L'azione di regolamento di confini (art. 950 c.c.) è esperibile quando il confine tra due fondi è incerto e ciascun proprietario confinante può chiedere che venga stabilito in giudizio

Cos'è l'azione di regolamento di confini

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L'azione di regolamento di confini è una delle azioni a tutela della proprietà, disciplinata dall'art. 950 c.c.

Il codice civile, in particolare, conosce quattro tipologie di azioni a tutela della proprietà:

  • Azione di rivendicazione (quando il proprietario di un fondo agisce nei confronti del possessore o del detentore della sua proprietà, al fine di ottenere il riconoscimento giudiziale del proprio diritto e di recuperare la cosa di altri illegittimamente posseduta o detenuta);
  • Azione negatoria (l'actio negatoria servitutis costituisce non solo la domanda diretta all'accertamento dell'inesistenza della pretesa servitù, ma anche quella volta alla eliminazione della situazione antigiuridica posta in essere dal terzo mediante la rimozione delle opere lesive del diritto di proprietà realizzate dal medesimo, sì da ottenere la effettiva libertà del fondo ed impedire così che il potere di fatto del terzo, corrispondente all'esercizio di un diritto, protraendosi per il tempo prescritto dalla legge, possa comportare l'acquisto per usucapione di un diritto reale su cosa altrui, cfr. tra le altre, Cass. n. 27405/2014);
  • Azione per apposizione di termini (se i termini tra fondi contigui mancano o sono diventati irriconoscibili, ciascuno dei proprietari ha diritto di chiedere che essi siano apposti o ristabiliti a spese comuni. Presupposto necessario per l'esercizio di tale azione è l'esistenza di un confine certo e determinato e mira ad ottenere soltanto che la linea di demarcazione tra proprietà contigue sia resa possibile e riconoscibile mediante la collocazione di segni esteriori che indichino materialmente il tracciato);
  • e infine, l'azione di regolamento di confini che è esperibile quando il confine tra due fondi è incerto e ciascun proprietario confinante può domandare che venga stabilito in giudizio.

Quando si può esercitare l'azione di regolamento di confini

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Come prevede, appunto, l'art. 950 c.c., l'azione di regolamento di confini è esperibile quando il confine tra due fondi è incerto e ognuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente.

E' ammesso ogni mezzo di prova e, in mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine delineato dalle mappe catastali.

Accertamento dei confini in via extragiudiziale

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Il regolamento di confini può attuarsi in via extra giudiziale attraverso un negozio di accertamento avvenuto nel contraddittorio delle parti.

Tale negozio di accertamento non sarebbe però opponibile agli eredi e aventi causa vista l'impossibilità della trascrizione di tale accordo presso i registri immobiliari.

Tale limite è dato dal fatto che l'accordo di mero accertamento dei confini ha efficacia dichiarativa e non potendo essere trascritto ha solo efficacia obbligatoria tra le parti.

Accertamento dei confini in via giudiziale

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L'azione di regolamento dei confini presuppone che l'incertezza, oggettiva o soggettiva, cada sul confine tra due fondi e non sul diritto di proprietà degli stessi, anche se oggetto di controversia è la determinazione quantitativa delle rispettive proprietà (cfr. Cass. n. 3559/2016).

Ergo la summenzionata azione non muta la sua natura (trasformandosi in azione di rivendica) nell'ipotesi in cui l'attore sostenga che il confine di fatto non sia quello esatto per essere stato parte del suo fondo usurpato dal vicino.

Nel giudizio di regolamento di confini le posizioni dell'attore e del convenuto sono sostanzialmente uguali incombendo su ciascuno di essi l'onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione della esatta linea di confine. È d'uopo evidenziare che nella domanda dell'attore è implicita quella di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata dalla controparte; mentre il convenuto, se intende non solo resistere alla domanda attorea ma anche ottenere la restituzione del terreno che ritiene essere ingiustificatamente occupato in eccedenza, deve proporre apposita domanda riconvenzionale.

Il giudice, con riferimento agli elementi probatori acquisiti al processo, può anche integrare o disattendere gli elementi raccolti con il sussidiario ricorso alle indicazioni delle mappe catastali, in caso di loro insufficienza od inidoneità alla determinazione del confine.

Non è chi non veda che la mancata produzione del titolo d'acquisto di uno dei fondi confinanti non comporta la soccombenza per mancato assolvimento dell'onere della prova, ma solo la conseguenza di imporre e giustificare il ricorso ad altri mezzi di prova.

Alcune sentenze della Suprema Corte si sono pronunciate in tal senso confermando, così, la sentenza di merito che ritenuta l'insufficienza dei titoli d'acquisto aveva attribuito decisiva rilevanza per la determinazione del confine al tipo di frazionamento al quale si erano concordemente rifatte le parti (cfr., tra le altre, Cass. n. 3082/2006).

Eccezione d'usucapione

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La Suprema Corte, in diverse sentenze, ha escluso che sussista incompatibilità tra l'azione di regolamento di confini e l'eccezione di usucapione.

In particolare i giudici di Cassazione hanno affermato che: "nell'azione di regolamento dei confini una parte bene può opporre l'eccezione riconvenzionale di usucapione della situazione attuale, atteso che non contesta il titolo di proprietà della controparte, ma ne paralizza la pretesa, facendo valere uno status acquisito in virtù di usucapione con riferimento alla linea medesima, senza necessità che abbia la consapevolezza dell'altruità di una eventuale parte di fondo soggetta all'acquisizione" (cfr. Cass. n. 24142/2004).

In ragione della particolarità dell'azione di regolamento di confini e del relativo procedimento si è fatto derivare cha la summenzionata eccezione, risolvendosi nella allegazione di una situazione sopravvenuta idonea, ove riconosciuta effettivamente esistente, ad eliminare l'incertezza del confine, può essere proposta anche nel corso del giudizio di primo grado potendo considerarsi precisazione della domanda e non una domanda nuova.

Per approfondimenti vedi la guida sulla proprietà


Dott.ssa Sabrina Filosa

Praticante abilitata al patrocinio

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