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Vaccini: ministero condannato a risarcire una donna per i danni subiti dopo oltre 40 anni

La sentenza della Corte d'Appello di Milano riconosce il nesso tra un vaccino e una grave patologia
medico con siringa e fiala vaccino in mano

di Gabriella Lax - È prevista per oggi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto sui vaccini, intanto però si registra un altro caso di persona risarcita per danni dai vaccini.

Vaccino e danni, il nesso causale

La sentenza riconosce il nesso tra vaccini e una grave patologia, un'encefalopatia che causa crisi epilettiche. La decisione è definitiva dopo la conferma dello scorso 10 novembre della sezione Lavoro della Corte d'Appello civile di Milano della pronuncia con cui il Tribunale di Vigevano aveva condannato il ministero della Salute a versare l'indennizzo a una donna oggi quarantaduenne. La decisione non è stata impugnata entro i termini e dunque è passata in giudicato.

La vicenda

Il medico Asl nel 1975 aveva vaccinato la bambina di sei mesi non informando i genitori che il vaccino, come effetto collaterale già conosciuto in medicina, avrebbe potuto causare l'encefalopatia con gravi ripercussioni sulla qualità della vita della piccola. Come riportato dal Corriere, dagli atti processuali si legge che, fino a quel momento la bambina «presentava uno sviluppo assolutamente normale e non aveva sofferto alcun disturbo». Quando qualche giorno dopo le fu somministrata la seconda dose del vaccino cominciarono a manifestarsi i primi problemi: convulsione e anomalie nell'elettroencefalogramma sempre più frequenti che si sono aggiunte ad altre problematiche di grave disabilità.

Si è arrivati al 2009, quando cioè si è fatta maggior chiarezza sulla relazione tra vaccino e malattia, ed il padre, amministratore di sostegno della ragazza, chiese alla Asl che alla figlia fosse assegnato un indennizzo. Da qui il primo diniego della commissione medica ospedaliera con argomenti che i giudici d'appello definiscono «contraddittori», anche se non contestando la possibilità (conosciuta) che il vaccino potesse portare all'encefalopatia. Il padre della giovane donna decise di far causa al ministero. I rilievi arrivano ad affermare che la bambina era affetta da una forma di epilessia che nel 60% dei casi, come sottolinea il perito, deriva proprio da encefalopatia che, come riportato già allora nella letteratura medica, può essere tra le «reazioni avverse» di quel vaccino. Dunque il vaccino era la causa «altamente più probabile».

Il ministero è stato condannato a versare l'indennizzo previsto dalla legge: dal marzo 2009 fino ad oggi 863 euro mensili e dal luglio 1976 al febbraio del 2009 il 30% dell'importo.

Vaccini, nuovo esposto di Codacons

Sull'importante decisione interviene Codacons, promotrice di una petizione per fermare il decreto sui vaccini, che spiega: «I giudici così come i periti hanno accertato oltre ogni ragionevole dubbio che il vaccino ha plausibilmente causato la malattia nella neonata. Alla luce di tale sentenza, le ultime affermazioni rese da Aifa (Agenzia italiana del farmaco) circa le reazioni avverse alle vaccinazioni appaiono non esaustive, e rischiano di fornire una informazione non completa alle famiglie». Preoccupano i dati raccolti da Codacons, secondo cui dalla banca dati europea risultano 8.409 casi di sospette reazioni avverse tra il 2012 e il 2017. Per questi motivi l'associazione annuncia che presenterà contro l'Aifa un nuovo esposto alla magistratura.

(06/06/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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