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Perquisizioni nello studio legale: garanzie anche per l’avvocato indagato

Le Sezioni Unite chiariscono che le garanzie dell’art. 103 c.p.p. valgono anche quando l’avvocato sottoposto a perquisizione è personalmente indagato

Le garanzie previste dall’articolo 103 c.p.p. per ispezioni, perquisizioni e sequestri negli studi degli avvocati si applicano anche quando il professionista è direttamente sottoposto a indagine.

È questo il principio affermato, all’udienza del 24 settembre 2026, dalle Sezioni Unite penali della Cassazione, chiamate a risolvere il contrasto esistente sull’ambito di applicazione della norma. La decisione, al momento, è conosciuta soltanto nel dispositivo provvisorio; per le motivazioni occorre attendere il deposito della sentenza.

Il caso esaminato

La questione è nata dal ricorso presentato da un avvocato indagato per frode nell’esecuzione di un contratto di locazione immobiliare, contestatagli nella qualità di co-amministratore di fatto di una società.

Il professionista aveva contestato il decreto di perquisizione e sequestro, sostenendo che non fossero state rispettate le garanzie previste dall’articolo 103 c.p.p. Il Tribunale del riesame aveva però respinto la richiesta.

La VI Sezione penale della Cassazione, rilevando un contrasto nella giurisprudenza, aveva quindi rimesso la questione alle Sezioni Unite con l’ordinanza n. 22178/2026.

Il contrasto sull’articolo 103 c.p.p.

La questione riguardava, in particolare, se le garanzie riconosciute agli studi dei difensori operassero anche quando l'avvocato fosse la persona sottoposta a indagine.

Un primo orientamento riteneva applicabile la tutela ogni volta che l'attività investigativa interessasse lo studio di un avvocato che svolge attività difensiva. Secondo questa impostazione, la disciplina mira a proteggere il libero esercizio della difesa e il segreto professionale.

Un diverso indirizzo, invece, escludeva l'applicazione dell'articolo 103 c.p.p. quando l'attività di ricerca della prova fosse diretta nei confronti dello stesso avvocato per un reato a lui contestato. In tale situazione, infatti, il professionista sarebbe coinvolto come persona sottoposta a indagine e non nell'esercizio della funzione difensiva.

La decisione delle Sezioni Unite

Le Sezioni Unite hanno risolto il contrasto affermando che le garanzie dell'articolo 103 c.p.p. trovano applicazione anche quando il difensore sia personalmente sottoposto a indagine.

Il principio riguarda quindi le ispezioni, le perquisizioni e i sequestri eseguiti negli uffici del difensore, senza che la tutela venga meno per il solo fatto che l'avvocato sia destinatario dell'indagine.

La portata concreta del principio e le ragioni giuridiche alla base della decisione saranno tuttavia definite con il deposito delle motivazioni.

Nota: la decisione delle Sezioni Unite è, allo stato, conosciuta in forma provvisoria. Per una ricostruzione completa occorrerà fare riferimento alla sentenza una volta depositata.



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