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La fattura elettronica nella PA e per i privati - guida legale con normativa di riferimento

Dal 31 marzo 2015 tutte le PP.AA. possono accettare solo fatture in formato elettronico. Vediamo in cosa consistono e di quali strumenti necessitano
Calcolatrice per fatture
di Valeria Zeppilli – Di fatturazione elettronica, in Italia, si è iniziato a parlare con costanza già a partire dal 2007, quando la legge numero 244 del 24 dicembre ha introdotto, ai commi 209 e seguenti dell'articolo 1, l'obbligo di tale tipo di fatturazione nei confronti della pubblica amministrazione.

Dopo aver previsto che la trasmissione delle fatture elettroniche deve necessariamente avvenire con il Sistema di interscambio istituito e gestito dal Ministero dell'economia e delle finanze, tale norma ha demandato la regolamentazione attuativa al Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione.

Così, il d.m. 3 aprile 2013, n. 55 ha definito le regole tecniche e individuato le date di decorrenza dell'obbligo di fatturazione.

A seguito di alcune modificazioni successivamente apportate al decreto, l'ingresso effettivo della fatturazione elettronica nella PA si è articolato in tre passaggi:

- il 6 dicembre 2013 per tutte le amministrazioni, ma su base volontaria e previo accordo con i rispettivi fornitori

- il 6 giugno 2014 obbligatoriamente per i Ministeri, le Agenzie fiscali e gli Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale individuati dall'ISTAT

- il 31 marzo 2015 obbligatoriamente per tutte le restanti amministrazioni, comprese quelle che nell'elenco ISTAT sono individuate come amministrazioni locali.

La fattura elettronica nella PA

Come visto, insomma, a partire dal 31 marzo 2015 le amministrazioni pubbliche possono accettare esclusivamente fatture in formato elettronico, con buona pace di professionisti e società che con esse si interfacciano e che si sono dovuti, pertanto, necessariamente adeguare.

Ma come si presenta una fattura elettronica?

Innanzitutto essa è necessariamente contenuta in un file XML (eXtensible Markup Language), l'unico ad essere accettato dal Sistema di Interscambio.

La fattura, inoltre, va sottoscritta da chi la emette con firma elettronica certificata, che ne garantisce l'origine e l'integrità.

Infine, deve contenere il codice identificativo univoco dell'ufficio alla quale la stessa è indirizzata, che può essere reperito nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni e che rappresenta condizione imprescindibile per la trasmissione della fattura.

La trasmissione, come detto, non può avvenire che per il tramite del Sistema di interscambio.

Si tratta di un sistema informatico che è in grado di ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche sopra individuate, le controlla e le inoltra alle amministrazioni alle quali sono destinate.

Contenuto informativo

Per quanto riguarda, invece, il contenuto informativo, ai sensi del d.p.r. n. 633 del 26 ottobre 1972, la fattura elettronica, ai fini fiscali, deve contenere:

- la data di emissione

- il numero progressivo

- la ditta, la denominazione o la ragione sociale, il nome e il cognome, la residenza o il domicilio di chi effettua la prestazione o dell'eventuale rappresentante fiscale

- il luogo in cui si trova la stabile organizzazione dei soggetti non residenti

- il numero di partita IVA del cedente/prestatore e, a seconda dei casi, il numero di partita IVA o il codice fiscale del cessionario/committente

- la natura, la qualità e la quantità dei beni e servizi oggetto dell'operazione

- il corrispettivo e gli altri dati che determinano la base imponibile

- il corrispettivo degli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono

- l'aliquota, l'imposta e l'imponibile

- la data della prima immatricolazione o dell'iscrizione in pubblici registri ed eventualmente il numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate

- l'annotazione che la fattura è emessa per conto del cedente/prestatore dal cessionario/committente o da un terzo.

I software per la compilazione e l'invio della fattura elettronica

Da tutto quanto visto risulta evidente che per poter provvedere alla fatturazione elettronica è necessario dotarsi di alcuni strumenti indispensabili.

Innanzitutto, occorrono una casella pec, un kit per la firma digitale e un programma che permette la creazione del file in formato XML.

Un fondamentale supporto per la compilazione, la gestione e la trasmissione della fattura è dato dai numerosi software specifici venduti dagli operatori del settore, ma reperibili anche gratuitamente.

A tal proposito, le Camere di commercio, ad esempio, offrono in maniera gratuita alle piccole e medie imprese un servizio attraverso il quale compilare, trasmettere attraverso il sistema di interscambio e gestire interamente 24 fatture l'anno. Per poterlo utilizzare basta inserire la Carta servizi nel dispositivo in uso.

Gratuito è anche il servizio offerto alle piccole e medie imprese abilitate al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, attivabile compilando il modulo di adesione attraverso il portale MEPA.

Vi è poi la Lait S.p.A., che ha diffuso l'applicazione "Modulo Fatturazione Attiva", in regime di codice aperto e scaricabile gratuitamente dal sito internet della società.

In ogni caso, navigando sul web si trovano numerose altri software, da scaricare anche gratuitamente, per la compilazione e la gestione delle fatture elettroniche.

Esempio di fattura elettronica

Per poter agevolare la compilazione delle fatture elettroniche ed evitare il più possibile che i soggetti che hanno rapporti professionali con la PA cadano in errore, il sito ufficiale FatturaPA ha messo a disposizione dei fac simile di file fattura elettronica PA.

Nella speranza che l'adeguamento sia il più indolore possibile.

La fatturazione elettronica tra privati

In ogni caso la fatturazione elettronica non interessa (o meglio non interesserà ben presto) solo i rapporti con le pubbliche amministrazioni.

Infatti, a seguito dell'emanazione del decreto legislativo numero 127 del 2015, contenente disposizioni sulla fatturazione elettronica tra privati, a partire dal 2017 anche questi potranno optare per la trasmissione telematica delle fatture, in cambio di benefici fiscali e misure di semplificazione.

Più precisamente, ad essere in attesa della novità sono imprese, commercianti e professionisti.

Gli step previsti, per ora, sono due: dal primo luglio 2016 è prevista la messa a disposizione, da parte dell'Agenzia delle entrate, di un servizio gratuito per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche. Nonostante ciò, mentre alcune software house sono sul piede di guerra, altre stanno già predisponendo dei loro appositi programmi a pagamento.

Dal primo gennaio 2017, invece, i soggetti passivi dell'Imposta sul valore aggiunto avranno finalmente a disposizione il Sistema di interscambio per la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche che abbiano le medesime caratteristiche tecniche della fattura p.a..

L'ispirazione di tale innovazione tecnologica è quella della lotta all'evasione fiscale e della semplificazione amministrativa e contabile.

Normativa di riferimento

D.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633

Direttiva 2006/112/CE

L. 24 dicembre 2007, n. 244

MEF - decreto 7 marzo 2008

Direttiva 2010/45/UE

MEF - decreto 3 aprile 2013, n. 55

D.lgs. 24 aprile 2014, n. 66

MEF - decreto 17 giugno 2014

D.lgs. 5 agosto 2015, n. 127



Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(09/04/2016 - Valeria Zeppilli)
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