Si estendono al 2022 per l'esame di Stato di avvocato le stesse regole in vigore per il 2021 e si prevede che l'accesso ai locali sia consentito solo ai soggetti muniti di green pass
praticante avvocato preoccupato per esami vicini

Esame di avvocato 2022

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Anche il 2022 l'esame per l'abilitazione alla professione forense si svolgerà con le stesse modalità previste per il 2021. Come fa sapere una nota stampa, a stabilirlo è decreto Riaperture del Consiglio dei Ministri, riunitosi ieri a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli. Inoltre è previsto che si prevede che l'accesso ai locali degli esaminandi sarà consentito solo ai soggetti muniti di green pass.

Esame di avvocato 2021

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La pandemia ha cambiato le regole in attesa di una vera riforma dell'esame per accedere alla professione forense. Le prove nel 2021, e quindi anche quelle che si svolgeranno il prossimo anno, sono completamente diverse rispetto a quelle ordinarie. L'esame avvocato 2021 si è caratterizzato per l'abolizione eccezionale dello scritto e la previsione di un doppio orale. Nello specifico, per adeguarsi alle misure restrittive dettate per arginare la diffusione del virus, le tre prove scritte hanno lasciato il posto a un esame orale. In sostanza l'esame si articola in due prove orali: una dal contenuto pratico e l'altra strutturata sulla falsariga della prova conclusiva che di regola separa i praticanti dall'accesso alla professione.

I quesiti

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I quesiti sono formulati direttamente dalle sottocommissioni, in autonomia ma nel rispetto delle linee guida diffuse dalla commissione centrale. Le domande devono essere coerenti con gli esempi e i criteri stabiliti a livello centrale e, in particolare, rispondere ai seguenti requisiti: brevità della traccia; idoneità della questione alla preparazione del riscontro e alla sua successiva esposizione; descrizione del fatto rilevante e dei nodi problematici; corredo di circostanze utili a individuare i profili controversi per il diritto sostanziale e il diritto processuale; tutela richiesta. L'esame orale ha contenuto pratico, composto cioè dalla soluzione di una questione, a scelta in materia di diritto civile, diritto penale o diritto amministrativo. L'esame si svolge alla presenza del solo segretario, mentre la sottocommissione si collega in videoconferenza.

In tutto ci sono 60 minuti: 30 per esaminare il caso in via preliminare e 30 per discutere la soluzione ipotizzata. Prima dell'inizio della prova, sono predisposti per ciascun candidato tre quesiti per la materia prescelta, inseriti in tre buste chiuse e numerate. Il candidato sceglie il numero della busta da aprire. Durante l'esame preliminare del quesito è data la possibilità ai candidati di consultare i codici (anche commentati, ma con la sola giurisprudenza), le leggi e i decreti dello Stato. Scaduta la mezz'ora, i testi sono ritirati, ma il candidato può trattenere gli appunti presi sui fogli messi a sua disposizione dalla Commissione, nei quali è possibile anche predisporre uno schema di discussione. Si precisa che tali fogli possono essere trattenuti anche al termine della prova e non formano in alcun modo oggetto di valutazione.

Vedi anche Esame avvocati 2021: il decreto con le regole

I quesiti sono formulati direttamente dalle sottocommissioni, in autonomia ma nel rispetto delle linee guida diffuse dalla commissione centrale. Le domande devono essere coerenti con gli esempi e i criteri stabiliti a livello centrale. L'esisto della prima prova è comunicato pressoché immediatamente. Una volta esaurita la discussione, infatti, la sottocommissione si ritira in camera di consiglio e procede alla valutazione, per la quale ognuno dei tre commissari ha a disposizione 10 punti di merito. Chi raggiunge un punteggio pari almeno a 18 accede alla seconda prova.

Nel secondo orale ai candidati è chiesto di risolvere delle brevi questioni relative a cinque materie scelte in via preventiva (v. anche Esami avvocato 2021). La durata della prova, che è pubblica, non può essere inferiore a 45 minuti né superiore a 60 minuti. La seconda prova consiste nella discussione di questioni brevi relative a cinque materie scelte preventivamente dal candidato, di cui: una tra diritto civile e diritto penale (diversa dalla materia scelta in sede di prima prova, anche se tale precisazione, dopo la conversione, assume un rilievo relativo); una tra diritto processuale civile e diritto processuale penale; tre tra diritto civile, diritto penale, diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell'Unione Europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico.

Se in sede di prima prova è stato scelto il diritto amministrativo, la seconda ha ad oggetto: diritto civile; diritto penale; diritto processuale civile o diritto processuale penale; due materie a scelta tra diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto dell'Unione Europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico. Bisogna poi dimostrare di conoscere l'ordinamento forense e i diritti e i doveri dell'avvocato. Diventa avvocato chi ottiene al secondo orale almeno 108 punti e almeno 18 in cinque materie. Ciascun commissario ha a disposizione dieci punti di merito per ciascuna delle sei materie (compreso l'ordinamento forense e i diritti e i doveri dell'avvocato).

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Foto: 123rf.com
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