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Autovelox fisso? Legittima la multa nelle strade urbane a scorrimento veloce

Il Tribunale di Firenze ricorda quali requisiti deve avere una strada per poter essere reputata tale

di Valeria Zeppilli – Quali requisiti deve avere una strada per poter essere considerata strada urbana di scorrimento? La risposta va rinvenuta nell'articolo 2 del codice della strada che identifica come tale quella a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia e un'eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici. Devono esserci poi la banchina pavimentata a destra e marciapiedi con eventuali intersezioni a raso semaforizzate. Infine ai lati della carreggiata sono previste apposite aree o fasce laterali con immissioni e uscite concentrate.

Come ricordato dalla seconda sezione civile del Tribunale di Firenze con sentenza numero 194/2016, a tal proposito, se l'autovelox è collocato su un tale genere di strada, la sanzione elevata per il suo tramite è valida.

Nel caso di specie il ricorrente, lamentandosi della decisione emessa in primo grado dal Giudice di pace, asseriva che la strada ove era stato sanzionato per eccesso di velocità non poteva essere qualificata come strada urbana a scorrimento veloce, in quanto su di essa mancherebbero sia gli impianti semaforici ad ogni intersezione che le aree di sosta.

A tal proposito il giudice ha avuto modo di chiarire che le intersezioni a raso sono quegli incroci che hanno parti del tratto stradale in comune a più strade e che quindi vi rientrano gli incroci in cui i veicoli attraversano altra strada in parte o interamente.

Nel caso di specie, però, nella strada non esistevano altre intersezioni a raso che quelle dotate di semaforo, con la conseguenza che legittimamente l'autovelox poteva esservi posizionato e funzionare.

Senza considerare che la stessa, come risultava dal materiale fotografico agli atti, era dotata di una banchina pavimentata e non mancava, quindi, di alcuno dei requisiti necessari per essere ricondotta alla definizione di cui all'articolo 2 del codice della strada.

L'autovelox, insomma, aveva legittimamente fatto il suo lavoro: l'automobilista deve pagare la multa.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(10/04/2016 - Valeria Zeppilli)
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