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Niente soldi per il divorzio? Ora c'è il crowdfunding!

Attraverso la piattaforma Plumfund, si possono raccogliere online i fondi necessari per affrontare le spese legate al divorzio
macchina divisa in due concetto di perdita a seguito di divorzio

di Marina Crisafi - Per chi è intenzionato a divorziare ma ha paura di affrontare ingenti spese, ora c'è Plumfund, una piattaforma grazie alla quale familiari, parenti, amici ma anche perfetti sconosciuti possono versare piccole donazioni online per sostenere le persone che dovranno affrontare il peso (economico e non solo) della fine di un matrimonio.

Plumfund è in sostanza un sito di crowdfunding, cha arriva dagli Usa ed è stato creato da Sara e Josh Margulis, i quali avendo capito che ormai col crowdfunding ci finanzi di tutto, hanno pensato (in realtà l'idea è nata dopo una conversazione con Arianna Huffington, la mamma del noto giornale online), di aggiungere il "divorzio" alle sezioni della piattaforma.

Così allo spazio riservato alla raccolta fondi per luna di miele, anniversari, funerali e matrimoni hanno previsto anche la voce "divorce".

"Il divorzio rappresenta un cambiamento importante nella vita di una persona – si legge infatti sulla piattaforma – e comporta spese legali elevate" dal trasferimento in una nuova casa ai mobili, alle spese legate alla custodia dei figli, ai costi imprevisti. Per cui, "le difficoltà che si incontrano non devono essere un tabù" e si può uscirne a testa alta chiedendo "aiuto agli altri".

L'"aspirante" divorzista non deve fare altro che partire da un "selfie", raccontare la propria storia e chiedere alla community di sostenerlo nella raccolta fondi per le spese che dovrà affrontare e sperare nel "buon cuore" degli utenti.

E anche se ancora è presto per fare un bilancio, il successo dell'iniziativa (che ha raccolto più di un centinaio di campagne nel giro di due mesi) fa capire che l'appoggio non tarda certo ad arrivare. Così nel prossimo futuro, ci sarà da aspettarsi che anche le altre piattaforme di crowdfunding seguiranno l'esempio.

(22/07/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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