Nell'audizione alla Camera, il Guardasigilli rassicura sul completamento dell'iter già iniziato e auspica la programmazione della sessione di esami a dicembre
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di Lucia Izzo - Riprende la correzione delle prove scritte per l'esame di abilitazione alla professione forense 2019. Per le prove orali sarà possibile lo svolgimento in modalità da remoto e, per il prossimo dicembre, dovrebbe tornarsi alla normalità con una nuova sessione di esami. Tanto emerge dalle dichiarazioni rese dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso del question time del 27 maggio 2020 innanzi alla Camera dei Deputati.

Esame avvocati: le novità del Decreto Rilancio

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Come noto, il D.L. Rilancio ha previsto diverse misure volte al completamento delle procedure e delle attività relative all'esame di abilitazione all'esercizio della professione di avvocato bandito con D.M. 11 giugno 2019. L'art. 254 del D.L. 34/2020 ha autorizzato il ricorso a modalità telematiche per le operazioni di correzione degli elaborati scritti e di svolgimento delle prove orali per consentire che le sessioni in corso si concludano regolarmente.
In particolare, è affidato al Presidente della Commissione Centrale il compito di autorizzare lo svolgimento con modalità telematica delle operazioni di correzione degli elaborati, "purché siano mantenuti i medesimi criteri di correzione già adottati dalle commissioni d'esame".
I Presidenti delle sottocommissioni, invece, fisseranno il calendario delle sedute e stabiliranno le modalità telematiche con le quali effettuare il collegamento a distanza. Dovranno essere da loro dettate anche le disposizioni organizzative volte a garantire la trasparenza, la collegialità, la correttezza e la riservatezza delle sedute, nonché il rispetto delle prescrizioni sanitarie relative all'emergenza epidemiologica.
Quanto alle prove orali, su richiesta motivata dei presidenti delle sottocommissioni del distretto di Corte d'appello, il presidente della commissione centrale potrà autorizzare lo svolgimento in videoconferenza, attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e digitali sino al 30 settembre 2020.

Bonafede: "Verso completamento dell'iter già iniziato"

Nel commentare lo sblocco della correzione degli elaborati scritti a seguito del D.L. Rilancio, il Guardasigilli ha ammesso che "la fase di correzione delle prove scritte svolte nel dicembre 2019 ha fortemente risentito dell'attuazione delle rigorose misure di contenimento messe in atto per fronteggiare l'emergenza sanitaria".
Ciononostante, le attività sono in fase di ripartenza, precisa Bonafede: "con il decreto cosiddetto Rilancio è stata prevista la ripresa della correzione degli elaborati scritti, con possibilità di disporre un collegamento a distanza, nel rispetto dei medesimi criteri di correzione già adottati dalle commissioni di esame e dei criteri di collegialità, correttezza e riservatezza. Tale modalità garantisce il completamento di un iter già iniziato."

Prove orali da remoto e prossimi esami a dicembre

Il Ministro della Giustizia conferma la possibilità di espletare le prove orali da remoto, al fine di garantire "piena sicurezza e regolarità", nonché "assicurare l'ordinario avvicendamento delle procedure di abilitazione annualmente previste per le sezioni programmate fino al 30 settembre 2020".
Per quanto riguarda la prossima sessione d'esame, Bonafede si dice fiducioso: "il quadro epidemiologico lascia ragionevolmente ritenere che si possa programmare la prossima sessione di esami di abilitazione di dicembre, sempre fatta salva ogni mutata esigenza di carattere sanitario".
Garantendo "il massimo impegno nell'adozione di quanto sarà necessario ad accelerare i tempi di esaurimento della procedura", il Guardasigilli ribadisce che "quello dell'avvocato è un ruolo socialmente fondamentale e il relativo esame, nei limiti del possibile, in una situazione di emergenza come quella attuale, deve mantenere criteri che assicurino la qualità della selezione".

Upavv: "Ammissione diretta agli orali"

Intanto, l'Associazione Nazionale Upavv (Unione Praticanti Avvocati) rende noto di aver chiesto al ministro della Giustizia e ai presidenti delle Commissioni Esaminatrici che si proceda per l'ammissione diretta dei candidati alla prova orale.
Secondo Claudia Majolo, presidente nazionale Upavv "l'attribuzione ai presidenti di Commissione del potere di disporre la correzione degli elaborati scritti anche 'da remoto' risulta essere palesemente in violazione costituzionale del diritto all'uguaglianza, non discriminazione e ragionevolezza".
Oltre a non garantire la collegialità della correzione degli elaborati, questo sistema viene messo in dubbio anche sotto il profilo della trasparenza delle operazioni di correzione e della garanzia di anonimato, senza dimenticare l'assenza di un software "di Stato" che possa garantire il non hackeraggio degli elaborati.
Infine, questa "illegittima disparità di trattamento tra gli esaminandi della stessa sessione 2019", secondo i rappresentanti dei praticanti avvocati, "frustra le aspettative di oltre 25.000 famiglie italiane e il loro diritto al lavoro".

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Foto: 123rf.com
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