L'Esecutivo non ha prorogato per il 2022 le norme che equiparavano a malattia il periodo di isolamento precauzionale dei lavoratori privati

Malattia non più equiparata al periodo di isolamento

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Nessuna copertura in caso di quarantena. L'assenza dal lavoro per circa 10 milioni di cittadini non rientra tra i casi che ricevono i pagamenti dall'Inps come malattia. Restano fuori anche i lavoratori fragili. Cosa succede? L'Esecutivo (vedi decreto fiscale collegato alla manovra 2022) non ha prorogato per il 2022 le norme che equiparavano a malattia il periodo di isolamento precauzionale dei lavoratori privati. Si tratta dei soggetti che hanno ricevuto la seconda dose da oltre 5 mesi, non hanno ancora fatto il booster e dunque in caso di contatto con un positivo al Covid devono rimanere in casa. Chi svolge attività che non consentono lo smart working deve sperare che il datore di lavoro voglia farsi carico del dovuto. Non finanziato nemmeno il bonus baby sitter. Il congedo parentale resta fino al 31 marzo.

Quarantena, tutela non rinnovata

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In precedenza, era stato il decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 a modificare la disciplina delle tutele previste, per la pandemia, per i lavoratori in quarantena e per i lavoratori "fragili". Il provvedimento stabiliva che l'equiparazione a malattia del periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato era riconosciuta solo fino al 31 dicembre 2021. Al momento la tutela non rinnovata è esaurita. Per quanto sussista fino al 31 marzo 2022 lo stato di emergenza prorogato dal governo, salvo l'arrivo di nuovi fondi (dei quali pe rora si sta solo discutendo) non saranno più concessi giorni di malattia per la quarantena a partire dal 1° gennaio 2022.

Quarantena, senza tutela anche i lavoratori fragili

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Situazione ancora peggiore per i lavoratori fragili. Nel loro caso l'assenza dal lavoro per tutelarli dal contagio era equiparata, considerata l'impossibilità del lavoro da casa, al ricovero ospedaliero a cui corrispondeva il trattamento economico Inps. Un trattamento pari all'indennità di malattia decurtata di due quinti nel caso in cui il soggetto in questione non ha familiari a carico, per un massimo di 180 giorni. Il decreto firmato alla vigilia di Natale rinvia ad un decreto del Ministro della salute da adottare entro 30 giorni e in cui individuare «le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali, fino al 28 febbraio 2022, la prestazione lavorativa è normalmente svolta (…) in modalità agile, anche attraverso l'adibizione a diversa mansione».


Foto: 123rf.com
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