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Sottrazione di un minore da parte di un genitore: i consigli dell'avvocato

Consigli utili finalizzati a prevenire la sottrazione internazionale di minore da parte di un genitore o gestire al meglio gli effetti
volto di bambino

Avv. Alfio Mancani - Il presente elaborato nasce con l'obiettivo di illustrare, in maniera concisa, quegli espedienti pratici utili al fine di prevenire ed affrontare, qualora si verificasse, lo spinoso fenomeno della sottrazione internazionale di minore. Sulla base di quanto abbiamo potuto constatare durante la nostra pluriennale esperienza in materia, tali consigli pratici, oltre a rivelarsi preziosi per il genitore che si trovasse a subire un tale atto, consentono anche alla vicenda processuale contestualmente instauratasi di svolgersi con maggiore efficacia.

Il fenomeno in oggetto ha ricevuto un'attenzione di respiro internazionale, tanto che numerosi Stati hanno provveduto alla ratifica di una convenzione ad hoc, nello specifico, la Convenzione dell'Aja del 25.10.1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.

La prevenzione

Benché sia stato predisposto tale strumento internazionale, l'applicazione pratica della Convenzione risulta talvolta essere macchinosa oltre che richiedere delle tempistiche molto lunghe. Proprio per questo motivo, in tali casi, prevenire è meglio che curare.

Pertanto, prima ancora di trovarsi dinanzi al fatto compiuto di una sottrazione internazionale, sarebbe opportuno che il genitore che abbia ragione di dubitare che questa potrebbe essere posta in essere, si adoperasse azionando quegli espedienti di natura preventiva volti ad evitare il verificarsi della situazione.

L'opportuno modus operandi è quindi quello di cercare di avere il controllo sui documenti del minore (passaporto, carta d'identità) specialmente da parte di quel genitore che abbia ragione di pensare che il minore gli possa essere sottratto.

Inoltre, potrebbe essere utile la predisposizione di un accordo generale formalizzato attraverso atto pubblico o scrittura privata alla presenza di due testimoni (meglio se una per ciascuna parte) all'interno del quale si stabilisce che il minore può effettuare viaggi all'estero solo con il consenso di entrambi i genitori.

È poi raccomandabile che qualora il minore debba svolgere un viaggio all'estero essendo accompagnato da un solo genitore si provveda alla sottoscrizione di un accordo ad hoc, con le stesse forme di cui sopra indicate per l'accordo generale, che abbia ad oggetto la specifica descrizione del viaggio, in particolare, le modalità, i motivi e le date.

Come attivarsi:

Le azioni immediatamente successive al verificarsi della sottrazione

Il primo passo da compiere nel caso in cui il minore venga sottratto è quello di inviare una email, un telegramma o un sms al genitore responsabile di sottrazione al fine di intimarlo a rientrare in Italia con il minore.

Il genitore, che ha ragione di credere che il minore sia stato sottratto intenzionalmente, deve immediatamente rivolgersi all'Autorità centrale italiana (Ministero della Giustizia Italiana) presentando l'istanza di restituzione del bambino sulla base della Convenzione dell'Aja sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori del 25 ottobre 1980.

Ai sensi di tale Convenzione, la presentazione dell'istanza di restituzione deve avvenire entro un anno dal momento in cui il minore è stato sottratto, ma è consigliabile provvedervi immediatamente. Ogni giorno trascorso fuori confine è infatti per il minore un'occasione per integrarsi nel nuovo ambiente e l'integrazione, talvolta, può essere motivo di rallentamento o addirittura di ostacolo della procedura di rientro. Il distacco che si crea, infatti, non ha soltanto carattere affettivo, ma anche ambientale, culturale e linguistico.

Oltre alla presentazione dell'istanza è consigliabile effettuare una denuncia presso la Procura o l'Ufficio dei Carabinieri a carico del genitore che ha sottratto il minore, cosicché un procedimento penale possa essere azionato nei suoi confronti.

È inoltre possibile richiedere l'affidamento esclusivo del minore, avendo il genitore sottraente dimostrato totale noncuranza nei confronti del figlio. Risulta infatti messo in primo piano il suo interesse egoistico, non venendo invece considerate le conseguenze di indubbio disagio instauratesi nel minore a seguito di tale azione.

Il mantenimento del contatto con il minore

È di importanza cruciale che il genitore che subisce la sottrazione non perda il contatto con il figlio. Mantenere vivo il rapporto affettivo con lui è fondamentale. Per questo motivo è caldamente consigliabile recarsi personalmente nel Paese dove è stato portato, facendosi accompagnare da una persona di fiducia che possa anche testimoniare in caso ve ne fosse necessità.

Qualora sia impossibile identificare il luogo in cui il minore è stato portato ci si può avvalere di un investigatore.

È opportuno evitare che l'incontro con il genitore che ha compiuto l'illecito avvenga tra le mura domestiche (casa dei nonni, casa di amici), sono invece da preferire luoghi pubblici, ad esempio un parco, un bar, un ristorante. Questa accortezza al fine di evitare che episodi spiacevoli si verifichino in privato, al riparo di occhi di terzi (es. simulazione di aggressione).

Vista e considerata la delicatezza della questione, durante questa seconda fase è raccomandato agire con l'assistenza di un avvocato esperto in materia di sottrazione internazionale di minore.

La denuncia presso gli organi di polizia

Con l'aiuto di un interprete o del proprio legale è consigliabile recarsi preso un Ufficio della Polizia al fine di denunciare il fatto anche nel paese estero.

È però da ricordare che la polizia o le competenti autorità consolari, senza l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria del paese (territorialmente la sola competente), non possono in concreto porre in essere alcuna attività finalizzata al rientro del minore.

Infine, trovandosi sul territorio, possono essere messi in atto altri espedienti utili a spronare il genitore sottraente a tornare in Italia. Assistiti da un esperto legale o da un interprete, qualora necessario, ci si può recare presso l'istituto scolastico, o la struttura sanitaria, ove il minore è stato iscritto facendo presente l'irregolarità dell'iscrizione, mancante del consenso di entrambi i genitori e pertanto contra legem.

Il rientro in Italia

A seguito del suo rientro in Italia il genitore deve cercare di mantenere quanto più contatti possibili con il minore, attraverso telefonate o videochiamate. Oltre alla necessità di contenere il distacco emotivo, tali contatti consentiranno anche di arginare il distacco culturale e linguistico che inevitabilmente si verrà a creare.

Conclusioni

A fronte dell'aumento degli scambi internazionali a cui è seguita come diretta conseguenza la formazione di coppie miste, i casi di sottrazione di minore dall'Italia verso altri paesi (soprattutto la Polonia) sono in forte aumento. Tendenzialmente il genitore che commette l'illecito è la madre, anche se, benché più rari, si riscontrano casi in cui è il padre a porre in essere la violazione.

Attraverso l'adozione degli espedienti sopra descritti, si dovrebbe riuscire quantomeno ad arginare il fenomeno. Tuttavia, qualora questo si verifichi tali accorgimenti saranno idonei in primis a mitigare il distacco affettivo inevitabilmente creatosi ed in secundis a facilitare l'operato del legale investito del caso.

Benché sia altamente comprensibile la forte preoccupazione insorta nel genitore che si trova a subire l'illecito, il consiglio generale è quello di cercare di affrontare la situazione con la maggiore lucidità possibile onde evitare atti avventati che possano ulteriormente compromettere la situazione. Attraverso il corretto approccio alle istituzioni e l'affiancamento di professionisti specializzati (avvocati, psicologi, traduttori idonei ad effettuare anche lunghe trasferte nonché a lavorare in situazioni di grande stress e pressione), si potranno aumentare le probabilità di addivenire al risultato sperato senza mai eccedere la legalità.

Per ulteriori approfondimenti o in caso di necessità rivolgersi a:

Avvocato Alfio Mancani

Ul. Puławska 228-70

02-670 Varsavia

Tel. Fax: +48 22 119 33 57

(25/11/2016 - Avv.Alfio Mancani)
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