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Come si fa una raccolta fondi

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Tutto quello che deve sapere chi intende organizzare una raccolta fondi, dai benefici, ai limiti, agli obblighi, alla normativa da rispettare
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di Valeria Zeppilli - La raccolta fondi è una prassi molto diffusa nel nostro paese, che viene organizzata da privati o associazioni per le più disparate finalità.

Non tutti però sono a conoscenza delle norme che il nostro ordinamento detta a disciplina della raccolta fondi.

Vediamo quindi come questa attività è disciplinata e quali sono le regole che chi la organizza deve rispettare:

  1. Raccolta fondi: normativa
  2. Chi può organizzare una raccolta fondi
  3. Raccolta fondi: i benefici fiscali
  4. Le caratteristiche della raccolta fondi
  5. La rendicontazione della raccolta fondi
  6. Raccolta fondi e conto in banca
  7. Raccolta fondi e crowdfunding

Raccolta fondi: normativa

La normativa di riferimento per le raccolte fondi è rappresentata dal decreto legislativo numero 460/1997, che disciplina le raccolte pubbliche di fondi fatte dagli enti non commerciali per ottenere contributi per lo svolgimento delle proprie attività.

Sono enti non commerciali tutti quelli che non hanno come oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale, come ad esempio le fondazioni, i comitati, le associazioni e così via.

Chi può organizzare una raccolta fondi

A tale proposito, occorre sin da subito fare un'opportuna precisazione.

Nel regolare la raccolta fondi da parte degli enti non commerciali, la legge impone non che siano gli enti stessi a organizzare la raccolta, quanto, piuttosto, che essi siano i destinatari dei fondi raccolti.

Per ottenere denaro tramite tale prassi, quindi, gli enti non commerciali possono anche decidere di avvalersi del contributo dei più disparati soggetti, sia agenzie esterne che persone fisiche, ai quali affidare l'organizzazione dell'attività o dell'evento a supporto della raccolta fondi.

Raccolta fondi: i benefici fiscali

Un'altra osservazione di carattere preliminare riguarda i benefici fiscali.

I soldi raccolti tramite una raccolta fondi, infatti, non concorrono a formare il reddito imponibile dell'ente ai quali sono destinati, non sono soggetti a IVA e sono esenti da qualsiasi tributo, sia esso locale che statale.

Le caratteristiche della raccolta fondi

Ciò posto, affinché una raccolta fondi possa godere dei predetti benefici è necessario che la stessa possieda determinate caratteristiche.

  1. In particolare, la raccolta fondi deve innanzitutto essere pubblica e a essa devono quindi poter contribuire tutti coloro che ne sono venuti in qualche modo a conoscenza e non solo, ad esempio, i soci dell'associazione alla quale la stessa è destinata.
  2. In secondo luogo, la raccolta fondi deve essere occasionale e, quindi, non deve essere la principale attività dell'ente non commerciale che la organizza. Con specifico riferimento alle associazioni sportive dilettantistiche, l'occasionalità è rispettata se in un anno si organizzano non più di due raccolte fondi per un valore massimo di 51.645,69 euro. Tale parametro può essere preso come punto di riferimento anche per le raccolte fondi organizzate da altri enti.
  3. Infine i benefici fiscali sono concessi alle raccolte fondi se queste sono organizzate in occasione di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione (si pensi, ad esempio, alle feste patronali o all'avvio di un nuovo progetto che ha bisogno di finanziamenti).

La rendicontazione della raccolta fondi

Chi intende organizzare una raccolta fondi deve poi sapere che l'articolo 20 del d.p.r. n. 600/1973 impone, per tale attività, l'obbligo di redigere un rendiconto specifico, separato dal rendiconto annuale economico e finanziario. Se in un anno vengono organizzate più raccolte fondi, la rendicontazione andrà fatta per ciascuna di esse.

Il rendiconto, in particolare, deve essere fatto entro massimo quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio e deve essere tenuto e conservato come tutte le altre scritture contabili (ovverosia deve essere ordinato secondo i criteri di cui all'articolo 2219 del codice civile, deve essere conservato per almeno dieci anni presso la sede legale dell'ente e deve rispettare tutto quanto disposto dall'articolo 22 del medesimo d.p.r.).

Nel rendiconto, poi, vanno riportate in maniera chiara e trasparente le entrate e le spese relative a ciascuna celebrazione, ricorrenza o campagna di sensibilizzazione. A tale ultimo fine è anche possibile avvalersi di una relazione illustrativa.

Raccolta fondi: cosa indicare nella relazione illustrativa

Nella relazione illustrativa di una raccolta fondi, più in particolare, è opportuno indicare i seguenti dati:

  • la destinazione dei fondi raccolti e la finalità della raccolta
  • l'eventuale soggetto beneficiario, se diverso dall'organizzazione
  • il periodo e il luogo in cui si tiene l'iniziativa a sostegno della raccolta
  • i volontari che sono presenti e come gli stessi sono identificati
  • le modalità con le quali avviene la raccolta fondi
  • le modalità con le quali è garantita la trasparenza nei confronti dei donatori.

Raccolta fondi e conto in banca

Un consiglio finale per chi intende organizzare una raccolta fondi è quello di aprire un conto corrente dedicato.

A tale proposito, molte banche mettono a disposizione dei prodotti a condizioni agevolate, che possono essere le più disparate e che, in generale, prevedono il pagamento di contributi di gestione ridotti.

Chiaramente è preferibile recarsi presso la banca ove l'ente non commerciale ha già un proprio conto, che presumibilmente (ma non necessariamente) offrirà le condizioni più vantaggiose.

Il crowdfunding

La raccolta fondi oggi avviene spesso anche tramite il web, attraverso le piattaforme di crowdfunding. Si tratta in sostanza di una modalità di microfinanziamento dal basso che si avvale dell'aiuto di benefattori che scelgono di investire volontariamente ispirati da un progetto o da un'idea proposta. Il crowdfunding, diffuso a macchia d'olio in moltissimi paesi, trova notevole diffusione anche in Italia.

Per approfondimenti vai alla guida Crowdfunding: cos'è e come funziona

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(02/04/2019 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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