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Quando i figli hanno diritto alla pensione di reversibilità

Ecco quali sono le condizioni affinché tali soggetti possano godere di tale prestazione economica
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di Valeria Zeppilli – La pensione di reversibilità è una prestazione economica che lo Stato riserva a domanda ai familiari di un pensionato defunto (vai alla guida: "La pensione di reversibilità").

Tra i soggetti beneficiari della stessa ci sono anche i figli. Ma a quali condizioni?

Figli titolari della reversibilità

Innanzitutto il diritto alla pensione di reversibilità spetta ai figli

  • adottivi e affiliati riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati,

  • non riconoscibili ai sensi degli articoli 279, 580 e 594 del codice civile,

  • nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge,

  • riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati dal coniuge del deceduto,

  • minori regolarmente affidati da organi competenti a norma di legge.

Tali soggetti per poter godere del beneficio devono essere, alla data della morte del pensionato, minori, inabili di qualunque età o studenti entro il 21° anno di età o il 26° se universitari e a carico del defunto.

La reversibilità spetta poi anche ai figli

  • legittimi o legittimati,

  • adottivi o affiliati,

  • naturali,

  • riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati,

  • nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge.

Tali soggetti per poter godere del beneficio devono essere, alla data della morte del pensionato, minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico del defunto.

Figli maggiorenni inabili

Con particolare riferimento ai figli maggiorenni inabili, l'Inps nella circolare numero 15/2009 ha specificato che questi possono mantenere il diritto alla pensione ai superstiti anche se svolgono particolari attività lavorative con finalità terapeutiche e presso determinati datori di lavoro.

Nipoti

Il nostro ordinamento equipara ai figli anche i nipoti che alla data di morte del nonno o della nonna erano a loro carico.

Non rileva il fatto che fossero o meno affidati formalmente agli ascendenti.

Chi può essere considerato "a carico"?

In generale, il requisito che caratterizza la titolarità della pensione di reversibilità in capo a figli (e a nipoti) è rappresentato dall'essere a carico del pensionato al momento della sua morte.

Si rende quindi opportuno chiarire chi può essere considerato a carico.

Le condizioni che permettono di considerare il superstite a carico del defunto sono la non autosufficienza economica e il mantenimento abituale.

Quest'ultimo può desumersi dal comportamento che il dante causa teneva concretamente nei confronti dell'avente diritto.

Il concetto di non autosufficienza economica, invece, è chiarito dalla legge in maniera più dettagliata, in quanto in generale esso può dirsi sussistente laddove il reddito individuale del superstite, dedotti i redditi per legge non computabili, non eccede l'importo del trattamento minimo della pensione maggiorato del 30%.

Per quanto riguarda i figli maggiorenni inabili superstiti, l'accertamento del requisito della non autosufficienza, a partire dai decessi intervenuti successivamente al 31 ottobre 2000, va fatto prendendo in considerazione il criterio stabilito per il riconoscimento del diritto a pensione nei confronti degli invalidi civili totali, con riferimento ai quali il limite di reddito è stabilito dall'articolo 14-septies della legge 29 febbraio 1980, n. 33

Tale limite va poi aumentato dell'importo dell'indennità di accompagnamento quando i potenziali beneficiari della reversibilità sono figli inabili che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 5 della legge numero 222/1984 e nella impossibilità di deambulare senza ricorrere all'aiuto permanente di un accompagnatore o hanno bisogno di un'assistenza continua non essendo capaci i compiere gli atti della vita quotidiana.


Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(06/01/2017 - Valeria Zeppilli)
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