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Il contratto a canone concordato

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La disciplina del contratto di locazione a canone calmierato o concordato è contenuta nella legge 431/1998 e rappresenta un'alternativa ai contratti a canone libero
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di Giovanna Molteni - Il contratto di locazione a canone calmierato (altrimenti detto contratto di locazione agevolato o a canone concordato) trova la sua disciplina nella Legge numero 431 del 1998 e rappresenta un'alternativa ai contratti a canone libero.
  1. Cos'è il contratto a canone concordato
  2. Le agevolazioni fiscali
  3. La cedolare secca

Cos'è il contratto a canone concordato

Tale contratto deve rispettare determinati criteri definiti a livello nazionale e recepiti in accordi a livello locale; ha una durata triennale rinnovabile per ulteriori due anni e permette di fruire di particolari agevolazioni fiscali.

Gli accordi locali

Più precisamente, i parametri fondamentali del contratto vengono stabiliti da un accordo locale concluso e firmato dalle principali organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia e dalle principali associazioni sindacali dei conduttori alla presenza solitamente dell'Assessore comunale o del Sindaco.
Negli accordi locali, che fissano i criteri di stipula, il territorio comunale viene suddiviso in zone urbane omogenee e per ogni area avente caratteristiche simili per valori di mercato, dotazioni infrastrutturali e tipologie edilizie è individuato un valore minimo e un valore massimo del canone.
I comuni interessati da questa tipologia contrattuale sono tutti i comuni capoluogo di provincia e i comuni confinanti con le aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania.

Le agevolazioni fiscali

Fanno da cornice al contratto a canone concordato una serie di agevolazioni fiscali.
È prevista una riduzione del 30% dell'imposta di registro che passa dal 2% all'1,4% dell'ammontare annuo del canone. Il conduttore, se ha un reddito inferiore ad una certa soglia e se quell'abitazione è la principale, potrà beneficiare di un'agevolazione fiscale in forma di detrazione ulteriore.
Se il reddito percepito viene riportato in dichiarazione dei redditi, grazie al fatto che il contratto è stato stipulato in regime convenzionale, il locatore gode di una detrazione sulla base imponibile pari al 30%.

La cedolare secca

Se, invece, il locatore opta per il regime della cedolare secca, il reddito percepito viene tassato direttamente applicando l'aliquota ridotta pari al 10% per il quadriennio 2014-2017.

(27/10/2019 - Giovanna Molteni)
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