dei veicoli in sosta, quando per le loro condizioni o altro fondato motivo si ritiene che siano abbandonati. Alla rimozione può provvedere anche l'ente proprietario della strada, dopo aver sentito gli organi di polizia. In questo caso si applica l'art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.

Nelle aree portuali e marittime (legge 28 gennaio 1994, n. 84), è autorizzato il sequestro conservativo dei veicoli in sosta vietata che ostacolano la circolazione viaria e ferroviaria o l'operatività delle strutture portuali.

(06/03/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com

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