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Decreto sanità: tassa sulle bibite gassate, è polemica nel mondo politico e scientifico

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Il Decreto sanità proposto dal Ministero della Salute Renato Balduzzi che passerà il 31 agosto 2012 al vaglio del Consiglio dei Ministri, prevede fra le altre l'introduzione di una tassa sulle bibite avente come obiettivo primario la salvaguarda della salute dei cittadini per scoraggiarli dal consumo di bevande con zuccheri aggiunti ed edulcoranti.

Si tratta di una delle norme più contestate dai vari partiti politici: secondo il decreto i produttori dovrebbero essere costretti a fornire un contributo aggiuntivo per tre anni nella misura di 7,16 euro ogni 100 litri venduti sul mercato per le bibite analcoliche, e di 50 euro ogni 100 litri venduti sul mercato per i superalcolici. Il ricavato della tassa sarebbe destinato al “finanziamento dell'adeguamento dei livelli essenziali di assistenza”.

Renato Balduzzi ha dichiarato che “si tratterebbe al massimo di un aumento di tre centesimi a bottiglietta” e che “il valore importante è far riflettere su necessità di abitudini alimentari migliori specialmente per i più giovani” con un gettito complessivo “sui 250 milioni l' anno”.

Oltre a diverse fazioni politiche, anche i produttori di bevande si sono scagliati contro il possibile avallo della suddetta norma. Diviso invece il mondo scientifico: per diversi studiosi aumentando notevolmente il prezzo dei cosiddetti “cibi-spazzatura” e riducendone la pubblicizzazione, diminuirebbero anche le morti premature e i nuovi casi di diabete e malattie cardiovascolari, mentre per i nutrizionisti le bevande zuccherate, se assunte con moderazione e associate con attività fisica e alimentazione equilibrata, non creerebbero alcun danno.

(29/08/2012 - Andrea Proietti)
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