In occasione del question time al Senato, il Guardasigilli ha annunciato "il ritorno alla normalità per la giustizia" a partire già dal 1° luglio 2020 e l'imminente emanazione di una circolare
Ministro Bonafede a convegno UNCC
di Lucia Izzo - "Grazie al mutamento del contesto sanitario, è giunto il momento di un ritorno alla normalità per la giustizia: è imminente l'emanazione di una circolare che riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo in modo da garantire la regolare celebrazione delle udienze, in condizioni di sicurezza, già a partire dal 1° luglio 2020".

Bonafede: dal 1° luglio le udienze

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Lo ha annunciato il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo a un'interrogazione in occasione del question time tenutosi nella giornata dell'11 giugno a Palazzo Madama. In relazione alla paralisi della giustizia, nell'ultimo periodo non sono mancate molte preoccupazioni espresse in particolare dagli avvocati che sono state anche riferite al Guardasigilli in occasione degli incontri tenutisi con le associazioni maggiormente rappresentative.

Per approfondimenti Avvocati: "giustizia italiana paralizzata"

La classe forense ha descritto la giustizia italiana, in questa Fase 2 dell'emergenza sanitaria, come "paralizzata e quasi del tutto inaccessibile", idonea a mettere "a rischio la tenuta socio-economica del Paese, privato dal presidio imprescindibile della funzione giurisdizionale".

Giustizia italiana paralizzata, AIGA: "Non si può restare immobili"

Anche l'Associazione Italiana Giovani Avvocati ha formalmente protestato a Roma, in piazza di Montecitorio. "La giustizia soffre già da tempo e questa paralisi ha fatto sì che venisse sempre meno la fiducia nelle istituzioni giudiziarie, non si può ancora restare immobili" dice il Presidente Nazionale AIGA avv. Antonio De Angelis .


Bonafede ha evidenziato che, dal 22 maggio, è stata istituita la cabina di regia nazionale per la gestione dell'attività giudiziaria durante la fase 2 dell'emergenza da Covid-19, proprio per garantire un monitoraggio della ripresa e per permettere interventi mirati ed efficaci. "Gli ingenti investimenti stanziati con il cosiddetto D.L. rilancio - ha spiegato il ministro - stanno consentendo di provvedere all'installazione di tutti i presidi di sicurezza necessari secondo le indicazioni dell'autorità sanitaria".

Riapertura tribunali anticipata: approvato emendamento alla Camera

Intanto, la Commissione Giustizia ha approvato all'unanimità un emendamento al c.d. D.L. Giustizia (n. 28/2020), presentato dal deputato Albero Balboni (FI) che anticipa la riapertura dei tribunali al primo luglio.

Viene "eliminata la facoltà di chiudere tutto lasciata in capo ai magistrati. È stato un errore scaricare il peso su di loro" ha dichiarato Balboni commentando l'approvazione dell'emendamento: "Grazie a Fratelli d'Italia tutti potranno riavere un processo giusto, con tempi certi, davanti a un giudice, come prescrive l'articolo 111 della Costituzione, e pubblicamente, come impone l'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo. Era inaccettabile, infatti, che la giustizia italiana continuasse a rimanere paralizzata e quasi del tutto inaccessibile". Il voto dell'aula sul testo è atteso la prossima settimana.

"La ripartenza della giustizia dal 30 giugno sarebbe sicuramente un bel segnale per gli avvocati e per i cittadini che attendono da mesi di veder riconosciuti i propri diritti, tenuto conto che le esigenze di natura sanitaria sono, al momento, ridotte e affievolite" ha dichiarato l'avvocato Maria Masi, presidente facente funzioni del Consiglio nazionale forense.

ANM: "segnale positivo, ma attenzione ai provvedimenti già adottati dagli uffici"

In una nota l'Associazione Nazionale Magistrati parla di "un segnale estremamente positivo alla luce del miglioramento delle condizioni epidemiologiche e del diverso impatto locale della pandemia" situazione che "consente un ripensamento delle stesse norme organizzative nella prospettiva dell'auspicabile ritorno all'attivit ordinaria in tempi brevissimi".

Tuttavia, precisa l'ANM, è doveroso "ricordare che sulla base di quelle stesse norme sono già stati adottati provvedimenti dei singoli uffici giudiziari e una conseguente serie di atti che la soppressione della norma travolgerebbe con effetti dannosi, senza dare il tempo per rifissare nell'immediatezza nuovi processi".


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Foto: giustizia.it
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