In Commissione Giustizia alla Camera inizia l'esame congiunto di due proposte di legge che vogliono cambiare le regole per l'accesso alla professione forense e introducono una serie di novità per i praticanti
metro che misura le riforme

Esame proposte riforma accesso alla professione forense

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E' previsto da giovedì prossimo l'esame congiunto presso la II Commissione Giustizia della Camera in sede referente delle proposte di legge Di Sarno n. 2334 e Miceli n. 2687 (sotto allegate) finalizzate a riformare l'accesso alla professione Forense attraverso modifiche decisamente importanti dell'esame di Stato e del praticantato professionale.

Esaminiamo nel dettaglio le due proposte di legge, in attesa di quello che sarà l'esito definitivo.

Compenso ai praticanti e una sola prova scritta all'esame

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La pdl targata Di Sarno propone un compenso per i tirocinanti commisurato alla quantità e alla quantità del lavoro svolto presso lo Studio Legale, che non può comunque essere inferiore nel minimo agli importi che verranno stabiliti annualmente con decreto dal Ministro della giustizia. Misura che si rende necessaria a causa degli attuali costi che gravano sugli aspiranti avvocati, costretti a frequentare obbligatoriamente e con profitto corsi di formazione durante il tirocinio professionale. Un ostacolo che scoraggia e ostacola l'ingresso e l'effettivo esercizio della professione.

Divieto di svolgere tirocinio presso avvocato radiato o sospeso

Una delle novità più interessanti della proposta però è la previsione del divieto di svolgere il tirocinio professionale presso un avvocato cancellato o radiato dall'albo, tranne in caso di reiscrizione, o che è interdetto dall'esercizio della professione per provvedimento motivato dell'autorità giudiziaria, durante il periodo di interdizione, o sospeso dall'attività professionale, anche in via cautelare, fino a quando non è cessata la sospensione, o nei cui riguardi è in corso un procedimento disciplinare o che è stato raggiunto da sanzioni disciplinari ai sensi dell'art. 53, anche per condotte scorrette nei confronti di lavoratori dipendenti, collaboratori, praticanti e tirocinanti, o oggetto di più segnalazioni anonime, effettuate da soggetti diversi, relativamente ai predetti comportamenti.

Parimenti vietato anche il tirocinio presso i professionisti membri o che si candidano a membri del Consiglio dell'Ordine Circondariale forense, del CNF o del Consiglio Distrettuale di Disciplina forense, nei 6 mesi che precedono l'inizio delle elezioni, per tutta la durata degli incarichi e nei sei mesi successivi alla cessazione, ad eccezione dei tirocini iniziati precedentemente fino al loro completamento. In caso di violazione l'avvocato responsabile è raggiunto da una sanzione disciplinare non inferiore alla sospensione dall'esercizio dell'attività professionale per sei mesi.

Per quanto riguarda l'esame di Stato, gravoso per chi decide di fare la professione, la proposta di Sarno ritiene sufficiente per accertare le competenze del candidato la redazione di un parere in diritto civile, penale o amministrativo e di un atto nelle tre materie contemplate per il parere a cui si aggiunge diritto costituzionale. Il tutto con l'ausilio dei testi di legge corredati di commenti e massime della giurisprudenza.

La prova orale

La prova orale pensata dall'onorevole proponente ha una durata massima di 60 minuti e verte sulle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi; diritto processuale civile o processuale penale; una materia, scelta preventivamente dal candidato, tra diritto civile, penale, amministrativo e costituzionale a cui si aggiunge un'altra materia a scelta tra le seguenti: diritto tributario, dell'esecuzione civile, privato comparato, internazionale privato, dell'Unione europea, della giurisdizione internazionale, commerciale, dei mercati finanziari, dei consumatori, del lavoro, della contrattazione collettiva, della previdenza sociale, dell'esecuzione penale, penale del lavoro, penale dell'ambiente, penale dell'economia, penale degli enti, ordinamento giudiziario e penitenziario, dell'ambiente, dei contratti pubblici, dei trasporti, dei servizi pubblici, dei beni culturali, diritto e regolazione pubblica dell'economia, normativa sul diritto d'autore, ecclesiastico, protezione dei dati personali.

Prova scritta con programmi di videoscrittura e due sessioni d'esame all'anno

La proposta del deputato Miceli tende ad eliminare soprattutto le storture che rendono l'accesso alla professione slegato dalle effettive modalità di esercizio della professione.

Questa proposta prevede, in riforma dell'attuale Esame di Stato, una sola prova scritta consistente in un atto giudiziario da redigere con l'ausilio dei codici commentati, che dimostri conoscenze di diritto sostanziale e processuale, in una materia scelta dal candidato tra diritto privato, penale e amministrativo.

La prova orale invece consiste nell'illustrazione della prova scritta e nella dimostrazione della conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto processuale civile ovvero processuale penale e di altre tre materie che il candidato può scegliere tra le seguenti: diritto civile, penale, costituzionale, amministrativo, del lavoro, commerciale, dell'Unione europea, internazionale privato, tributario, ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario.

L'altra importante novità di questa proposta è rappresentata dalla previsione di due sessioni semestrali dell'Esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense nel corso dell'anno solare, a distanza di centottanta giorni l'una dall'altra. All'esame possono partecipare i praticanti che abbiano compiuto la prescritta pratica almeno trenta giorni prima della data della prova scritta per la quale abbiano presentato istanza di partecipazione. Prova scritta che, su disposizione del Ministro di Giustizia, può essere svolta attraverso strumentazione tecnologica e programmi informatici di videoscrittura.

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Scarica pdf Proposta di Legge Di Sarno n. 2334
Scarica pdf Proposta di legge Miceli n. 2687
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Foto: 123rf.com
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