Baby gang o banda giovanile è un fenomeno di microcriminalità organizzata, in cui i minori assumono comportamenti illeciti a danni di cose o persone

Cos'è una baby gang?

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Prima ancora di affrontare la tematica dei mezzi che la l'ordinamento penale mette a disposizione per la vittima di questo reato diamo la definizione di "Baby Gang".
Trattasi di un fenomeno tristemente diffuso in epoca moderna quale forma di microcriminalità organizzata, nel quale i minorenni, riuniti in gruppo, pongono in essere comportamenti illeciti atti ad arrecare danni verso cose o persone.
Il fenomeno di riferimento non viene inquadrato e delineato in un reato specifico, né in una norma introdotta appositamente dal legislatore.
Ma vediamo con attenzione la condotta sanzionata dalla norma.

La condotta punita

Consiste nella condotta illecita volta a cagionare danni a persone o cose.
Tale fenomeno sorge in quartieri o zone caratterizzate dal degrado.
Gli autori di tali reati sono giovani ragazzi, minorenni (tra i 7 e i 14 anni), riuniti in gruppo con lo scopo preciso di porre in essere reati, quali i furti, le rapine, le aggressioni, gli atti di vandalismo, lo spaccio di sostanze stupefacenti.

La vittima

Può essere un coetaneo, una persona di età avanzata o persone portatrici di disabilità. Ad ogni modo, trattasi di soggetto debole e vulnerabile.

Qual è lo scopo dell'autore di reati in baby gang?

Porre in essere condotte delittuose in gruppo, con la finalità di recare danni nei confronti di persone o cose.

Quali pene sono previste?

Le pene applicate variano a seconda delle condotte poste in essere dai suoi autori, dal ruolo dei singoli nel contesto
del gruppo di riferimento, e dalla natura del reato posto in essere.

Quali strumenti per difendersi?

Innanzitutto la vittima potrà rivolgersi ai Carabinieri o alla Polizia di Stato e presentare una denuncia orale. Le verrà rilasciato un verbale di ricezione firmato dagli operanti e dalla vittima stessa.
Differentemente, qualora la volontà della persona offesa sia quella di attivarsi al fine di chiedere la punizione del responsabile penale, potrà depositare presso la Procura della Repubblica territorialmente competente un atto di denuncia querela (redatto dalla medesima o da un professionista del settore).
Il termine per la presentazione della querela è di tre mesi.
Si procede, tuttavia, d'ufficio nei casi di cui la condotta posta in essere integri un reato procedibile d'ufficio.
La vittima potrà, in un successivo giudizio e nella fase prevista, depositare un atto di costituzione di parte civile al fine di chiedere un risarcimento dei danni subiti dalla condotta del suo autore.

Foto: 123rf.com
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