Le critiche dei Giovani avvocati al provvedimento che abilita i dottori commercialisti e gli esperti contabili alla risoluzione delle controversie tra utenti e operatori delle comunicazioni elettroniche

Le critiche di Aiga ad Agcom

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Dall'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) arrivano le critiche nei confronti del contenuto del nuovo regolamento emanato dall'Agcom con delibera n. 390/21/Cons, che abilita i dottori commercialisti e gli esperti contabili alla risoluzione delle controversie tra utenti e operatori delle comunicazioni elettroniche. Secondo i Giovani avvocati finora queste «procedure conciliative stragiudiziali, invero, seppur non celebrate innanzi all'Autorità Giudiziaria e sebbene non definite con sentenza, sono sempre state appannaggio pressoché esclusivo degli Avvocati, uniche figure professionali in grado di assicurare la migliore tutela giuridica al cliente-consumatore».

Aiga: «Servono professionisti adeguatamente preparati»

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Il nuovo regolamento non tiene in considerazione la necessità, spiega l'Aiga che il cittadino debba essere rappresentato da «professionisti adeguatamente preparati ad affrontare anche l'eventuale fase processuale successiva alla mancata conciliazione con l'operatore delle comunicazioni elettroniche, di contro appare porre l'accento unicamente sul requisito dell'iscrizione ad un albo.

L'affidamento dei consumatori ad altre categorie professionali in tali rimedi stragiudiziali presuppone un'ingiustificata ed inammissibile scissione della fase precontenziosa con quella giurisdizionale, momenti che devono invece essere considerati nel loro insieme, a maggior ragione in considerazione del fatto che il tentativo di conciliazione presso tali camere arbitrali è condizione di procedibilità per la proposizione delle domande giudiziali». Per Aiga, la Delibera Agcom è in contrasto con l'art. 3, comma 6, della L. n. 247/2012, considerata la contiguità tra il rimedio arbitrale e il rimedio giudiziario.

Aiga: «Regolamento illegittimo»

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Secondo il presidente Aiga, Avv. Francesco Paolo Perchinunno, è a rischio la «tutela dei diritti dei cittadini - e che sia svilita - la professionalità della avvocatura e delle sue competenze esclusive nelle materie giuridiche, nella specie, del diritto dei consumatori già previsto dal D.M. 163/2020 in materia di specializzazioni forensi». A ciò si aggiunga «l'evidente illegittimità del regolamento dell'Agcom approvato a seguito di una Delibera in aperto contrasto con l'art. 3 della legge professionale forense».

I giovani avvocati auspicano un ravvedimento dell'Agcom e l'immediata revoca della illegittima Delibera n. 390/21/Cons «quanto meno nella parte in cui abilita alla risoluzione delle controversie i dottori commercialisti e gli esperti contabili, sta valutando l'opportunità di impugnare tale delibera dinanzi all'Autorità amministrativa competente, affinché venga garantita ai cittadini una tutela legale professionale e qualificata, dando piena attuazione al fondamentale principio costituzionale del diritto alla difesa».


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