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La class action

Cos'è la class action, chi può avviarla, come aderire e qual è il procedimento. Guida all'azione di classe, come disciplinata dal codice del consumo

 

Che cos'è la class action

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La class-action è un particolare tipo di azione legale (disciplinata dall'articolo 140-bis del codice del consumo) che ha per oggetto l'accertamento della responsabilità e la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni in favore dei consumatori.

Essa si estrinseca in un procedimento mediante il quale ciascun componente di una classe di consumatori, anche attraverso associazioni o comitati, può agire per far valere dei diritti individuali omogenei della classe stessa e gli interessi collettivi.

Tale strumento, oltre alle funzioni risarcitorie e di deterrenza, comporta anche degli indubbi vantaggi di economia processuale e di riduzione della spesa pubblica.

In ogni caso, resta ferma la possibilità, per coloro che non aderiscono all'azione collettiva, di proporre un'azione individuale

Va inoltre detto che, con il decreto legge numero 150/2009, la possibilità di esperire una class action si è estesa anche al settore pubblico, con una specifica disciplina.  

Chi può avviare una class action

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Sulla base di quanto previsto dal codice del consumo, la class action può essere avviata su azione dei seguenti soggetti:

- ciascun componente della classe di consumatori interessata,

- associazioni cui il consumatore dà mandato,

- comitati cui il consumatore partecipa.

Con la loro azione è in altre parole possibile agire per l'accertamento della responsabilità e la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni.

L'adesione alla class action

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Inoltre, tutti i consumatori e gli utenti che intendono avvalersi della tutela derivante dalla class action possono aderire a tale azione. A tal fine, non serve il ministero di difensore.

L'adesione, che è possibile anche attraverso posta elettronica certificata e fax, comporta la rinuncia ad ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale, che sia fondata sul medesimo titolo. 

Come aderire

L'atto con il quale il consumatore o l'utente aderisce all'azione di classe deve contenere, oltre all'elezione di domicilio, l'indicazione degli elementi costitutivi del diritto che si fa valere e deve essere inoltre corredato della relativa documentazione probatoria. Il suo deposito in cancelleria va fatto entro il termine perentorio fissato all'uopo dal giudice nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 140-bis del codice del consumo.

Ai fini della prescrizione rileva la data della notificazione della domanda o, in caso di adesione successiva, la data del deposito del relativo atto. 

Il procedimento per la class action

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La class action si presenta con atto di citazione al tribunale competente promosso o dal singolo cittadino o dai comitati o dalle associazioni di consumatori.

La competenza è, in generale, del tribunale ordinario del capoluogo della Regione in cui ha sede l'impresa, ma tale regola conosce alcune eccezioni. In particolare, per la Valle d'Aosta è competente il tribunale di Torino; per il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia il tribunale di Venezia; per le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo e il Molise il tribunale di Roma e per la Basilicata e la Calabria il tribunale di Napoli.

La causa è trattata in composizione collegiale.

Ammissibilità della domanda

Alla prima udienza, il tribunale decide sull'ammissibilità della domanda o, se su fatti rilevanti è in corso un'istruttoria dinanzi a un'autorità indipendente o un giudizio dinanzi al giudice amministrativo, sospende il giudizio.

L'inammissibilità può essere dichiarata, con un'ordinanza che decide anche sulle spese:

  • se la domanda è manifestamente infondata,
  • se vi è un conflitto di interessi,
  • se il giudice non ravvisa che vi siano diritti individuali tutelabili omogenei,
  • se il proponente non sembra in grado di curare l'interesse della classe in maniera adeguata.

 

Contro l'ordinanza che decide sull'ammissibilità è possibile proporre reclamo nel termine perentorio di 30 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione, se anteriore, rivolgendosi alla Corte d'appello, la quale deciderà entro massimo 40 giorni dal deposito del ricorso con ordinanza in camera di consiglio.

Ordinanza che ammette l'azione di classe

L'ordinanza che ammette l'azione di classe contiene anche l'indicazione dei termini e delle modalità per la pubblicità necessaria per la tempestiva adesione degli appartenenti alla classe. La pubblicità è molto importante perché costituisce condizione di procedibilità della domanda.

Con la medesima ordinanza vengono anche definiti i caratteri dei diritti individuali oggetto del giudizio e i criteri in base ai quali è possibile includere nella classe i soggetti che chiedono di aderire e viene fissato un termine perentorio di massimo 120 giorni dalla scadenza del termine per la pubblicità per il deposito degli atti di adesione in cancelleria.

Va a tal proposito precisato sin da subito che dopo la scadenza del termine per l'adesione non sono proponibili ulteriori azioni di classe per i medesimi fatti e nei confronti della stessa impresa.

Inoltre, l'ordinanza che ammette l'azione di classe determina anche il corso della procedura, in maniera tale da assicurare una gestione del processo che sia equa, efficace, sollecita e rispettosa del principio del contraddittorio.

Infine, tale ordinanza può anche essere la sede, alternativa a una successiva ordinanza specifica, con la quale il giudice:

  • prescrive le misure necessarie per evitare che vi siano ripetizioni indebite o complicazione nella presentazione di prove o argomenti;
  • onera le parti della pubblicità necessaria;
  • regola l'istruzione probatoria;
  • disciplina ogni altra questione di rito

La sentenza che definisce la class action

Se la domanda proposta con azione di classe viene accolta, il tribunale pronuncia una sentenza di condanna con la quale liquida le somme dovute a coloro che hanno aderito all'azione o stabilisce il criterio omogeneo per liquidarle assegnando alle parti un termine di massimo 90 giorni per addivenire a un accordo di liquidazione (decorso il quale provvede egli stesso alla liquidazione). Se l'azione era stata proposta nei confronti dei gestori di pubblici servizi o di servizi di pubblica utilità, a tal fine il tribunale deve tenere conto di quanto eventualmente previsto dalle carte dei servizi.

Per l'esecutività della sentenza occorre attendere 180 giorni dalla sua pubblicazione.

Rinunzie e transazioni

L'articolo 140-bis del codice del consumo, nel disciplinare la class action si preoccupa anche della questione delle rinunce e delle transazioni intervenute tra le parti.

A tal proposito viene infatti chiarito che queste non pregiudicano i diritti degli aderenti che non vi hanno espressamente consentito.  

Class action: prospettive di riforma

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Dopo le numerose proposte di riforma, rimaste inattuate, da ultimo l'azione di classe è interessata da una proposta di legge presentata il 26 giugno 2018. Il nuovo provvedimento, all'esame della Commissione Giustizia, ricalca integralmente la proposta di legge approvata dalla Camera dei deputati nella scorsa legislatura (A.C. 1335, Bonafede), il cui iter si è interrotto al Senato. 

Leggi anche In arrivo la nuova class action

La nuova proposta mira a potenziare l'azione di classe allargandone il campo d'applicazione, sia dal punto di vista soggettivo sia dal punto di vista oggettivo, cioè delle situazioni giuridiche che possono essere fatte valere in giudizio, sia del tipo di tutela che si può ottenere. 

In sintesi, il provvedimento comporterebbe lo spostamento della disciplina dell'azione di classe dal Codice del consumo al Codice di procedura civile con ampliamento delle situazioni giuridiche tutelate. 

Il procedimento verrebbe affidato al Tribunale delle imprese e articolato in tre fasi: l’ammissibilità dell’azione, la decisione sul merito e l’ultima, relativa alla liquidazione, con decreto del giudice delegato, delle somme agli aderenti alla classe. 

Altre modifiche, inoltre, coinvolgerebbero la disciplina dell’adesione all’azione di classe (con la possibilità di aderire sia prima che dopo la sentenza che accoglie l'azione),  l’ampliamento degli strumenti di tutela (con previsione di un'azione inibitoria collettiva verso gli autori delle condotte lesive), nonché la disciplina del compenso per i rappresentanti della classe ed i difensori, in caso di accoglimento della domanda (riconoscimento della c.d. quota lite). 


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Aggiornamento: 18 settembre 2018

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