Dopo la mini-riforma del C.d.S. contenuta nel D.L. Semplificazioni, torna in Commissione Trasporti il d.d.l. al vaglio della Camera, ma la sua approvazione potrebbe richiedere tempo
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Codice della strada: le novità

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Nell'ultimo periodo si è sentito parlare spesso di Riforma del Codice della Strada, un tema particolarmente delicato viste che le conseguenze che le decisioni del legislatore possono avere sui cittadini.

Alcune novità si sono effettivamente già concretizzate grazie a un pacchetto di misure ad hoc inserito dal Parlamento, in sede di conversione, all'interno del D.L. Semplificazioni. La legge n. 120/2020, che ha approvato in via definitiva il provvedimento emergenziale, è stata promulgata non senza una "bacchettata" da parte del Capo dello Stato.

Mattarella, infatti, ha invitato "il Governo a vigilare affinché nel corso dell'esame parlamentare dei decreti legge non vengano inserite norme palesemente eterogenee rispetto all'oggetto e alle finalità dei provvedimenti d'urgenza" e ha rappresentato al Parlamento "l'esigenza di operare in modo che l'attività emendativa si svolga in piena coerenza con i limiti di contenuto derivanti dal dettato costituzionale".

La mini riforma all'interno del D.L. Semplificazioni

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Strigliata a parte, le modifiche aggiunte in sede parlamentare hanno introdotto novità rilevanti in diverse materia, tra cui: definizione di strade e corsie ciclabili e di zone scolastiche; possibilità dei comuni di istituire il doppio senso ciclabile; conferimento delle funzioni di prevenzione ed accertamento delle violazioni ai divieti di sosta; semplificazione procedurale in materia di omologazione di taxi, NCC e veicoli di linea nonché per le modifiche alle caratteristiche dei veicoli, e in materia di patenti di guida.
Diverse disposizioni sono poi dirette a tutelare, nella circolazione, i conducenti di velocipedi. Sono inoltre presenti disposizioni di semplificazione amministrativa, abrogazione di norme incompatibili e proroga di termini (in materia di visita e prova e revisione e di documento unico di circolazione) nonché in materia di segnaletica stradale.

La riforma al vaglio della Camera

Il "blitz" normativo all'interno del D.L. Semplificazioni ha avuto l'effetto di rallentare l'iter del testo unificato su cui stava lavorando la Camera e che era pronto per essere presentato in Aula: si tratta di un disegno di legge che consta di 10 articoli contenenti circa 80 interventi di modifica incidenti su 60 articoli del Codice della Strada.

Dopo l'approvazione definitiva della mini-riforma del Codice della Strada contenuta nel D.L. Semplificazioni, il d.d.l, è tornato nuovamente in Commissione Trasporti e alla sua approvazione potrebbe non giungersi in tempi brevi. Il testo potrebbe, infatti, arenarsi a Montecitorio per ritardi nella discussione, visto anche il periodo delicato che stiamo vivendo, ma anche per colpa di una serie di ulteriori proposte di modifica che sono state avanzate negli ultimi mesi da vari fronti o sono tornate in auge.

Ad esempio, quella del CNEL che mira a introdurre, all'atto dell'immatricolazione dei veicoli ovvero della revisione periodica degli stessi, la comunicazione da parte del proprietario del proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) ai fini delle notificazioni dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada.


Ancora, i deputati di Forza Italia in Commissione Trasporti avrebbero presentato una proposta di legge volta a cancellare tutte le novità recate al Codice della Strada e introdotte dal D.L. Semplificazioni "in palese violazione dell'articolo 77 della Costituzione".

"Le modifiche al codice della strada introdotte dalla maggioranza nel decreto semplificazioni porteranno una tempesta di multe, a cui vorrebbero aggiungere l'aumento delle accise sul gasolio. Sono esattamente le ragioni che hanno scatenato la rivolta dei Gilets Jaunes. Fermatevi" ha scritto su Twitter il deputato Simone Baldelli (FI).

Semaforo giallo e maximulte per cellulare alla guida: cosa prevede la riforma

Il provvedimento introduce una serie di rilevanti novità. Ad esempio, con l'obiettivo di uniformare la disciplina sul territorio nazionale, il testo prevede che la durata del giallo al semaforo non sia inferiore a 3 secondi.

Particolarmente rilevante è anche l'inasprimento delle sanzioni per chi utilizza indebitamente i parcheggi destinati ai disabili o per chi utilizza il cellulare o altri dispositivi elettronici alla guida: in quest'ultimo caso, sono previste sanzioni amministrative da 422 a 1697 euro, a cui si accompagna il rischio di vedersi sospendere la patente di guida. Per i recidivi dello smartphone alla guida, inoltre, le conseguenze potrebbero essere ancor più severe.


Particolare attenzione anche per l'utenza definita "vulnerabile", che comprende, oltre alle persone con disabilità, anche pedoni, ciclisti, conducenti di ciclomotori e di motocicli. Da un lato, si pensa a introdurre l'obbligo del caschetto protettivo in bicicletta per gli under 12 e anche di concedere un "permesso rosa" per i parcheggi da riservare ai mezzi delle donne in stato di gravidanza o con bambini di età non superiore a due anni.

Ancora, la riforma punta a una maggiore sicurezza in prossimità degli attraversamenti pedonali: questi potranno essere dotati di elementi di segnalazione luminosa o di sensori per attivare segnali luminosi di pericolo al passaggio di pedoni (in caso di attraversamenti pedonali non semaforizzati) e anche di rialzi della carreggiata.

Infine, novità sono previste anche per il controllo dei conducente in caso di uso di sostanze stupefacenti o psicotrope: in luogo del prelievo di mucosa del cavo orale, questi potranno essere sottoposti ad accertamenti effettuati tramite prelievo salivare, ma sempre nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica).
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