Se non ci sono dei limiti di valore assoluti, superato un certo ammontare diventa obbligatoria la clausola di non trasferibilità
libretto di assegni con penna

di Valeria Zeppilli - L'assegno circolare è un titolo di credito "a vista" con il quale la banca emittente si impegna a pagare una certa somma di denaro a favore del beneficiario dello stesso (vai alla guida: "L'assegno circolare").

Esso non soggiace a limiti precisi per quanto concerne l'importo massimo che può costituirne l'oggetto: con un assegno circolare, infatti, può essere pagata una cifra di qualsiasi ammontare (della quale si abbia, ovviamente, la disponibilità).

I limiti alla girata

Tuttavia l'importo dell'assegno influenza comunque una sua caratteristica: la possibilità di inserire la clausola "non trasferibile".

Infatti idealmente anche gli assegni circolari possono essere trasferiti mediante girata e, quindi, se si vuole essere certi che gli stessi non subiscano conseguenze pregiudizievoli in caso di smarrimento o sottrazione è necessario inserire la predetta clausola, che ne impedisce la circolazione.

La non trasferibilità, infatti, fa sì che l'assegno limiti la sua funzione alla regolazione dei rapporti tra chi lo rilascia e il prenditore che lo riceve, senza poter estendere i suoi effetti in nessun modo a terzi.

Ed è proprio qui che entrano in gioco dei limiti massimi: l'assegno circolare di importo superiore a mille euro non può mai essere trasferibile e, in forza della normativa antiriciclaggio di cui alla legge numero 214/2011, deve sempre riportare la dicitura "non trasferibile".

Gli assegni circolari privi della predetta dicitura, invece, possono essere utilizzati solo per importi non superiori a euro 999,99 e chi non rispetta tale prescrizione può essere assoggettato al pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie, di misura percentuale rispetto all'importo dell'assegno emesso.



Vedi anche: L'assegno circolare
Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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