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Cassazione: il comportamento illegittimo anche se riconosciuto come prassi aziendale giustifica il licenziamento

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E' una causa legittima di licenziamento la violazione di regole interne aziendali indipendentemente dal riconoscimento del comportamento come prassi aziendale. E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 21899 del 26 ottobre 2010 in relazione al caso di un funzionario di banca che riconosceva il suo comportamento (nello specifico rilasciare il carnet d'assegni, intestati ad un correntista, ad un terzo incaricato) giustificato dal fatto che fosse un uso comune ed un comportamento di routine dei suoi colleghi. La Suprema Corte ha ritenuto corretto il ragionamento decisorio svolto dai Giudici di merito che, riconoscendo la sussistenza della giusta causa del licenziamento, "ha posto in rilievo come la dedotta prassi aziendale, secondo cui nell'ipotesi di richiesta di carnet da parte di "incaricato non conosciuto personalmente" si era soliti procedere soltanto all'attenta analisi del documento di identità" era in realtà "una prassi avallata dal responsabile del settore operativo, e cioè dallo stesso ricorrente". La Corte territoriale sottolineava che “a fronte di una specifica disposizione aziendale che imponeva di curare il riconoscimento del richiedente con i mezzi ritenuti più cautelativi (circolare n. 1009 del 10.6.1996), non poteva ritenersi adeguato accorgimento la semplice analisi del documento di riconoscimento sulla base di una prassi avallata dallo stesso ricorrente che, per l'incarico ricoperto, avrebbe dovuto operare con un più elevato grado di diligenza e di prudenza” mentre per contro il comportamento posto in essere era stato caratterizzato da superficialità e leggerezza. La Corte di Cassazione, respingendo il ricorso del funzionario di banca, ha sottolineato come "gli elementi emergenti dal singolo episodio contestato, sotto il profilo della gravità dei fatti posti in essere e della portata oggettiva e soggettiva degli stessi" possa avere "valore determinante ai fini della lesione dell'elemento fiduciario che, per costante orientamento giurisprudenziale, assume una particolare pregranza in relazione al settore bancario."
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(29/10/2010 - L.S.)
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