Aiga deposita alla Camera la sua proposta di legge sull'equo compenso e si dice favorevole anche al contenuto delle altre proposte di legge al vaglio
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Aiga: audizione equo compenso in II Commissione Giustizia

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Nella tarda mattinata di giovedì 3 giugno si è svolta l'audizione informale, in modalità videoconferenza, da parte della II Commissione Giustizia, dell'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) nell'ambito delle diverse proposte di legge contenenti principalmente disposizioni sull'equo compenso, anche in relazione alle convenzioni che hanno ad oggetto lo svolgimento dell'attività professionali in favore di banche, assicurazioni e imprese di grandi dimensioni.

In rappresentanza dell'A.I.G.A ha parlato l'Avvocato Carlo Foglieni componente della Giunta Nazionale dell'Associazione il quale, nel corso dell'audizione ha fatto presente che l'A.I.G.A ha già avuto modo di confrontarsi sulle proposte di legge relative all'equo compenso, presentate da diversi onorevoli, manifestando il proprio appoggio, perché tutte sembrano andare nella giusta direzione in materia di equo compenso.

Tutte le proposte infatti richiamano l'art. 36 della Costituzione. Detta norma, valida anche per il lavoratore autonomo, prevede che il compenso debba essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al fine di garantire un'esistenza libera e dignitosa.

I testi evidenziano inoltre come dopo l'entrata in vigore del decreto Bersani n. 223/2006 e del decreto Monti n. 1/2012 è iniziato un periodo di scardinamento progressivo delle garanzie previste in favore degli avvocati, in materia di equo compenso, per il lavoro svolto.

A oltre 12 anni di distanza, anche a causa della crisi economica e dalla pandemia, gli avvocati, soprattutto giovani, hanno subito un drastico abbassamento dei propri redditi, tanto che molti di loro, per problemi economici, arrivano a cancellarsi dall'albo.

Negli anni poi, come rileva l'Avv. Foglieni, lo sviluppo delle società paralegali, che si occupano di gestire soprattutto pratiche legali stragiudiziali in varie discipline, ha dato un duro colpo all'avvocatura. Queste società, in regime di concorrenza sleale, non vanno incontro a responsabilità professionali e possono applicare prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli spettanti ai liberi professionisti.

La normativa attualmente vigente sull'equo compenso, infine, come emerge anche dalle proposte di legge al vaglio, presenta delle evidenti criticità. Un esempio è rappresentato dai bandi delle P.A, che chiedono, a fronte di prestazioni professionali in ambito legale, prestazioni gratuite o forfettarie assolutamente irrisorie, tanto che sono diversi quelli impugnati e in attesa di sentenza.

Equo compenso: le altre proposte di legge

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L'A.I.G.A esprime quindi parere favorevole alla proposta di legge n. 3058 (sotto allegata), perché prevede l'applicazione della disciplina dell'equo compenso anche alle prestazioni rese dagli avvocati alle Pubbliche Amministrazioni e agli Agenti di riscossione.

Positiva anche la proposta di legge n. 2192 (sotto allegata), che prevede l'estensione della normativa attuale in materia di equo compenso, prevista dalla legge professionale forense, a tutti i professionisti.

Parere ancora più positivo sulle proposte di legge n. 301(sotto allegata) e n. 1979 (sotto allegata), che sanciscono l'applicazione del principio dell'equo compenso a tutti i contratti di prestazione d'opera intellettuale, a prescindere dalla tipologia del cliente, perché di fatto introducono un compenso minimo che, se violato anche dagli stessi avvocati, comporta l'applicazione di una sanzione disciplinare.

L'avv. Foglieni evidenzia e ricorda inoltre come parametri ministeriali siano in attesa di aggiornamento dal 2014 e plaude alla previsione di un Osservatore Nazionale sull'equo compenso e alla class action del C.N.F.

La proposta di legge dell'Aiga sull'equo compenso

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Per quanto riguarda infine la proposta di legge dell'A.I.G.A, già depositata, la stessa prevede, nello specifico, che l'intervento più urgente da mettere in campo in materia di equo compenso sia la modifica della legge professionale esistente.

Occorre in particolare eliminare dall'art. 13 comma 1 l'inciso "l'incarico può essere svolto anche a titolo gratuito." In questo modo si provvede a cancellare definitivamente una vera e propria contraddizione in termini.

Si dovrebbe inoltre inserire, sempre nell'art. 13 della legge professionale, un nuovo comma che così dispone: "Il compenso pattuito deve essere equo (non inferiore quindi ai parametri ministeriali)" e, variare il contenuto dell'art. 13 bis, affinché recepisca quanto previsto dalle varie proposte di legge, introdurre ex novo l'art. 13 ter sui rapporti con la PA e un art. 13 quater sulle sanzioni deontologiche in caso di mancato rispetto della disciplina.

A.I.G.A segnala infine la necessità di snellire le procedure sul recupero del compenso degli avvocati, per cui è accolta favorevolmente la novità prevista dall'art. 3 della proposta di legge 301 che prevede che il parere dell'ordine professionale sulla congruità della parcella costituisca di per sé titolo esecutivo. In questo modo si semplifica il recupero del compenso, si aumenta il fatturato degli studi legali e conseguentemente il gettito fiscale per lo Stato, con contestuale riduzione del contenzioso legato al recupero.

Per A.I.G.A il contenuto delle proposte di legge è del tutto condivisibile, perché la dignità e il decoro degli avvocati passa sicuramente anche attraverso il riconoscimento di un compenso equo.

Leggi anche:

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Scarica pdf Proposta di legge n. 3058
Scarica pdf Proposta di legge n. 2192
Scarica pdf Proposta di legge n. 301
Scarica pdf Proposta di legge n. 1979
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