Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è un atto amministrativo, riconducibile ai decreti ministeriali ed emanato dal Presidente del Consiglio
bilancia giustizia e martello con alle spalle un tribunale

Cosa sono i decreti ministeriali

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I decreti ministeriali sono degli atti amministrativi che i ministri possono emanare nell'esercizio delle proprie funzioni, nelle materie di competenza del loro dicastero.

Se la loro emanazione richiede la competenza di più ministeri si parla di decreto interministeriale; se, invece, a emanarli è il Presidente del Consiglio dei ministri nell'ambito delle sue funzioni di coordinamento e indirizzo si parla di d.p.c.m.

Funzioni dei d.p.c.m.

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Il d.p.c.m., al pari degli altri decreti ministeriali, può esercitare due diverse funzioni:

  • dettare norme generali e astratte, ponendosi come fonte autonoma del diritto;
  • dettare disposizioni particolari, ponendosi come semplice atto amministrativo.

I d.p.c.m. sono fonti del diritto?

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I d.p.c.m. possono quindi assumere la natura di fonte del diritto, ma solo quando pongono norme generali e astratte e rivestono la forma di regolamenti.

A legittimare tale tipo di atti è l'articolo 17 della legge 400/1988, che, al comma 3, stabilisce che "Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorità sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione".

Si tratta, in ogni caso, di norme che non hanno forza di legge, in quanto il d.p.c.m. qualificato come regolamento è comunque una fonte normativa secondaria.

D.p.c.m. e decreto legislativo

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Il decreto ministeriale, e quindi anche il d.p.c.m., deve necessariamente essere autorizzato da un atto avente forza di legge che, dopo aver dettato i principi fondamentali di una materia, delega al ministro o ai ministri competenti o al Presidente del Consiglio dei ministri l'attuazione degli stessi o la loro più puntuale definizione.

Si tratta di un aspetto che potrebbe portare a confondere i decreti ministeriali con i decreti legislativi, dato che anche questi ultimi hanno bisogno di una delega che li autorizzi. Tuttavia, mentre i decreti ministeriali sono, come detto, atti amministrativi, i decreti legislativi sono degli atti aventi forza di legge che il Governo emana dopo aver ricevuto una delega specifica dal Parlamento.

Per approfondimenti vai alla guida Il decreto legislativo

Limiti ai d.p.c.m. regolamento

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La natura di fonte secondaria del diritto fa sì che il d.p.c.m. non possa derogare né alla Costituzione né agli atti aventi forza di legge, che si collocano in una posizione subordinata nella gerarchia delle fonti.

Inoltre, in virtù di quanto previsto dall'articolo 25 della Costituzione, non è possibile affidare a un decreto ministeriale né a un d.p.c.m. un'incriminazione penale. Tale articolo, infatti, al secondo comma sancisce che "Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso".

D.p.c.m. coronavirus

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Nel corso dell'emergenza epidemiologica causata dal diffondersi del coronavirus, il Governo italiano ha fatto ampio ricorso allo strumento del d.p.c.m. per regolamentare la fase del lockdown e per definire i limiti e i divieti ai quali gli italiani sono stati sottoposti in risposta al dilagare della pandemia.

In tale occasione, sono stati sollevati molti dubbi circa la legittimità di tali decreti, che quasi sempre hanno posto degli argini a libertà fondamentali degli individui, come ad esempio quella di circolare senza limiti sul territorio della Repubblica. A essere contestata è stata, soprattutto, la frequenza con la quale si è fatto ricorso a tale strumento, da alcuni considerata eccessiva.

Formalmente, alla base dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in materia covid-19 vi è stato dapprima il decreto legge n. 6/2020 (articoli 1 e 3) e poi il decreto legge n. 19/2020 (articoli 1 e 2), che, dopo aver elencato le misure di contenimento, ne hanno affidato l'attuazione a uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri.

I decreti come atti amministrativi

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Fino a ora ci siamo soffermati sui decreti-regolamento, ovverosia sulle casistiche in cui un d.p.c.m. può divenire una vera e propria fonte del diritto, dettando disposizioni generali e astratte.

Come detto, tuttavia, i decreti ministeriali possono anche limitarsi a essere dei semplici atti amministrativi e dettare delle disposizioni particolari e discrezionali.

L'esempio principale è rappresentato dai casi in cui, tramite d.m., si provveda alla nomina di dirigenti ministeriali o di dirigenti di enti pubblici che sono sottoposti all'autorità ministeriale.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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