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Proprietà: l'azione di regolamento di confini

L'accertamento dei confini in via giudiziale e stragiudiziale e l'eccezione di usucapione
casa su sfondo giallo

di Sabrina Filosa - Nell'art. 832 c.c. è stabilito che la proprietà è un diritto reale che attribuisce al suo titolare il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico.

La proprietà rientra nella categoria dei diritti reali di godimento c.d. autodeterminati. Con tale ultima espressione si intende chiarire che la causa petendi (nei giudizi di rivendica della proprietà stessa) si identifica con il diritto stesso e non con il titolo che ne costituisce la fonte, la cui deduzione non svolge alcuna funzione di specificazione della domanda, per cui è consentito all'attore modificare la causa petendi (Cass. civ. n. 8833/2015).

Azioni a difesa della proprietà

Il codice civile conosce quattro tipologie di azioni a tutela della proprietà:

a) Azione di rivendicazione: il proprietario di un fondo agisce nei confronti del possessore o del detentore della sua proprietà, al fine di ottenere il riconoscimento giudiziale del proprio diritto e di recuperare la cosa di altri illegittimamente posseduta o detenuta.

b) Azione negatoria: l'actio negatoria servitutis costituisce non solo la domanda diretta all'accertamento dell'inesistenza della pretesa servitù, ma anche quella volta alla eliminazione della situazione antigiuridica posta in essere dal terzo mediante la rimozione delle opere lesive del diritto di proprietà realizzate dal medesimo, sì da ottenere la effettiva libertà del fondo ed impedire così che il potere di fatto del terzo, corrispondente all'esercizio di un diritto, protraendosi per il tempo prescritto dalla legge, possa comportare l'acquisto per usucapione di un diritto reale su cosa altrui (Cass. n. 27405/14).

c) Azione di regolamento di confini: è esperibile quando il confine tra due fondi è incerto e ciascun proprietario confinante può chiedere che venga stabilito in giudizio.

d) Azione per apposizione di termini: se i termini tra fondi contigui mancano o sono diventati irriconoscibili, ciascuno dei proprietari ha diritto di chiedere che essi siano apposti o ristabiliti a spese comuni. Presupposto necessario per l'esercizio di tale azione è l'esistenza di un confine certo e determinato e mira ad ottenere soltanto che la linea di demarcazione tra proprietà contigue sia resa possibile e riconoscibile mediante la collocazione di segni esteriori che indichino materialmente il tracciato.

Sull'accertamento dei confini in via extragiudiziale

Il regolamento di confini può attuarsi in via extra giudiziale attraverso un negozio di accertamento avvenuto nel contraddittorio delle parti. Tale negozio di accertamento non sarebbe però opponibile agli eredi e aventi causa vista l'impossibilità della trascrizione di tale accordo presso i registri immobiliari.

Tale limiti è dato dal fatto che l'accordo di mero accertamento dei confini ha efficacia dichiarativa e non potendo essere trascritto ha solo efficacia obbligatoria tra le parti.

Sull'accertamento dei confini in via giudiziale

L'azione di regolamento dei confini presuppone che l'incertezza, oggettiva o soggettiva, cada sul confine tra due fondi e non sul diritto di proprietà degli stessi, anche se oggetto di controversia è la determinazione quantitativa delle rispettive proprietà (Cass. civ. n. 3559/16). Ergo tale la summenzionata azione non muta la sua natura (trasformandosi in azione di rivendica) nell'ipotesi in cui l'attore sostenga che il confine di fatto non sia quello esatto per essere stato parte del suo fondo usurpato dal vicino.

Nel giudizio di regolamento di confini le posizioni dell'attore e del convenuto sono sostanzialmente uguali incombendo su ciascuno di essi l'onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione della esatta linea di confine. È d'uopo evidenziare che nella domanda dell'attore è implicita quella di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata dalla controparte; mentre il convenuto, se intende non solo resistere alla domanda attorea ma anche ottenere la restituzione del terreno che ritiene essere ingiustificatamente occupato in eccedenza, deve proporre apposita domanda riconvenzionale.

Il Giudice, con riferimento agli elementi probatori acquisiti al processo, può anche integrare o disattendere gli elementi raccolti con il sussidiario ricorso alle indicazioni delle mappe catastali, in caso di loro insufficienza od inidoneità alla determinazione del confine. Non è chi non veda che la mancata produzione del titolo d'acquisto di uno dei fondi confinanti non comporta la soccombenza per mancato assolvimento dell'onere della prova, ma solo la conseguenza di imporre e giustificare il ricorso ad altri mezzi di prova. Alcune sentenze della Suprema Corte si sono pronunciate in tal senso confermando, così, la sentenza di merito che ritenuta l'insufficienza dei titoli d'acquisto aveva attribuito decisiva rilevanza per la determinazione del confine al tipo di frazionamento al quale si erano concordemente rifatte le parti. (Cass. civ. n. 3082/06).

Eccezione d'usucapione

La Suprema Corte, in diverse sentenze, ha escluso che sussista incompatibilità tra l'azione di regolamento di confini e l'eccezione di usucapione.

In particolare nella sentenza n. 24142/04 i Giudici di Cassazione hanno affermato che: "nell'azione di regolamento dei confini una parte bene può opporre l'eccezione riconvenzionale di usucapione della situazione attuale, atteso che non contesta il titolo di proprietà della controparte, ma ne paralizza la pretesa, facendo valere uno status acquisito in virtù di usucapione con riferimento alla linea medesima, senza necessità che abbia la consapevolezza dell'altruità di una eventuale parte di fondo soggetta all'acquisizione".

In ragione della particolarità dell'azione di regolamento di confini e del relativo procedimento si è fatto derivare cha la summenzionata eccezione, risolvendosi nella allegazione di una situazione sopravvenuta idonea, ove riconosciuta effettivamente esistente, ad eliminare l'incertezza del confine, può essere proposta anche nel corso del giudizio di primo grado potendo considerarsi precisazione della domanda e non una domanda nuova. 

Per approfondimenti vedi la guida legale completa sulla proprietà

Dott.ssa Sabrina Filosa
Praticante abilitata al patrocinio
email: filosas@hotmail.it
(03/06/2017 - Sabrina filosa) Foto: 123rf.com
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