Se non si tornerà sui banchi il 18 maggio gli esami di maturità saranno online. Nella valutazione finale si valuterà anche l'impegno nella didattica a distanza

di Gabriella Lax - Dal Consiglio dei ministri è arrivato l'ok al Decreto Scuola ossia "Misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato". «Il decreto rappresenta un paradigma che ci permetterà di terminare l'anno scolastico e di traghettarci verso il prossimo anno». Così il ministro all'Istruzione Lucia Azzolina in conferenza stampa.

Decreto scuola, ecco come cambiano gli esami

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Diventano realistiche le ipotesi circolate nelle ultime ore: soprattutto quella che non prevede un ritorno materiale degli studenti sui banchi. Molto più probabile che gli studenti non rientrino più in classe per l'anno scolastico 2019-2020.

Nel caso di un ritorno in aula per la maturità ci sarà una prova nazionale di italiano e la seconda prova sarà semplificata e preparata dalla commissione interna. Nel caso di non ritorno ci sarà un esame orale on line. Per quanto riguarda invece l'esame di terza media nell'ipotesi in cui non si dovesse tornare in aula entro il 18 maggio, niente esame vero e proprio, ma valutazione dei professori su elaborati degli studenti. E tutti promossi all'anno successivo.

A tal proposito, il ministro precisa che «il decreto ha trasformato gli esami di stato e gli esami della scuola secondaria di primo grado facendo in modo che nessuno fosse lasciato indietro. La scuola non può lasciare nessuno indietro nel rispetto dell'articolo 34 della Costituzione, ma anche della libertà di insegnamento dei nostri docenti, pertanto abbiamo pensato a due possibili opzioni che permetteranno di far fare esami ai nostri studenti secondo i reali apprendimenti che hanno raggiunto anche grazie al lavoro fatto sulla didattica a distanza.

Abbiamo messo l'anno in sicurezza - chiarisce Azzolina escludendo categoricamente il riferimento al sei politico appartenente a categorie storiche vetuste - la valutazione di uno studente- aggiunge - non è legata ad un freddo voto numerico ma serve a far sì che si guardi alla sua identità personale alla crescita ed alla maturazione, guardano ad un periodo complessivo che è di ben 5 anni. Se ci saranno degli apprendimenti da recuperare - conclude - lo faranno a settembre dell'anno scolastico successivo». Inoltre, come richiesto dai sindacati potranno essere confermati i libri di testo adottati quest'anno anche per il prossimo.

Azzolina: «La didattica a distanza non è più opzionale»

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Il decreto stabilisce che «Il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione».

Fa chiarezza sulla didattica a distanza il ministro: «non può essere più considerata come uno strumento opzionale in un momento d'emergenza come quello che stiamo vivendo. La didattica a distanza ci sta permettendo di concludere l'anno scolastico e quindi non renderla più opzionale ma una chiave di volta per il nostro sistema educativo del momento vuol dire dare dignità a tutti gli insegnanti che hanno fatto tantissimo in queste settimane ed agli studenti ed al loro lavoro. Li incito a lavorare di più nei due mesi che resteranno da qui alla fine dell'anno scolastico».

La nota dolente sul precariato

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«Chiedo scusa a tutti i precari della scuola - aggiunge Azzolina - a nome del ministero dell'istruzione perché non sarà possibile aggiornare le graduatorie d'istituto: non riusciamo a portare avanti un milione di domande cartacee, con raccomandate, ricevute di ritorno e bolli. La causa sono procedure vetuste e lacune nella digitalizzazione del paese, in particolar modo del ministero». Poi la promessa: «riaggiorneremo l'anno prossimo con una procedura digitalizzata come quella che io avevo voluto nel decreto scuola approvata a dicembre».

«Una buona notizia riguarda i posti per le assunzioni su quota 100, un provvedimento che i precari della scuola volavano da tempo e oggi questo provvedimento arriva» afferma il ministro. C'è infatti anche l'ok alle assunzioni chieste dal ministero dell'Istruzione per recuperare parte dei posti liberati nell'estate del 2019 da quota 100. In attuazione ad una norma inserita nel decreto scuola approvato in autunno voluta dalla ministra Lucia Azzolina: 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle Graduatorie ad esaurimento, che non hanno potuto occupare questi posti lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione.


Foto: 123rf.com
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