Sei in: Home » Articoli

Usucapione: un'area privata diviene demaniale solo se il dominio è effettivamente della PA

La demanialità va invece esclusa se la strada è stata solo progettata ma non è ancora stata realizzata
martello su libro

di Valeria Zeppilli - Se il Comune acquista un'area per destinarla a percorsi pedonali e verde pubblico, tale area rientra solo astrattamente nel demanio dell'ente mentre la sua demanialità va comunque esclusa nel caso in cui la strada, pur progettata, non sia stata realizzata. Quindi, trattandosi di demanio accidentale, su di esso l'usucapione non va escluso in maniera assoluta.

Demanialità

Lo hanno affermato i giudici della Corte di cassazione con la sentenza numero 24990/2017 qui sotto allegata, sancendo che la presunzione di demanialità di cui all'allegato F, articolo 22, comma 3, della legge n. 2248/1865 si riferisce solo alle aree che "per l'immediata accessibilità appaiono integranti la funzione viaria della rete stradale, così da costituire una pertinenza della strada stessa".

In tutti gli altri casi, invece, un'area privata può entrare a far parte del demanio solo se è destinata all'uso pubblico ed è effettivamente intervenuto un atto o un fatto che ne abbia trasferito il dominio alla PA.

Appartenenza al patrimonio indisponibile

Sempre a conferma della decisione del giudice del merito di riconoscere l'usucapione di due privati su un'area comunale acquistata dal Comune dalla precedente proprietaria e destinata a percorsi pedonali e a verde pubblico, la Cassazione ha poi precisato che l'area in contestazione non poteva essere considerata neanche come appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato.

Infatti, affinché a un'area venga attribuito il carattere di bene indisponibile, non è sufficiente il vincolo di verde pubblico imposto alla stessa, ma sono necessarie anche la "manifestazione di volontà dell'ente titolare del diritto reale pubblico" e la "effettiva ed attuale destinazione del bene al pubblico servizio".

Corte di cassazione testo sentenza numero 24990/2017
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(29/10/2017 - Valeria Zeppilli)
In evidenza oggi:
» Condominio: condannato chi urla di notte per far smettere di abbaiare i cani
» Conto corrente: i limiti al pignoramento delle somme versate dall'Inps
» Il marito non ha il diritto di soddisfare i suoi istinti sessuali
» Condono fiscale 2019: come funziona la sanatoria
» Sì al pernotto dal papà anche se la mamma non vuole

Newsletter f g+ t in Rss