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D.P.R. 62/2013: ecco il nuovo codice di comportamento dei pubblici dipendenti

donne lavoro lavoratrice
di Antonella Aloia - Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 giugno 2013, il D.P.R. 62/2013, previsto dalla legge Anticorruzione n. 190/2012, introduce il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici,  un vero e proprio vademecum che i dipendenti della pubblica amministrazione sono tenuti ad osservare in ossequio ai doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta. 
Quali i destinatari? I dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 1, d. Lgs. 165/2001, nonchè per quanto compatibili, i collaboratori o consulenti,  anche di imprese fornitrici di beni e servizi. La ratio risiederebbe nel prevenire comportamenti scorretti spesso riscontrabili nei pubblici ambienti, attraverso il divieto di ricevere regali,  compensi o altre utilità, il dovere di contrastare fenomeni di corruzione e la generazione di conflitti di interesse. L'azione amministrativa deve essere dunque orientata alla massima economicità, efficienza ed efficacia. 
In che modo? Tra le soluzioni offerte dal codice:
a) il dipendente pubblico, sotto la vigilanza del responsabile dell'ufficio, non può chiedere, sollecitare, per sé o per altri regali o altre utilità,  nè può accettarne - salvo si tratti di regali di modico valore (da intendersi di importo non superiore a 150 Euro!) - così come non può accettare incarichi di collaborazione da soggetti privati che vantano o abbiano vantato nel biennio precedente un significativo interesse economico in decisioni o attività riguardanti l'ufficio di appartenenza; 
b) il dipendente è tenuto a comunicare al responsabile dell'ufficio, la propria appartenenza ad associazioni od organizzazioni,  le cui finalità siano tali da porsi in contrasto con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio, eccetto l'adesione a partiti politici o sindacati; 
c) il dipendente pubblico deve far presente per iscritto al dirigente dell'ufficio l'eventuale sussistenza di rapporti di collaborazione, sia diretti che indiretti, con soggetti privati in qualunque modo retribuiti, che lo stesso abbia instaurato negli ultimi tre anni.  Pertanto ha l'obbligo di astenersi dal prendere decisioni o dallo svolgimento delle proprie mansioni in presenza di una situazione di conflitto, anche potenziale, con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado, nonché in presenza di gravi ragioni di convenienza; 
d) al fine di prevenire i dilaganti fenomeni di corruzione, il dipendente non solo ha l'obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria ma anche di segnalare al superiore gerarchico eventuali situazioni di illecito amministrativo di cui è a conoscenza;
e) nei rapporti privati, il dipendente non può sfruttare nè menzionare a suo vantaggio la posizione che ricopre nell'amministrazione al fine di ottenere utilità non dovute, impegnandosi a non assumere comportamenti tali da nuocere all'immagine dell'amministrazione (lo stesso vale con riguardo alle relazioni extra lavorative con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni);
f) nel rispetto dei termini di conclusione del procedimento amministrativo, il dipendente non deve ritardare (salvo giustificato motivo) né adottare comportamenti tali da far ricadere su altri dipendenti il compimento di attività o l'adozione di decisioni di propria spettanza; nei rapporti con il pubblico, deve farsi riconoscere attraverso l'esposizione del badge o di altro supporto identificativo e deve astenersi dall'esprimere dichiarazioni offensive nei confronti dell'amministrazione, osservando gli obblighi di riservatezza e il segreto d'ufficio. 
Le disposizioni contenute nel codice dovranno essere integrate e specificate dai codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni così come sancito dal comma 5, art. 54, d. Lgs. 165/2001.
Il codice, altresì, contiene disposizioni rivolte ai dirigenti, i quali,  tra le altre, sono tenuti a comunicare all'amministrazione le partecipazioni azionarie nonché gli interessi finanziari che possano porsi in contrasto con la funzione pubblica svolta, preoccupandosi di tenere atteggiamenti leali e trasparenti in modo da assicurare il benessere organizzativo nella struttura in cui sono preposti e un'equa distribuzione dei carichi di lavoro. 
Ma cosa succede in caso di inosservanza delle disposizioni previste dal suddetto codice? Ecco le note dolenti. Ai fini della determinazione della sanzione disciplinare applicabile, il codice prevede una valutazione caso per caso che tenga conto della gravità e della entità della violazione; ad ogni modo trovano applicazione le sanzioni previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi, compreso anche il licenziamento senza preavviso. 
Non resta che augurarci che i tanto proclamati principi di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa nonché quelli di correttezza, integrità, buona fede, ,proporzionalità, trasparenza e chi più ne ha più ne metta, trovino finalmente attuazione nello svolgimento della funzione pubblica, in modo da rendere la pubblica amministrazione realmente aperta e trasparente nei confronti dei cittadini, ponendo così le basi per la creazione di un'etica pubblica che non ha da sempre caratterizzato la gestione del potere. 
Antonella Aloia
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(06/08/2013 - Antonella Aloia)
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