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Bollette a 28 giorni: la sentenza del Tar sui rimborsi

Il Tar Lazio ha bocciato i ricorsi delle società TLC sulla fatturazione a 28 giorni ma ha congelato i rimborsi fino all'udienza di merito
donna che riceve telefonata scocciante

di Redazione - Non si frena la vexata quaestio delle bollette a 28 giorni. Com'era prevedibile, data anche la disposizione di legge introdotta dal decreto fiscale (leggi: Bollette a 28 giorni vietate per legge), il Tar Lazio ha bocciato i ricorsi delle società dei telefoni ribadendo la correttezza della fatturazione mensile. Tuttavia, ha congelato i rimborsi per i consumatori fino alla prossima udienza di merito prevista ad ottobre.

Telefonia: corretta fatturazione mensile

Per i giudici amministrativi (vedi sentenza n. 1661/2018 allegata), è legittima la delibera del Garante per le comunicazioni del 15 marzo 2017, che considera "virtuosa" la sola fatturazione mensile. Per cui va respinto il ricorso delle società di telecomunicazioni (Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb) e Asstel che avrebbero dovuto uniformarsi alla delibera Agcom già da giugno del 2017.

Confermata, dunque, anche la sanzione nei confronti degli operatori.

Sul fronte rimborsi, invece, il Tar Lazio frena sospendendo il meccanismo previsto dalla delibera del Garante del dicembre scorso che prevedeva l'indennizzo nei confronti degli utenti nella prima fattura corretta di quanto pagato in più a partire dal giugno 2017 per via della fatturazione a 28 giorni in luogo che mensile.

Bollette a 28 giorni: rimborsi congelati

Il Tar Lazio (con ordinanza n. 792/2018) ha sospeso cautelarmente il meccanismo, "congelandolo" fino ad ottobre, rinviando la decisione all'udienza di merito del 31 ottobre 2018, ritenendo sussistenti "le condizioni per sospendere la delibera impugnata nelle parte che ha ad oggetto il pagamento 'degli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile'".

Questo perché, scrive il giudice amministrativo, allo stato, il carattere "indeterminato della somma da corrispondere agli utenti, per effetto dello storno (nella prima fattura emessa con cadenza mensile) dei predetti importi - potrebbe - incidere sugli equilibri finanziario-contabili" delle aziende.

Bollette a 28 giorni: le polemiche dei consumatori

La decisione ha scatenato le reazioni avverse dei consumatori. E se il Codacons promette la più grande class action mai proposta (leggi in merito: Bollette a 28 giorni: arriva la class action contro gli aumenti dell'8,6% da aprile), l'Unione Nazionale Consumatori, parla attraverso il suo presidente Massimiliano Dona di "regalo alle compagnie". "E' dal 23 giugno che i consumatori attendono la restituzione dei soldi indebitamente percepiti dagli operatori della telefonia - scrive ancora Dona - se l'ammontare è elevato e per il Tar appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende è solo perché sono andate avanti imperterrite a violare la delibera dell'Autority. Ora non si può far ricadere questa scelta aziendale sulle famiglie". Per cui, ribadisce, "i consumatori vanno immediatamente risarciti e - se ciò - non sarà possibile con le modalità già fissate dall'Authority nelle delibere del 19 dicembre - avvisa - partiremo senza ulteriori indugi con le azioni legali".

Tar Lazio, sentenza n. 1661/2018
Tar Lazio, ordinanza n. 792/2018
(19/02/2018 - Redazione) Foto: 123rf.com

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