Responsabilità medica: cosa deve valutare il giudice
Avv. Valeria Zeppilli |

Responsabilità medica: cosa deve valutare il giudice

La Corte di cassazione torna sugli elementi che il giudice del merito deve vagliare nel giudicare un caso di responsabilità medica

Occorre valutare la colpa lieve del medico

Con la sentenza numero 3941/2021 qui sotto allegata, la Corte di cassazione ha ricordato su quali aspetti deve necessariamente soffermarsi il giudice del merito al cui vaglio è stata sottoposta una vicenda concernente la responsabilità degli esercenti la professione sanitaria.

Nel dettaglio, per la Corte occorre innanzitutto valutare la problematica dell'eventuale colpa lieve nell'attività svolta dal medico nei confronti del paziente: la sentenza che, come nella specie, non si occupa in alcun modo della normativa rilevante in caso di colpa medica, costituita dalle leggi Balduzzi e Gelli-Bianco, incorre quindi in una "grave carenza motivazionale".

Come giudicare la responsabilità medica

Per evitare di subire delle giustificate censure, le sentenze che si occupano di responsabilità medica, in motivazione, devono:

  • indicare se il caso concreto è regolato da linee-guida o, in difetto, da buone pratiche clinico-assistenziali;
  • valutare il nesso di causalità tenendo conto del comportamento salvifico indicato dai predetti parametri;
  • specificare se il medico è incorso in colpa generica o specifica e se la sua colpa è derivata da imperizia, negligenza o imprudenza;
  • verificare se e in quale misura il medico ha agito discostandosi dalle linee-guida o dalle buone pratiche clinico-assistenziali.

Rapporti tra prescrizione e assoluzione

Al di là delle specifiche valutazioni in tema di responsabilità medica, la pronuncia n. 3941/2021 in commento rileva anche per aver ricordato quando, in presenza di prescrizione o di un'altra causa estintiva del reato, è possibile pronunciare sentenza assolutoria.

A tal fine, per la Corte di cassazione è indispensabile che dagli atti emergano in maniera del tutto incontestabile delle "circostanze idonee ad escludere l'esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell'imputato e la sua rilevanza penale".



Avv. Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli

Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi – Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti – Pescara.


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