Chi deve partecipare all'apertura della cassetta di sicurezza in banca, il cui contenuto va dichiarato nella denuncia di successione del titolare defunto
cassetta di sicurezza con lingotti in banca

Il quesito

Cosa deve fare mia sorella, che è erede del marito insieme alla figlia maggiorenne, della cassetta di sicurezza intestata a lei e al defunto? Per aprirla è necessaria la presenza di un testimone, un notaio, un perito? E se la figlia non può essere presente, deve fare delega alla mamma?

La risposta dell'esperto

Morte dell'intestatario: le sorti della cassetta di sicurezza

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In caso di morte dell'intestatario di una cassetta di sicurezza, gli eredi devono avere cura di indicare nella dichiarazione di successione da presentare all'Agenzia delle entrate anche il contenuto della stessa. Si tratta, infatti, di patrimonio che fa parte dell'asse ereditario e che contribuisce alla determinazione delle imposte da pagare in sede di successione.

Cassetta cointestata: si può aprire?

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L'apertura della cassetta di sicurezza dopo il decesso del titolare va fatta nel rispetto di specifiche regole. Anche nel caso in cui la stessa era cointestata e non del solo defunto.

Partiamo proprio dall'analizzare quest'ultima ipotesi, che è contemplata espressamente dall'articolo 1840 del codice civile.

Tale disposizione, dopo aver stabilito in linea generale che, se la cassetta è intestata a più persone, la sua apertura è consentita singolarmente a ciascuno degli intestatari salvo diversa pattuizione, continua stabilendo che, in caso di morte di uno degli intestatari, "la banca che ne abbia ricevuto comunicazione non può consentire l'apertura della cassetta se non con l'accordo di tutti gli aventi diritto o secondo le modalità stabilite dall'autorità giudiziaria".

In sostanza, se uno dei cointestatari muore, l'altro non può liberamente aprire la cassetta, ma, a tal fine, ha bisogno del consenso degli eredi, degli eventuali legatari e degli eventuali ulteriori cointestatari ancora in vita.

Come aprire la cassetta cointestata

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Inoltre, dopo la morte dell'intestatario o di uno dei cointestatari, l'apertura della cassetta di sicurezza va fatta sempre nel rispetto di specifiche formalità.

In particolare, secondo quanto previsto dall'articolo 48, comma 6, del decreto legislativo n. 346/1990, è necessario che sia presente un funzionario dell'amministrazione finanziaria o un notaio che, previa comunicazione da parte del concedente all'ufficio del registro, redige l'inventario di quanto rinvenuto all'interno della cassetta.

La presenza del perito è utile solo se si sa o si presume che nella cassetta non è custodito esclusivamente denaro ma sono presenti anche dei beni che risultano difficili da valutare, come ad esempio dei gioielli o dei quadri.

Non è invece indispensabile, ma è comunque possibile, la presenza di tutti i coeredi (che devono comunque essere avvisati del giorno e dell'ora in cui si provvederà a tale incombenza).

Il verbale delle operazioni di apertura della cassetta di sicurezza va allegato alla dichiarazione di successione.

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Foto: 123rf.com
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