L'ULF ha chiesto di emendare il DL n. 1/2022 che prevede la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione degli over 50 non vaccinati. Ma ieri il decreto è stato convertito in legge

Ulf contro il dl n. 1/2022

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Ad essere violata è la dignità della persona umana, uno dei diritti fondamentali sanciti nella Carta Costituzionale, uno di quelli, per intenderci non suscettibile di bilanciamento alcuno con altri interessi. Questo quanto sostenuto dall'Unione per le libertà fondamentali (ULF) in un appello al Parlamento per chiedere l'emendamento del D.L n. 1/2022 che prevede la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione dei cittadini over 50 non vaccinati, senza corresponsione dei mezzi di sussistenza.

Un accorato appello rimasto, tuttavia senza esito, visto che il Senato il 2 marzo (dopo il sì della Camera del 24 febbraio scorso) ha definitivamente convertito in legge il decreto, rinnovando l'ennesima fiducia all'esecutivo.

Violazioni diritti umani sulla base di "vecchi dati sanitari"

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«Gli alimenti, i mezzi di sussistenza e sopravvivenza, sono riconosciuti dal nostro ordinamento finanche al più terribile criminale, ma - in questo caso - sono negati al cittadino non vaccinato sospeso dal lavoro» insiste l'Unione nella nota, ricordando che i Tar in più occasioni «hanno sospeso i provvedimenti di sospensione dello stipendio per i non vaccinati e ritenuto assistite dal fumus le questioni di costituzionalità prospettate, in quanto la privazione della retribuzione e quindi della fonte di sostegno delle esigenze fondamentali di vita rappresenta un pregiudizio grave ed irreparabile».

A ciò si aggiunga che «La Costituzione e la Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo impongono che misure di sanità pubblica che incidono sui diritti fondamentali siano adottate secondo i criteri di proporzionalità ed adeguatezza, in base ad una situazione sanitaria ed epidemiologica attuale. Il provvedimento in esame al Senato (A.S. 2542) si basa su dati sanitari ed epidemiologici relativi al periodo 5 novembre 2021 - 12 dicembre 2021».

Le richieste dell'ULF

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In quest'ottica, l'ULF chiede al Parlamento di «restituire ai cittadini non vaccinati il lavoro e lo stipendio perché possano sfamare le proprie famiglie, specialmente nell'attuale crisi internazionale che comporterà un aggravio della situazione energetica e dunque economica» poiché «tutti i Parlamentari sono consapevoli dell'illegittimità di quanto si accingono a votare ma, tradendo il loro mandato, non osano neanche sfiorare l'anacronistico Decreto Legge 1/2022, per ossequio ai suoi presentatori, Draghi e Speranza, in un Paese in cui i Diritti Umani sono sottoposti al placet di un Ministro della Salute».

Il silenzio della commissione straordinaria

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L'ULF denuncia anche il silenzio della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato, a cui è stato chiesto di intervenire «urgentemente con iniziative rientranti nei suoi compiti - ma rimasta silente, vanificando la sua stessa esistenza».


Foto: 123rf.com
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