Respingendo il ricorso promosso avverso la sentenza della corte d'appello, la Cassazione ha ribadito che la valutazione del carattere di critica e di satira di un articolo costituisce in linea di massima l'oggetto di una valutazione insindacabile da parte della Corte di Cassazione quando i criteri di valutazione adottati dal giudice di merito risultano corretti, come è accaduto nel caso in esame. Secondo la Corte, in linea di principio è vero che il diritto di critica non può giustificare l'attribuzione alla persona criticata di fatti lesivi della sua reputazione, dai quali la critica prende le mosse, così come per altro verso è vero che – come hanno rilevato i giudici di merito – eventuali inesattezze dei fatti menzionati in un contesto di critica o di satira diventa irrilevante quando essi non assumono un particolare valore informativo. È quindi una valutazione complessa quella che il giudice è tenuto a fare per stabilire se a una notizia contenuta in un articolo critico possa, indipendentemente dal contenuto della critica, ricollegarsi una lesione della reputazione. (Cassazione - Sezione Quinta Penale, Sentenza 2 aprile 2004, n.15595: Diffamazione a mezzo stampa e diritto di cronaca giornalistica).
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