Approvato dal Consiglio dei ministri il decreto che rende più facile l'ingresso per motivi di studio, ricerca, volontariato per i cittadini stranieri

di Marina Crisafi - Un permesso di soggiorno su misura per facilitare l'ingresso e il soggiorno di chi studia o fa ricerca in Italia. E' in sostanza quanto prevede il decreto approvato in via definitiva nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri che recepisce la direttiva europea 2016/801.

Il decreto, messo a punto dalla presidenza del consiglio e dal Miur, spiega in una nota palazzo Chigi, ha tra i principali obiettivi quello di rendere più semplice l'ingresso e il soggiorno in Italia dei cittadini dei paesi terzi per motivi di "ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi e collocamento alla pari.

Per tutti costoro, le norme "acchiappatalenti" prevedono, dunque, di aprire "l'Unione ai cittadini dei Paesi terzi a fini di ricerca, in modo che diventi un polo di attrazione per la ricerca e l'innovazione" e di "favorire la mobilità all'interno dell'Unione (anche quella tra uno Stato membro e l'altro) dei familiari dei cittadini di Paesi terzi che svolgano attività di ricerca nell'Unione". Ciò significa che verranno stabilite norme ad hoc per l'ingresso e il soggiorno per un periodo superiore ai 90 giorni, con la riduzione degli oneri amministrativi connessi in modo da rendere agevolata la mobilità dei suddetti soggetti e garantirne i diritti. Le medesime disposizioni saranno estese anche ad alunni, volontari e persone collocate alla pari.

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