Diritto di Famiglia

Il disconoscimento di paternità - guida con fac-simile

L'azione per il disconoscimento, i soggetti legittimati, i termini e il modello di citazione
Martello e bilancia su un libro

L'azione di disconoscimento della paternità

Giovanna Molteni - Con il Decreto Legislativo numero 154 del 2013 è stata riformata la disciplina della filiazione e l'azione di disconoscimento della paternità trova oggi la propria regolamentazione negli articoli 243 bis e seguenti del codice civile, che hanno modificato solo parzialmente l'impianto previgente.

L'abrogato articolo 235 c.c. individuava alcune specifiche ipotesi al sussistere delle quali era ammessa l'azione di disconoscimento della paternità del figlio concepito durante il matrimonio. 

Erano i casi dei coniugi che non avessero coabitato nel periodo compreso tra il centottantesimo giorno ed il trecentesimo giorno antecedente il parto oppure del marito che risultasse essere stato affetto da impotenza anche soltanto di generare in tale periodo. 

L'azione poteva, inoltre, essere promossa qualora fosse dimostrato che la moglie avesse commesso adulterio nell'indicato periodo ovvero avesse tenuto celata al marito la propria gravidanza. 

La Corte costituzionale con la sentenza numero 266 del 2006 aveva, peraltro, dichiarato l'illegittimità dell'articolo 235, comma 1 nella parte in cui, ai fini dell'azione di disconoscimento della paternità, subordinava l'esame delle prove tecniche, da cui risulta che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre, alla previa dimostrazione dell'adulterio della moglie.

Adeguando il testo normativo a questa pronuncia, il "nuovo" articolo 243 bis esclude che l'azione di disconoscimento della paternità possa essere esperita esclusivamente ricorrendo una delle dette ipotesi e prevede che -al fine di vedere accolta la proposta domanda- l'attore debba dimostrare con qualunque mezzo unicamente che non sussiste rapporto di filiazione tra il figlio e il presunto padre.

I soggetti legittimati a proporre l'azione

La legittimazione a proporre l'azione per il disconoscimento della paternità compete esclusivamente alle parti del rapporto di filiazione, ovverosia al padre, alla madre e al figlio, eventualmente rappresentato da un curatore speciale. Sono fatti salvi i casi eccezionali in cui il figlio o il presunto padre o la madre siano venuti a morte prima della proposizione del giudizio: in loro vece, l'azione sarà esercitata dai soggetti individuati dall'articolo 246 (il coniuge, i discendenti, gli ascendenti).

I termini per la proposizione dell'azione

L'azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio ovvero dal giorno in cui è venuta a conoscenza dell'impotenza di generare del marito al tempo del concepimento.

Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre, a seconda dei casi, dal giorno della nascita ovvero dal giorno in cui ha avuto conoscenza della propria impotenza di generare o dell'adulterio della moglie ovvero dal giorno del ritorno nella residenza familiare se non si trovava nel luogo in cui è nato il figlio ovvero dal giorno in cui ha avuto notizia della nascita.

In ogni caso, l'azione non può essere proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita. L'azione promossa dal figlio è, invece, imprescrittibile.


Fac-simile di citazione per il disconoscimento di paternità


Tribunale di ____________

Per: ____________  (nome e generalità dell'attore. Ad esempio il padre), nato a ____________, il ____________,e res.te in ____________,C.F.________ elett.te dom.to in ____________ presso lo studio dell'Avv. ____________ C.F.________ che lo rappresenta e difende difeso in virtù di mandato in calce al presente atto,
Contro:  ______________________  nome e generalità delle altre parti (ad esempio la madre e il figlio in persona del suo curatore speciale se minorenne).
Oggetto: azione di disconoscimento di paternità promossa dal padre
Premesso che:
-  L'istante ha contratto matrimonio con ________________   in data ___________ 
- durante la convivenza matrimoniale è nato un bambino dal nome ____________.
-  all'anagrafe dell'ufficiale di stato civile il bambino risulta essere figlio legittimo di entrambi ma l'istante ha scoperto che (indicare qui  le ragioni della domanda ad esempio la scoperta del tradimento della moglie avvenuto tra il trecentesimo e il centottantesimo giorno prima della nascita)__________.
-  verosimilmente il bambino non è figlio dell'istante. 
Tutto ciò‚ premesso,
Cita
____________ CF:___________ residente in ____________ via ____________  e 
____________ CF:___________ residente in ____________ via ____________  in persona del suo Curatore Speciale ___________ 
a comparire dinanzi all'intestato Tribunale, nella nota sede, Sezione e Giudice Istruttore designandi, all'udienza che ivi si terrò il giorno ____________, ore di rito, con invito a costituirsi, ai sensi e nelle forme stabilite dall'art. 166 c.p.c., nel termine di 20 giorni prima dell'udienza indicata nel presente atto, oppure di quella fissata, ai sensi dell'art.168 bis ultimo comma c.p.c., dal Giudice Istruttore con avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c. e, inoltre, con avviso che in caso di mancata costituzione si procederà in contumacia per ivi sentir accogliere le seguenti
Conclusioni
Voglia il Tribunale adito, respinta ogni contraria richiesta, 
Accertare e dichiarare che _________________ non è il padre di ____________________  E conseguentemente ordinare all'ufficiale dello stato civile del Comune di…… Di seguire le prescritte annotazioni sull'atto di nascita.
Il tutto con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa.
In via istruttoria chiede disporsi il test comparativo del DNA tra l'istante, il bambino __________ e la madre ________.
Chiede inoltre di essere ammesso alla prova per interpello e testi sui seguenti capitoli:
1) Vero che ____________
2) Vero che ____________
Indica a testi:
-
-
Si depositano i seguenti documenti:
Si dichiara che la presente controversia è esente dal contributo unificato.
Città e data: ____________, ____________
Avv. ____________

(07/04/2015 - Giovanna Molteni)
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