Cogito aderisce all'iniziativa degli "Stati Popolari" e presenta le richieste formulate dopo un'attenta analisi dei dati che emergono dalla realtà
avvocati che tengono cartelli con punti interrogativi in segno di protesta

Avvocati: ignorato il malcontento dei giovani

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Manifestazione degli "Stati popolari" oggi in piazza San Giovanni a Roma; anche i giovani giuristi fra gli "invisibili". Come chiarisce la nota di Cogito (Coordinamento giovani giuristi italiani) per la presentazione della manifestazione: «È stato ignorato il malcontento crescente di questi giovani - compresi stagisti, freelance, partite IVA vere e "fittizie" - lavoratori atipici e a-contrattualizzati, privi di tutele e sui cui gravano adesso maggiormente anche gli effetti economici e sociali della pandemia».

Giovani giuristi: le istanze

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Tra le istanze di Cogito, presentate ed ignorate, figurano, in particolare: accesso meritocratico alla libera professione, indennità economiche e coperture assicurative per i tirocinanti, formazione universitaria specifica e spendibile sul piano professionale. Non sono invenzioni, piuttosto sono richieste «sostenute anche attraverso puntuali analisi dei dati che accertano il negativo impatto dell'attuale regime sulla competitività del Paese, sono da tempo riproposte al decisore politico, in modo trasversale a tutti gli schieramenti, senza ottenere però significativi riscontri». Da qui il sostegno e l'adesione all'iniziativa degli "Stati Popolari", manifestazione che si svolgerà oggi alle 16.00, in Piazza San Giovanni a Roma con l'obiettivo di dare voce a tutti gli "invisibili" all'attenzione delle politiche governative e che non godono di forme organizzate di rappresentanza.

Cogito: il manifesto

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I punti che stanno a cuore a Cogito sono riuniti in un manifesto programmatico poiché, si legge in premessa, «Siamo un'Associazione che punta a unire persone, gruppi e saperi». Tra gli obiettivi: un nuovo corso di laurea «Giurisprudenza deve ripartire dal numero programmato. Urgente un rinnovamento della didattica, che dovrà essere finalmente orientata alla pratica professionale: "cliniche legali" per le professioni forensi, indirizzi specialistici pre e post lauream, orientamento professionale sul territorio, studio delle lingue straniere e diritto delle nuove tecnologie. Chiediamo che il nuovo corso di studi si apra a profili di interdisciplinarietà e consenta l'acquisizione dei crediti necessari per l'insegnamento del diritto nelle scuole superiori».

E poi un nuovo esame di Stato « per l'esercizio della professione di avvocato "non risponde a criteri di razionalità" e "si presta a esiti casuali". Chiediamo con forza un nuovo assetto per il percorso di abilitazione forense, che abbiamo già sintetizzato in una vera e propria proposta di legge. Pretendiamo che il rapporto di pratica forense sia regolamentato obbligatoriamente con apposite forme contrattuali e che le modalità di esame siano semplificate, ammodernate e adeguate all'attuale contesto professionale. Chiediamo che la "pratica anticipata" durante il percorso di studi sia estesa a tutti e generalizzata. Chiediamo che la frequenza delle Scuole forensi sia resa facoltativa, come parte integrante del percorso individuale di specializzazione» ed ancora per una pratica forense effettiva e per la tutela dei tirocinanti, praticanti e collaboratori e parità di trattamento.

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Foto: 123rf.com
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