Un arco temporale di 5 anni per procedere alla riforma del catasto, dalla quale, assicura il Governo, non scaturiranno nuove tasse o imposte
casa condominio

Riforma fiscale: revisione del catasto

[Torna su]

L'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della legge delega per la Riforma fiscale nella giornata di martedì 5 ottobre, porterà delle novità importanti anche in ambito catastale.

L'art 7 della bozza infatti è dedicato alla "Modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e revisione del catasto fabbricati". Vediamo che cosa prevede nel dettaglio la norma che, stando alle parole del premier Draghi, non comporterà né l'aumento né la diminuzione delle imposte sugli immobili.

Cambia il sistema di rilevazione catastale

[Torna su]

Il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi finalizzati a modificare la disciplina di rilevazione catastale, per perseguire la modernizzazione degli strumenti d'individuazione e di controllo di quelle che sono le consistenze dei terreni e dei fabbricati. Disciplina che dovrà uniformarsi ai seguenti criteri direttivi:

  • adottare degli strumenti, di cui anche i Comuni e l'Agenzia delle Entrate potranno disporre, per accelerare e facilitare l'individuazione e il classamento corretto dei terreni attualmente accatastati come agricoli, degli immobili abusivi (individuando incentivi e forme di trasparenza per valorizzare l'attività di controllo e accertamento da parte dei comuni) e di tutti quegli immobili che non sono censiti o che "non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d'uso ovvero la categoria catastale attribuita";
  • al fine poi di rendere più organizzato e chiaro l'intero sistema, il Governo dovrà prevedere strumenti e moduli capaci di condividere i dati in modalità telematica tra Comuni e Agenzia delle Entrate e di garantire la coerenza necessaria per l'accatastamento.

Più dati catastali dal 1° gennaio 2026

[Torna su]

Il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi al fine d'integrare i dati del catasto fabbricati in tutto il territorio nazionale, che dovrà essere reso disponibile a partire dal 1° gennaio 2026 nel rispetto dei seguenti criteri direttivi:

  • a ogni unità immobiliare dovrà essere attribuito, oltre alla rendita catastale già prevista dalla attuale disciplina, anche il valore patrimoniale e una rendita che, se possibile, deve tenere conto dei valori di mercato;
  • devono essere previsti dei meccanismi capaci di adeguare il valore patrimoniale e il valore delle rendite degli immobili urbani, che tengano conto del valore di mercato, anche se non possono mai superare detto valore;
  • in relazione agli immobili d'interesse storico o artistico, come definiti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, è necessario procedere alla riduzione del valore patrimoniale medio ordinario che tengano conto delle maggiori spese necessarie per la loro manutenzione e conservazione, dei vincoli di destinazione da cui sono gravati, del restauro e della circolazione giuridica di detti beni;
  • in ultimo, disporre che le informazioni che vanno a integrare i dati del catasto non vengano utilizzate per definire la base imponibile dei tributi.

Quest'ultimo punto, previsto e specificato dalla bozza della delega è fondamentale per rassicurare quanti temevano che con la riforma del catasto sarebbero state introdotte nuove tasse e imposte. Insomma rendite, valori patrimoniali ed estimi catastali non varieranno ai fini delle imposte.

Leggi anche Riforma fiscale 2021: ok del Governo, tutte le novità

Condividi
Feedback

In evidenza oggi: