Accolte dalla Cedu le doglianze di un avvocato sospeso per diffamazione e poi radiato per aver criticato la giustizia e dato dell'incapace a un giudice
uomo affari contento per il suo successo

Avvocato sospeso per diffamazione e radiato

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La Cedu con la sentenza del 25 giugno 2020 nel caso Bagirov/Azerbaijan (sotto allegata in inglese) interviene in un caso in cui è coinvolto un avvocato, raggiunto dalle sanzioni disciplinari della sospensione e della radiazione per aver diffamato la polizia, aver mosso critiche al sistema giustizia del suo paese e aver dato dell'incapace a un giudice. Per la Cedue le sanzioni sono eccessive e sproporzionate e nel caso di specie è stato leso il diritto di libertà di manifestazione del pensiero dell'avvocato ricorrente. Vediamo perché.

Un avvocato attivista nella tutela dei diritti umani nel corso di un convegno espone la vicenda che ha avuto per protagonista un giovane, morto proprio mentre era sotto la custodia della polizia. Il legale denuncia la brutalità con cui le forze dell'ordine hanno trattato il ragazzo e il ruolo di queste nella morte del ragazzo, figlio di una sua cliente, che aveva denunciato gli stessi fatti nel corso di una precedente intervista, prima di conferire formalmente l'incarico di difesa al legale.

Il convegno viene ripreso dalla stampa e il capo della polizia denuncia il legale per il reato di diffamazione. In relazione a questi fatti i giudici nazionali assolvono l'avvocato imputato. Il procedimento disciplinare invece prosegue nei suoi confronti e si conclude con la sospensione dall'esercizio della professione forense per un anno per aver diffamato la polizia e per aver violato il segreto professionale.

Dopo qualche anno l'avvocato viene radiato perché durante la difesa di Mammanov, un dissidente politico oppositore del regime e antagonista del Presidente alle elezioni, ha manifestato il suo pensiero sul funzionamento della giustizia del proprio Paese e ha dato dell'incapace a un giudice. All'avvocato viene contestato di aver "gettato un'ombra sul paese e di aver offuscato il prestigio del potere giudiziario." Il legale tenta di difendere le sue ragioni, ma invano.

Violazione obbligo confidenzialità se il legale non ha ricevuto l'incarico?

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Da qui la decisione di ricorrere alla Corte di Strasburgo, che invece accoglie le sue ragioni. Per la Cedu l'avvocato non ha violato l'obbligo di confidenzialità tra cliente e difensore, per aver espresso il suo pensiero sull'episodio riguardante il figlio della sua assistita, morto il giorno successivo all'arresto. Non rileva infatti che la madre del defunto successivamente abbia conferito l'incarico di difesa all'avvocato, anche perché la stessa e i familiari del giovane avevano già mostrato prove sulle torture perpetrate dalla polizia al figlio durante l'arresto. La Corte evidenzia inoltre che quando l'avvocato aveva "denunciato" l'aggressività della polizia non era ancora, formalmente, l'avvocato della madre, per cui lo stesso non aveva violato alcun obbligo nei confronti di colei che solo in seguito sarebbe diventata sua cliente.

Radiazione sproporzionata per l'avvocato che in aula difende il suo cliente

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In merito alla radiazione per le dichiarazioni rese durante la difesa del dissidente invece, la Corte di Strasburgo evidenzia la totale assenza di prove relativamente alla condotta contestata all'avvocato di aver offeso il sistema giudiziario e un giudice in particolare. La Cedu evidenzia inoltre come gli Ordini professionali debbano agire in modo indipendente e tutelare i diritti umani. Vero che le accuse di incapacità mosse dall'avvocato nei confronti del giudice sono gravi, ma la radiazione è una sanzione esagerata e non proporzionata, in quanto rese da un legale proprio durante la difesa del suo assistito in aula.

Per la Cedu quindi le sanzioni irrogate all'avvocato, anche se previste dalla legge, risultano ritorsive e disincentivanti nei confronti di chi vuole difendere chi si oppone al regime. Occorre ricordare infatti che l'avvocato svolge un ruolo centrale nell'amministrazione delle giustizia perché funge da intermediario tra i cittadini e i tribunali. Ai legali deve essere garantita autonomia e indipendenza nello svolgimento delle loro funzioni, perché se da un lato sono gravati da obblighi e doveri, dall'altro sono anche titolari di particolari garanzie e privilegi, proprio per l'importanza del ruolo che rivestono. Applicare sanzioni pesanti come quelle comminate all'avvocato ricorrente produce un' inevitabile intromissione nella sua attività, perché arbitrarie e sproporzionate rispetto ai fatti contestati e lesive del diritto di libertà di manifestazione del pensiero.

La Cedu con questa sentenza di condanna emessa nei confronti dell'Azerbaijan, all'esito dei ricorsi n. 8024/12 e 28198/15, chiarisce inoltre che per far funzionare la giustizia è necessario che giudici e avvocati nutrano reciprocamente sentimenti di rispetto, proprio per l'importanza che queste figure hanno per il buon funzionamento della giustizia.

Scarica sentenza Cedu Bagirov-Azerbaijan 25 giugno 2020
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Foto: 123rf.com
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