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Risonanza magnetica: i diritti del paziente

Ecco cosa sapere prima di prenotare tale esame diagnostico
medico che effettua risonanza magnetica

di Valeria Zeppilli – Il paziente che deve sottoporsi a un determinato esame diagnostico ha alcuni diritti che possono agevolare l'iter da affrontare e che quindi è opportuno conoscere. 

Analizziamoli soffermandoci, dopo quello sulla Tac e altri esami diagnostici (leggi Tac entro 60 giorni o scatta il diritto ad andare dal privato pagando solo il ticket), su un altro degli esami più diffusi: la risonanza magnetica.

Rm: urgenza

Se la risonanza è urgente, il medico che la prescrive, nel farlo, appone sull'impegnativa il cd. bollino verde. Si parla, in tali casi, di urgenza differibile, che dà diritto al paziente ad eseguire l'esame entro 72 ore dalla richiesta purché provveda di persona, e non telematicamente, a prenotare la risonanza entro 48 ore da quando gli è rilasciata l'impegnativa. Va a tal proposito precisato che se le 72 ore sono sempre lavorative, e quindi l'attesa si potrebbe protrarre per più di tre giorni, lo stesso non può dirsi per le 48 ore: queste, in molte strutture, sono considerate in maniera effettiva, con la conseguenza che il paziente, per stare tranquillo, deve sempre affrettarsi ad eseguire la prenotazione.

Si precisa che ogni medico di famiglia ha a disposizione solo 10 bollini per 100 assistiti e che, quindi, li dovrà dosare e utilizzare solo in caso di effettiva necessità. Non sempre, infatti, il distretto di appartenenza del medico rilascia dei bollini ulteriori rispetto a quelli già attribuiti.

Tempi di attesa

Nel caso in cui l'impegnativa per fare la risonanza non sia contrassegnata dal bollino verde emerge il controverso problema dei tempi di attesa, che spesso si protraggono in maniera esagerata.

I pazienti a tal proposito devono sapere che l'ordinamento italiano fissa un limite ben preciso per le risonanze magnetiche: quello di 60 giorni dalla prenotazione.

Se tale termine non è rispettato, non per forza bisogna rassegnarsi. Infatti se una determinata prestazione, quindi anche una risonanza magnetica, non può essere eseguita nel predetto termine massimo, il cittadino ha diritto ad ottenere la prestazione privatamente, in intramoenia, senza pagare alcun costo.

A tal fine è necessario fare espressa istanza al direttore generale dell'azienda sanitaria, domandando, appunto, che la prestazione sia resa in regime di attività libero-professionale intramuraria.

Leggi: Liste d'attesa lunghe in ospedale? Scatta il diritto alla visita privata pagando solo il ticket

Richiesta di esame privato

Nel redigere la richiesta, il cittadino deve avere particolare cura di inserire tutti i dati necessari.

Oltre ai propri riferimenti anagrafici, dovrà sottolineare almeno che gli è stata prescritta la risonanza magnetica ma che il CUP gli ha comunicato che la prenotazione non sarà possibile prima di una determinata data (da specificare), in dispregio del limite massimo di 60 giorni.

É opportuno poi allegare tutta la documentazione utile e sottolineare che le esigenze alla base della prestazione sono urgenti e incompatibili con i lunghi tempi di attesa prospettati dal CUP.

Tutto ciò premesso, bisognerà quindi chiedere che, ai sensi dell'articolo 3, comma 13, l. n. 124/1998, la risonanza venga resa in regime di attività libero-professionale intramoenia, con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e che venga dato riscontro in merito con tempestività, con la precisazione che in difetto ci si rivolgerà a un centro privato e verrà successivamente richiesto all'Azienda il rimborso di quanto pagato.

Esenzione dal ticket

Infine resta da dire che in alcuni casi il paziente ha diritto ad essere esonerato dal pagamento del ticket sanitario per la risonanza magnetica (così come per altri esami o visite).

In particolare, l'esenzione opera in presenza di determinate malattie rare, croniche o gravi, al ricorrere di determinati stati di salute o se ci si trova al di sotto di specifici limiti di reddito. È quindi fondamentale che il paziente, prima di prenotare l'esame, si informi a tal proposito, scoprendo se si tratta di casi che lo interessano.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(25/05/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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