I segnali stradali sono delle indicazioni alle quali devono attenersi gli automobilisti che sono alla guida. Sono di divieto, pericolo, precedenza o obbligo
uomo incontro a un bivio deve fermarsi per stop

Cartelli stradali: quali sono

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La segnaletica stradale è fondamentale per evitare incidenti o pericoli e per far sì che la guida su strada sia sicura per gli automobilisti, i pedoni e coloro che abitano o lavorano lungo le strade.

L'esatta conoscenza dei segnali stradali è quindi fondamentale, al pari di quella delle regole di guida, per evitare di compiere violazioni della disciplina che norma la circolazione su strada.

In questa sede ci soffermiamo sui segnali stradali, nella consapevolezza che se il significato di alcuni è noto praticamente a tutti, non può tuttavia negarsi che alcuni cartelli possono risultare per molti "criptici". Ripassiamo, quindi, alcuni aspetti utili per riuscire a ricordare più facilmente il senso dei segnali stradali che incontriamo lungo il nostro percorso.

Segnali stradali di divieto

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segnale di divieto In generale, i segnali di divieto sono circolari con il bordo rosso. Si pensi, ad esempio, al divieto di transito, che è rappresentato da una cornice circolare rossa con l'interno interamente bianco, o al divieto di sorpasso, analogo al precedente ma con rappresentate all'interno un'auto rossa a sinistra e una nera a destra.

Tuttavia, se questa è la rappresentazione grafica più diffusa dei segnali di divieto, essa non è purtroppo l'unica e a volte è imprescindibile allenare la memoria.

In alcuni casi, infatti, i segnali di divieto sono rettangolari, come avviene ad esempio per il passo carrabile. In altri casi ancora, invece, non hanno il bordo rosso, come avviene ad esempio per il segnale di Via libera.

Ma non solo: talvolta i cartelli circolari con bordo rosso non indicano un divieto ma un obbligo. Ci si riferisce ad "Alt-Polizia", "Alt-Dogana" e "Alt-Stazione".

Vedi tutti i segnali di divieto su Wikipedia

Segnali stradali di pericolo

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segnale di pericoloPiù semplice è riconoscere i segnali stradali di pericolo. Essi, infatti, sono sempre triangolari, con uno dei vertici verso l'alto, e a bordo rosso.

Bisogna in ogni caso precisare che, come vedremo meglio sotto, tale rappresentazione grafica, talvolta, indica dei segnali di precedenza.

Ciò posto, i segnali di pericolo si dividono in due categorie: alcuni hanno lo sfondo interno bianco, altri lo sfondo interno giallo. I primi, più nel dettaglio, indicano un pericolo permanente, mentre i secondi un pericolo solo temporaneo.

Se incontriamo un segnale di pericolo, quindi, bisogna prestare attenzione: l'oggetto dell'allerta segue il cartello di 150 metri o si presenterà trascorsa l'eventuale diversa distanza specificata in un apposito pannello integrativo apposto sotto il triangolo.

A questo punto si rende necessaria una fondamentale precisazione: sotto il segnale di pericolo può trovarsi, eventualmente, sia il cartello di distanza che quello di estesa.

Il primo presenta solo un'indicazione in metri o chilometri, mentre nel secondo (che indica non la distanza dal pericolo ma l'estensione dello stesso nello spazio) tale indicazione presenta in entrambi i lati due frecce rivolte verso l'alto.

Vedi tutti i segnali di pericolo su Wikipedia

Segnali stradali di precedenza

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segnale di precedenzaMolto più complicato è, invece, riconoscere a primo impatto i segnali di precedenza.

Alcuni di essi, infatti, come accennato, sono triangolari, a bordo rosso e con un vertice rivolto verso l'alto. Altri, però, sono triangolari con il vertice verso il basso, altri quadrati, altri ancora rotondi, altri a rombo, altri ottagonali.

Neanche i colori li accomunano, perché se la maggior parte di essi sono a bordo rosso e sfondo bianco con rappresentazione grafica, ve ne sono alcuni di colori diversi.

Con riferimento ai segnali stradali di precedenza, quindi, l'unica soluzione è quella di sforzare la memoria. In fondo, sono solo 14:


  • dare precedenza,
  • preavviso di dare precedenza,
  • fermarsi e dare precedenza,
  • preavviso di fermarsi e dare precedenza,
  • intersezione con precedenza a destra,
  • diritto di precedenza,
  • fine del diritto di precedenza,
  • intersezione con diritto di precedenza,
  • intersezione a T con diritto di precedenza a destra,
  • intersezione a T con diritto di precedenza a sinistra,
  • confluenza a destra,
  • confluenza a sinistra,
  • dare precedenza nei sensi unici alternati,
  • diritto di precedenza nei sensi unici alternati.

Spesso questi segnali sono catalogati insieme ai segnali di indicazione.

Vedi tutti i segnali di indicazione e di precedenza su Wikipedia

Segnali stradali di obbligo

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segnale di obbligoI segnali stradali di obbligo sono quelli che impongono all'automobilista di comportarsi in una determinata maniera (ad esempio di svoltare a destra e non andare dritti).

Essi, nella maggior parte dei casi, sono di forma circolare e a sfondo blu con delle frecce disegnate o dei numeri riprodotti o delle immagini raffigurate.

Ma non mancano le eccezioni, come ad esempio i segnali di "Alt-Polizia", "Alt-Dogana" e "Alt-Stazione" cui si è fatto riferimento sopra.

Vedi tutti i segnali di obbligo su Wikipedia.



Segnali di indicazione

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Infine, i segnali stradali di indicazione sono quelli che aiutano i conducenti a individuare degli itinerari, delle strade o dei luoghi o che indicano la direzione verso la quale è possibile imboccare una strada.

Si penso, ad esempio, alle frecce che indicano che ci si trova di fronte a una strada a senso unico, al segnale che individua il confine di Stato con un paese UE o con un'altra Regione, al preavviso di incrocio urbano e così via.

A seconda dell'indicazione fornita, i segnali di indicazione cambiano colore. Essi, nel dettaglio, sono:

  • arancioni, se indicano la presenza di scuolabus o taxi,
  • blu, se indicano la presenza di superstrade o altre strade extraurbane,
  • verdi, se indicano la presenza di autostrade,
  • marroni, se indicano luoghi di interesse (storico, artistico, turistico, ...), denominazioni geografiche o ecologiche, luoghi di ricreazione o campeggi,
  • bianchi, se indicano strade urbane, alberghi, strutture ricettive,
  • rossi, se indicano s.o.s. o incidenti,
  • gialli, se indicano un pericolo, un preavviso o un lavoro temporaneo,
  • neri, se indicano la vicinanza di fabbriche, stabilimenti, zone industriali, zone artigianali, centri commerciali nelle zone urbane periferiche.

Segnali verticali e orizzontali

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Quelli che abbiamo fino a ora classificato sono tutti segnali stradali verticali, posizionati di norma su un palo metallico posto sul lato destro della carreggiata.

Tuttavia, i segnali stradali possono essere anche orizzontali. Si tratta, in sostanza, di strisce e indicazioni disegnate sulla strada, con l'obiettivo di regolare la circolazione e dare prescrizioni.

In alcuni casi, essi riproducono il contenuto della segnaletica verticale (si pensi allo stop, che è quasi sempre indicato sia a terra che su un apposito cartello), mentre in altri casi rappresentano l'unica indicazione per gli automobilisti.

Pensiamo, ad esempio, alle linee che dividono la carreggiata, che se sono continue rappresentano un limite invalicabile, mentre se sono discontinue permettono il sorpasso.

A terra, poi, troviamo ad esempio le strisce pedonali, che indicano che in quel punto è previsto l'attraversamento di pedoni, e le frecce direzionali, di norma collocate prima di un incrocio e che indicano agli automobilisti le direzioni consentite.

Cartelli stradali complementari

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Ai segnali stradali talvolta si affiancano anche dei cartelli complementari. Ci si riferisce ai quei cartelli che avvertono della presenza di ostacoli, curve pericolose, cantieri e così via.

Ci si riferisce, ad esempio, ai cartelli che indicano che si è in presenza di un tornante (specificandone anche il numero), di lavori in corso, di un cantiere mobile con strettoia e riduzione del numero di corsie, di una deviazione per mezzi di massa superiore a un certo numero di tonnellate e così via.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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