La denuncia del Coordinamento nazionale famiglie disabili sull'emendamento in discussione al Senato

di Marina Crisafi - Il Governo "sta tentando un nuovo colpo di mano" sull'Isee. Con l'emendamento presentato alla legge all'esame della commissione istruzione del Senato sui contributi alle scuole paritarie che accolgono alunni disabili, "di fatto viene cancellata la diversificazione delle agevolazioni destinate ai vari gradi di disabilità introducendo una scala di equivalenza dello 0,5 uguale per tutti". A denunciarlo all'Adnkronos è il Coordinamento nazionale famiglie disabili, facendo riferimento alla discussione della legge di conversione del d.l. n. 42/2016 sulla funzionalità del sistema scolastico e della ricerca iniziata presso la VII commissione del Senato.

"Durante la seduta del 3 maggio scorso - ha affermato infatti la presidente del coordinamento, Simona Bellini - è improvvisamente apparso un oscuro emendamento governativo enigmaticamente estraneo al provvedimento in esame. Ma nessun senatore sembra essersene accorto nonostante si volesse inspiegabilmente arrivare al voto in brevissimo tempo".

Si tratta, ha spiegato la Bellini di un emendamento "volto alle modifiche al nuovo ISEE, prescritte dalla sentenza del TAR e confermate dal Consiglio di Stato, che indubbiamente avrebbe richiesto un provvedimento specifico" e non l'inserimento "in un decreto che nulla aveva a che fare con il tema trattato".

Ma non solo. L'emendamento - prosegue la Bellini - "trasgredisce, stravolgendola, anche la sentenza del Tar 2549/2015 e quella definitiva del Consiglio di Stato 842/2016 che impone l'eliminazione di alcuni aspetti discriminatori delle franchigie rivolte alle persone con disabilità".

Con lo stesso, difatti, queste verrebbero cancellate e sostituite con una scala di equivalenza, "per il computo del reddito ISEE, pari a 0,5 ma uguale per ogni condizione di disabilità, elemento che cancella di fatto uno dei pochissimi aspetti positivi inseriti nella riforma dell'ISEE ossia la possibilità di parametrare lo strumento sul diverso grado di disabilità, da quella media alla non autosufficienza. E favorendo peraltro i redditi più alti".

Essendo le sentenze dei tribunali amministrativi "autoapplicative" chi non le rispetta "sta commettendo un reato" ricorda ancora la Bellini denunciando che "dal governo

agli enti Locali dall'INPS ai CAF che non le applicano, sono quindi tutti complici di abusi contro le persone e le famiglie con disabilità".

E non è finita, chiosa infine la presidente del coordinamento. Nell'emendamento sono inclusi "altri aspetti estremamente dannosi tra i quali l'impossibilità per gli utenti con disabilità di vedere corretti gli illeciti pregressi, come se nulla fosse accaduto, oltre alla volontà di scaricare completamente sugli Enti Locali la spesa provocata dagli errori imperdonabili di questo Governo, commessi e reiterati nel corso degli ultimi tre anni".


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