Ordinanze anticipatorie degli effetti della sentenza

L'art. 423 c.p.c. considera la possibilità che, a seguito dell'udienza di discussione, vengano emesse due diverse pronunce di condanna in via provvisoria. Il comma 1 stabilisce, infatti, che il giudice, su istanza di parte, in ogni stato del giudizio, può disporre con ordinanza il pagamento di quelle somme che non sono contestate. Il comma 2 prevede la stessa disciplina per il caso, invece, del pagamento di una somma a titolo provvisorio quando il giudice ritenga accertato il diritto e nei limiti della quantità per cui ritiene già raggiunta la prova. Entrambe queste ordinanze costituiscono titolo esecutivo (comma 3, art. 423 c.p.c.). L'ordinanza di cui al

comma 2 può essere revocata con la sentenza definitiva.

L'ordinanza di cui al primo comma si fonda sulla "non contestazione" di un debito costituito da una somma di denaro. L'altra ordinanza, invece, si basa su di un accertamento già effettuato e dispone nei limiti di tale accertamento. Si tratta, in entrambi i casi, di pronunce a carattere provvisorio anche se hanno natura diversa. La prima ordinanza relativa alla "non contestazione" è riconducibile alla categoria degli accertamenti con prevalente funzione esecutiva, mentre la seconda si può assimilare ad una condanna generica e alla relativa provvisionale di cui all'art. 278 c.p.c. Pur avendo una natura diversa, entrambe le suddette ordinanze hanno portata anticipatoria, in attesa della sentenza definitiva. Ovviamente hanno ragione di essere pronunciate solo quando si verificano quei motivi che impongono un differimento della pronuncia conclusiva.

Per quanto riguarda il provvedimento di cui al comma 1 dell'art. 423 c.p.c., il requisito della "non contestazione" non sussiste nel caso in cui essa sia generica o nell'ipotesi di parte contumace. Essa rileva, nel contesto che qui si considera, solo in quanto consapevole rinuncia a contestare nel contesto della difesa, ipotesi che si manifesta ad esempio quando ci si limiti ad effettuare allegazioni o contestazioni non incompatibili con la pretesa che la controparte vuol far valere. Detta rinuncia può anche essere implicita. Al contrario dell'ordinanza del comma 2, questa non è qualificata espressamente dalla legge come provvisoria e revocabile attraverso sentenza definitiva. Nonostante ciò deve ritenersi che anche questo provvedimento sia destinato a decadere per effetto della pronuncia che definisce il processo, avendo esso una funzione tipicamente anticipatoria.

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