Dopo la riunione con le Regioni si pensa ai tamponi per chi rientra dai Paesi più a rischio contagio, senza adottare la quarantena
uomini e donne con mascherine per protezione coronavirus

Coronavirus, Boccia: «Dobbiamo rimanere un Paese sicuro»

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Sono giorni interlocutori, in attesa di capire che andamento avrà nel nostro Paese la curva dei contagi. Dati che preoccupano il governo, considerato che l'aumento dei contagi avviene proprio in coincidenza il pienone delle ferie d'agosto. Da qui i provvedimenti e le nuove disposizioni sanitarie per chi rientra dall'estero e un'informativa sui rischi degli assembramenti nelle discoteche in vista di Ferragosto. Sono stati questi i due nodi sui quali si è discusso nel corso di una riunione straordinaria tra l'esecutivo e Regioni convocata dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che ha chiarito: «Per il governo la sicurezza di tutti i cittadini è la priorità assoluta; dobbiamo restare il paese più sicuro al mondo sul piano sanitario».

Tamponi e quarantena per chi rientra

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Una sicurezza che il governo intende garantire in relazione ai rientri in Italia da alcuni paesi stranieri: Malta, Croazia, Spagna e Grecia. Boccia ha chiesto alle Regioni di garantire tamponi a chi rientra dall'estero, con i risultati entro 48 ore dal rientro del viaggio. Niente quarantene, insomma, per chi arriva in Italia da Grecia e Spagna. Una misura, quest'ultima, che è invece già in vigore per chi proviene dall'area extra Schengen e anche da Romania e Bulgaria come previsto dall'ordinanza del ministro Roberto Speranza del 24 luglio. Sempre che i casi, nei paesi in esame, non aumentino a dismisura.

Il numero chiuso

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Si aspetta Ferragosto per monitorare i numeri dell'epidemia, la condizione dei nuovi malati, la tenuta delle strutture. Per quanto riguarda i locali al chiuso e i locali pubblici potrebbe scattare l'obbligo del numero chiuso. Ed inoltre, come è accaduto a Roma qualche giorno fa: piazze chiuse e ingressi contingentati per evitare gli assembramenti.

Obbligo della mascherina

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Se l'andamento dei contagi di questi giorni dovesse essere confermato, si procederà con nuove regole e divieti, in primis tornerà l'obbligo della mascherina, uno dei presidi indispensabili per contrastare i contagi.

A tal proposito multe e chiusure di locali attualmente non si sono dimostrate sufficienti. A questo si aggiungano i tanti divieti imposti dai sindaci che, in alcuni luoghi hanno vietato raduni in spiaggia, eventi nelle piazze, sagre e manifestazioni. Oppure hanno previsto che la mascherina vada indossata anche all'aperto (come succede in Puglia e in Calabria).

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Foto: 123rf.com
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