di Annamaria Villafrate — — Aggiornamento:
L'Ape sociale è una misura che prevede l'anticipo pensionistico per determinate categorie di lavoratori in possesso di specifici requisiti contributivi: la legge di bilancio 2025 ha innalzato il requisito anagrafico a 63 anni e 5 mesi e la legge di bilancio 2026 ha prorogato la misura fino al 31 dicembre 2026.
Cos'è l'Ape sociale
La legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha prorogato ulteriormente l'Ape sociale fino al 31 dicembre 2026, lasciando invariati i requisiti anagrafici e contributivi e le categorie di beneficiari. Si tratta dell'unico canale di uscita anticipata confermato per il 2026: la stessa legge non ha infatti prorogato né Quota 103 né Opzione donna, accessibili solo a chi ne ha maturato i requisiti entro i termini precedenti. Le istruzioni operative per il 2026 sono contenute nella circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026.
Le nuove regole trovano applicazione anche nei confronti di:
- chi ha perfezionato i requisiti per l’accesso al beneficio negli anni precedenti, ma non ha presentato la domanda di verifica;
- chi è decaduto dal beneficio, magari perché ha superato i limiti reddituali richiesti, ma ripresenta la domanda nell'anno in corso.
Requisiti 2026
Per avere diritto all'Ape sociale i soggetti interessati, nel momento in cui presentano la domanda per accedere alla misura, devono essere in possesso dei seguenti requisiti, richiamati e aggiornati dalla legge di bilancio 2025 e confermati dalla legge di bilancio 2026:
- compimento di 63 anni e 5 mesi al momento della domanda o entro il 31 dicembre 2026;
- stato di disoccupazione successivo alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale (art. 7 legge n. 604/1966), cessazione della prestazione di disoccupazione e possesso di un'anzianità contributiva non inferiore ai 30 anni;
- assistenza, al momento della richiesta e da un determinato periodo di tempo, del coniuge o di un parente di primo grado convivente con handicap grave (art. 3 legge n. 104/1992) e sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;
- riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74% e in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;
- lavoratori dipendenti che svolgono da un determinato periodo di tempo attività lavorative particolarmente difficoltose e rischiose e in possesso di una determinata anzianità contributiva.
A chi si rivolge
I beneficiari, poi, devono essere iscritti all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla gestione separata.
E' inoltre necessario che l'interessato rientri in una delle categorie, brevemente sopra descritte:
A) Lavoratori disoccupati;
B) Assistenza ai disabili (Caregiver);
C) Invalidi;
D) Lavoratori che svolgono attività gravose con requisito contributivo, in base alle categorie, di 32 o 36 anni:
- operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici;
- conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
- conciatori di pelli e di pellicce;
- conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
- conduttori di mezzi pesanti e camion;
- conduttori di forni e impianti per il trattamento di minerali;
- personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
- addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
- insegnanti della scuola dell'infanzia ed educatori degli asili nido;
- facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
- personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
- operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
- operai dell'agricoltura, della zootecnia e della pesca;
- operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare;
- operatori della cura estetica;
- pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
- lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non ricompresi nella normativa di cui al d.lgs. n. 67/2011;
- marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.
Come fare domanda
Preliminare rispetto alla domanda di prestazione è la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio. La domanda vera e propria di accesso alla prestazione può poi essere presentata nelle more dell'istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio o contestualmente ad essa.
Entrambe le domande vanno presentate per mezzo dei canali istituzionali dell'INPS, in modalità telematica, indirizzandole alle sedi territoriali.
Chi è interessato all'Ape Sociale deve farlo nel rispetto dei termini di presentazione della domanda, ossia, per il 2026, entro il 31 marzo 2026, entro il 15 luglio 2026 e non oltre il 30 novembre 2026. Le domande presentate dopo il 31 marzo sono prese in considerazione solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.
Le domande potranno essere presentate utilizzando i moduli appositi disponibili sul sito dell'INPS nella parte dedicata ai servizi online.
Vai alla domanda Ape social sul sito Inps
Durata e decorrenza Ape social
Se il richiedente ha tutti i requisiti richiesti dalla legge per poter accedere al beneficio, l'indennità dell'Ape social decorrerà dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda, se a questa data, previa cessazione dell'attività lavorativa, il richiedente è in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge.
L'indennità viene corrisposta con cadenza mensile, per dodici mensilità l'anno e cessa di essere erogata quando il beneficiario raggiunge l'età per il pensionamento di vecchiaia o i requisiti per una pensione diretta anticipata.
In caso di decesso del titolare, l'Ape social cessa di essere erogata e non è reversibile ai superstiti.
Ape social: quanto spetta
La rata mensile di Ape sociale è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento in cui il lavoratore accede alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di questo importo).
Se la contribuzione è versata o accreditata su più gestioni tra quelle che danno diritto al trattamento, l'importo è calcolato pro quota per ciascuna gestione.
In ogni caso, la somma erogata a titolo di Ape Sociale non è soggetta né a rivalutazione né a integrazione al trattamento minimo.
Inoltre, i beneficiari non hanno diritto agli assegni per il nucleo familiare né alla contribuzione figurativa durante il godimento dell'indennità.
Chi prende l'Ape sociale può lavorare?
Il comma 137 dell'art. 1 della legge di bilancio 2025 prevede l'incumulabilità dell'Ape social "con i redditi di lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui."
Per coloro che hanno avuto la certificazione per l'accesso alla misura negli anni precedenti vale il regime di incumulabilità che consente loro di volgere attività lavorativa dipendente o parasubordinata solo se i loro redditi non superino gli 8mila euro lordi annui e attività lavorativa autonoma solo se i loro redditi non superino 4.800 euro lordi annui.
La regola è confermata anche per le certificazioni del 2026. Decade quindi dal beneficio certificato nel 2025 o nel 2026 chi svolge attività di lavoro dipendente o autonomo e chi svolge attività occasionale autonoma da cui derivino redditi superiori ai 5000 euro.
