Le pubblicazioni di matrimonio sono un avviso con il quale una coppia annuncia pubblicamente le proprie nozze per permettere eventuali opposizioni
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Pubblicazioni matrimonio: cosa sono

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Le pubblicazioni di matrimonio sono una comunicazione obbligatoria e necessaria per permettere a coloro che sono a conoscenza di un eventuale motivo ostativo al matrimonio di opporsi allo stesso, evitando, così, che vengano celebrate delle nozze invalide giuridicamente.

Le pubblicazioni di matrimonio nel codice civile

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Il codice civile regola le pubblicazioni di matrimonio agli articoli 93 e seguenti, stabilendo come prima cosa il principio generale in forza del quale "La celebrazione del matrimonio dev'essere preceduta dalla pubblicazione fatta a cura dell'ufficiale dello stato civile".

I promessi sposi, prima del matrimonio, devono quindi recarsi presso l'ufficiale dello stato civile del Comune in cui uno di loro ha la residenza e chiedere che nei Comuni di residenza di entrambi si proceda con la pubblicazione. La richiesta può essere fatta anche da una persona che ha ricevuto dagli sposi uno speciale incarico.

Documenti

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I documenti da produrre nel chiedere le pubblicazioni sono:

  • documento di identità;
  • atto di nascita;
  • certificato contestuale;
  • marca da bollo da 16euro.

Dove vengono affisse le pubblicazioni di matrimonio

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Ricevuta la richiesta di pubblicazioni, l'ufficiale dello stato civile provvede alla loro affissione che è fatta nell'albo pretorio e online sul sito internet del Comune, dove restano per almeno otto giorni.

Il matrimonio può essere celebrato solo una volta trascorsi i tre giorni successivi alla pubblicazione senza che sia stata fatta alcuna opposizione.

Pubblicazioni matrimonio in chiesa

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Se il matrimonio verrà celebrato in chiesa, prima di recarsi presso l'ufficiale dello stato civile occorre espletare delle formalità aggiuntive.

In particolare, i fidanzati devono andare in parrocchia e presentare:

  • il certificato civile di cittadinanza e residenza;
  • il certificato di stato civile;
  • l'atto di nascita;
  • il certificato di battesimo a uso matrimonio (rilasciato dalla parrocchia ove il battesimo è stato celebrato);
  • il certificato di cresima.

Se poi uno o entrambi i fidanzati provengono da una diocesi differenti, occorre produrre anche il certificato di stato libero ecclesiastico.

Solo dopo aver consegnato tutti questi documenti e aver frequentato il corso prematrimoniale organizzato dalla parrocchia, il parroco consegna la richiesta di pubblicazioni, da presentare in Comune (ed eventualmente presso la parrocchia del coniuge che risiede in un Comune diverso).

Opposizione al matrimonio

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L'opposizione al matrimonio può essere fatta fino a che lo stesso non è celebrato e, quindi, anche se è trascorso il tempo durante il quale le pubblicazioni devono rimanere affisse.

Essa va proposta con ricorso al presidente del tribunale del luogo dove è stata eseguita la pubblicazione, che, dopo aver sentito le parti e acquisito tutti gli elementi del caso, deciderà con decreto motivato avente efficacia immediata. Nel frattempo, la celebrazione del matrimonio può essere sospesa.

Chi può fare opposizione

L'opposizione può essere fatta dai genitori e, in mancanza, dagli altri ascendenti e dai collaterali entro il terzo grado.

Se uno degli sposi è soggetto a tutela o a cura, l'opposizione può essere proposta anche dal tutore o dal curatore.

Può procedervi anche il coniuge della persona che vuole contrarre un altro matrimonio.

Infine, se l'ufficiale dello stato civile conosce che osta al matrimonio un impedimento non dichiarato deve darne immediata comunicazione al procuratore della Repubblica affinché questi possa proporre opposizione.

Omissione pubblicazioni di matrimonio

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Le pubblicazioni di matrimonio sono un atto indispensabile per poter celebrare delle nozze giuridicamente valide.

Le stesse possono essere omesse solo nei casi previsti dalla legge, ovverosia previa autorizzazione del tribunale, concessa su istanza degli interessati per cause gravissime dopo che gli sposi abbiano dichiarato al cancelliere sotto la propria responsabilità che non sussistono gli impedimenti previsti dagli articoli da 85 a 89 del codice civile.

Per gravi motivi è anche possibile ridurre il termine della pubblicazione.

Quanto tempo si ha per sposarsi?

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In generale, dopo la data delle pubblicazioni si hanno 180 giorni di tempo per poter celebrare le nozze. Se queste sono spostate a una data successiva è quindi necessario ripetere tutte le formalità.

Pubblicazioni matrimonio covid

Nel 2020, tuttavia, l'emergenza coronavirus ha costretto o determinato molti sposi a rinviare il matrimonio e, così, lo Stato, con il decreto "Cura Italia", ha previsto la sospensione del predetto termine di 180 giorni nel periodo che va dal 23 febbraio al 15 aprile 2020, allungando quindi di quasi due mesi il tempo massimo per sposarsi senza dover ripetere le pubblicazioni.


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Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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