Luisa Foti |

Sezioni Unite Penali: dopo modifiche, esplusione clandestini più rapide

Le modifiche apportate dal cd. “pacchetto sicurezza” alla legge sulla immigrazione hanno velocizzato i tempi dell'espulsione degli immigrati irregolari presenti in Italia. A dirlo sono le Sezioni Unite Penali che, nel rigettare il ricorso proposto dalla Procura di Pordenone avverso un non luogo a procedere nei confronti di un moldavo presente sul terriotrio irregolarmente, hanno spiegato che il nuovo sistema normativo è finalizzato "all'espulsione dal territorio nazionale nel più breve tempo possibile, obiettivo che rischierebbe di essere compromesso dai tempi processuali di accertamento e di eventuale esecuzione di pena”. La Corte ha quindi colto l'occasione per precisare che la normativa prevede un “doppio binario” distinguendo gli immigrati presenti sul territorio in maniera regolare ma che non esibiscono i documenti, dagli immigrati clandestini.

Altre informazioni su questo argomento

La Suprema Corte rileva che la 'ratio' delle modifiche apportate alla legge sull'immigrazione e' intesa a rendere piu' "rapido il meccanismo dell'espulsione" dei clandestini. Piazza Cavour annota ancora che "il legislatore ha introdotto un 'doppio binario' sanzionando gli stranieri regolarmente soggiornanti per la mancata esibizione dei documenti con la pena inasprita dall'art. 6 (costringendoli a circolare sempre muniti di completa documentazione di identita' e di soggiorno) e gli stranieri in posizione irregolare con un crescendo sanzionatorio-repressivo scandito sulle diverse evetuali condotte illecite in progressione, sempre finalizzato all'espulsione dal territorio nazionale nel piu' breve tempo possibile, obiettivo che rischierebbe di essere compromesso dai tempi processuali di accertamento e di eventuale esecuzione di pena per il reato di cui all'art. 6 comma 3 (per il quale non sono previsti i meccanismi facilitatori dell'espulsione". La Cassazione aggiunge ancora che le modifica del 2009 apportate alla legge sull'immigrazione hanno contestualmente posto "un freno al diffuso fenomeno dell'uso di documenti di soggiorno falsi o contraffatti" estendendo "la pena della reclusione da uno a sei anni anche all'utilizzazione di uno dei documenti, contraffatti o alterati, relativi all'ingresso e al soggiorno".


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