"Oltre l'emergenza" la manifestazione, in programma giovedì 17 settembre, per chiedere una riforma che garantisca l'essenziale a chi ha investito per anni nella formazione
Palazzo Montecitorio sede Camera dei deputati

Cogita, i temi di discussione

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Tornano in piazza Montecitorio a Roma, giovedì 17 settembre alle 14.30, i giovani giuristi di Cogita. Un appuntamento che è una tappa successiva ad un processo ben avviato per «ridare decoro alle professioni giuridiche e dignità ai giovani in esse impegnati». Chiedono tutele e una riforma per chi, come loro «ha investito per tanti anni e a caro prezzo nella propria formazione - e, chiedono ora - la possibilità di svolgere un lavoro coerente con le competenze acquisite e giustamente retribuito». I temi da dibattere sono tanti: dalla riforma della laurea in Giurisprudenza, nuovo esame di Stato, garanzie occupazionali, fino all'equità generazionale.

Cogita, le incognite

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Sul piatto invece restano tante incognite: la sospensione sine die dei principali concorsi pubblici, l'assenza di notizie sulla sessione di dicembre dell'esame di avvocato e un quadro occupazionale drammatico. tutte situazioni che, scrivono i giovani giuristi: «non lasciano spazio a richieste che non riguardino bisogni essenziali e primari della persona e della società. E se l'emergenza Covid non può certo migliorare una condizione già seriamente compromessa, la politica deve certamente ascoltare e finalmente rispondere».

Cogita, la manifestazione in piazza e le richieste

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Da un lato c'è il quadro occupazionale dei laureati in ambito giuridico in condizioni drammatiche e poi ancora, come sottolinea Giovanni Antonino Cannetti, presidente di Cogita, ci sono i tempi incerti che riguardano «la formazione universitaria, manualistica ed ancorata al nozionismo- ed ancora - tempi incerti ed esiti eccessivamente aleatori per l'accesso al mercato del lavoro, in specie per la libera professione forense». questa condizione è un unicum nell'ambito dei colleghi europei. Infine si aggiunge «La totale mancanza di misure minime a sostegno e tutela dei giovani nei percorsi di formazione professionale e tirocinio». Situazioni portate all'estremo dall'avvento del covid 19. «Per questo - chiude - Cannetti - il Coordinamento giovani giuristi italiani ha attivato una sinergia con molteplici realtà associative nazionali che, pur nella diversità delle rispettive posizioni su determinati argomenti, intendono dar voce ad una categoria non adeguatamente rappresentata ma importantissima in termini di forza lavoro e funzione sociale in Italia».

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Foto: studiocataldi.it
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