Come funziona il reddito di cittadinanza 2020, le novità della misura di contrasto alla povertà introdotta dal D.L. n. 4/2019
reddito di base universale
di Lucia Izzo - In assenza di modifiche, risulta confermato anche per il 2020 il c.d Reddito di Cittadinanza (RdC), la misura di contrasto alla povertà introdotta con il D.L. n. 4/2019.

Cos'è il reddito di cittadinanza

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Come noto, si tratta di un sostegno economico istituto a partire dal mese di aprile 2019 finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all'inclusione sociale. Qualora tutti i componenti del nucleo familiare abbiano età pari o superiore a 67 anni, assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza (PdC).

Per approfondimenti vai alla guida Il reddito di cittadinanza

Come funziona

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Il RdC viene erogato ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, risultano in possesso di determinati requisiti economici, di cittadinanza e di residenza previsti dalla normativa.

L'accredito del beneficio avviene mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica, la Carta Reddito di Cittadinanza, e decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Il RdC è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali può essere rinnovato, previa sospensione di un mese. Occorre, tuttavia, prestare attenzione a non incorrere in cause che ne comportano la decadenza.

Chi può beneficiarne

Possono presentare domanda per accedere a RdC:
• Cittadini italiani e dell'Unione Europea:
• Stranieri lungo soggiornanti (permesso di soggiorno a tempo indeterminato)
• Stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell'Unione Europea o apolidi.

Il richiedente inoltre deve essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

Quali sono i requisiti economici e patrimoniali

Per accedere al Reddito di cittadinanza il valore dell'ISEE dovrà essere inferiore a 9.360 euro. Il nucleo familiare del richiedente può possedere redditi e patrimoni ma entro i limiti previsti che sarano verificati dall'INPS, come ad esempio un patrimonio immobiliare non oltre 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione, e un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo.

Per il possesso di beni durevoli, nessun componente del nucleo dovrà essere intestatario o avere piena disponibilità di:
- autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la domanda di RdC, oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, in entrambi i casi immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti la domanda di RdC, con esclusione di quelli per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore di persone con disabilità;
- navi e imbarcazioni da diporto.

Quando e come fare domanda

La domanda può essere presentata a partire dal sesto giorno di ciascun mese fino alla fine dello stesso:
- presso gli uffici di Poste Italiane;
- in modalità telematica, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it tramite le credenziali SPID;
- presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF) o i patronati.

Qualora uno o più componenti del nucleo familiare richiedente svolgano attività lavorativa autonoma, d'impresa ovvero subordinata e i redditi che ne derivano non siano rilevati per l'intera annualità in ISEE, è prevista la comunicazione del reddito presunto, tramite il modello RdC Ridotto.

Importo reddito cittadinanza 2020

Il beneficio economico è dato dalla somma di una componente a integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l'affitto o per il mutuo (quota B), entrambe calcolate dalla procedura Inps sulla base delle informazioni rilevate dall'ISEE e presenti nel modello di domanda.

Nel dettaglio, la quota A, ossia l'integrazione al reddito, può arrivare fino a un massimo di 6.000 euro annui in caso di Reddito di cittadinanza e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo (es. maggiorenni e minorenni, presenza di disabili gravi o non autosufficienti, come definiti ai fini ISEE).

La quota B, invece, in caso di affitto della casa di abitazione, non può essere superiore a 3.360 euro annui pari a 280 euro mensili per il Reddito di cittadinanza oppure fino a un massimo di 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pensione. In cas odi mutuo della casa di abitazione, quota B è al massimo pari a 150 euro mensili sia per il Reddito sia per la Pensione di cittadinanza.

In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo superiore alla soglia di euro 9.360 annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, ridotta per il reddito familiare, e un importo inferiore a 480 euro annui.

Patto per il lavoro e l'inclusione sociale

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L'erogazione del beneficio è condizionato alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), resa dai componenti del nucleo familiare, e alla successiva sottoscrizione del Patto per il lavoro presso il Centro per l'impiego.

Qualora nel nucleo non siano presenti componenti disoccupati da meno di due anni o in situazione similare è invece prevista la sottoscrizione del Patto per l'inclusione sociale. Quest'ultimo sostituisce il Patto per il lavoro anche nel caso di nuclei che abbiano già sottoscritto con i servizi del Comune un progetto personalizzato, ai sensi del decreto legislativo 147/2017, ovvero qualora i Centri per l'impiego ravvisino la presenza di particolari criticità per cui sia difficoltoso l'avvio di un percorso di inserimento lavorativo.

Questi patti possono prevedere l'adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento, inserimento lavorativo e inclusione sociale con attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all'inserimento del mercato del lavoro e dell'inclusione sociale.

I maggiorenni di età pari o inferiore ai 29 anni sono comunque convocati dai Centri per l'impiego per la definizione del Patto per il lavoro, anche nel caso il loro nucleo familiare abbia sottoscritto un Patto per l'inclusione sociale. Sono previste esclusioni da questi obblighi per una serie di soggetti.

Molte delle previsioni di cui al D.L. n. 4/2019 stanno trovando progressivamente attuazione a seguito dei necessari provvedimenti per garantirne l'operatività

Progetti utili alla collettività (Puc)

Il 2020 è anche l'anno in cui saranno attivati i PUC, ovvero i progetti utili alla collettività che che i beneficiari del Reddito di cittadinanza sono tenuti a svolger, nell'ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l'inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione.

Si tratta di progetti a titolarità dei Comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo comune di residenza.

I PUC sono stati attivati a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 5/2020 dell'apposito decreto ministeriale che ne ha definito forme, caratteristiche e modalità di attuazione. Dal 22 febbraio sulla Piattaforma GePI (Gestione Patti per l'Inclusione Sociale) è stata attivata una nuova funzione che consentirà ai Comuni di caricare sia i progetti messi in campo, sia l'elenco dei beneficiari Rdc per i quali deve essere aperta la copertura assicurativa.


La partecipazione ai progetti è facoltativa per le persone non tenute agli obblighi connessi al Reddito di cittadinanza, che possono aderire volontariamente nell'ambito dei percorsi concordati con i servizi sociali dei comuni/ambiti territoriali.

Reddito di Cittadinanza 2020: aggiornamento ISEE

Poiché il Reddito di Cittadinanza non è stato oggetto di modifiche, anche per il 2020 coloro in possesso dei requisiti previsti dalla normativa potranno continuare a fare domanda per accedere al beneficio. Chi, invece, già percepisce il RdC, per evitare di incorrere in decadenza, dovrà continuare a dimostrare di essere in possesso dei predetti requisiti e provvedere all'aggiornamento dell'ISEE qualora si renda necessario (ad esempio variazioni del numero di componenti del nucleo familiare durante la fruizione del beneficio).

In particolare, l'ISEE ha una validità "naturale" circoscritta a un determinato arco temporale e richiede di essere aggiornato una volta scadenza. A partire dal 2019, il Decreto Crescita ha modificato la validità della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ovvero del documento per richiedere l'ISEE e accede alle prestazioni sociali agevolate. Nel dettaglio, la DSU sarà valida dalla data di presentazione fino al successivo 31 dicembre.

Pertanto, tutte le DSU presentate nel corso dell'anno 2019 sono scadute il 31 dicembre 2019 (ad es. una DSU presentata il 1 agosto 2019 scade il 31 dicembre 2019). E dal 1° gennaio 2020 tutte le DSU che saranno rilasciate a decorrere da tale data scadranno il 31 dicembre 2020.

L'ISEE andrà dunque aggiornato a partire dal 1° gennaio 2020 affinché l'Inps continui a erogare il sostegno economico fino alla scadenza naturale del reddito di cittadinanza, salvo non intervengano altri fattori che determinano una decadenza anticipata.

L'aggiornamento dell'ISEE è idoneo ad avere conseguenza anche sull'importo del RdC, il quale (si rammenta) non è fisso, ed è in base a tale indicatore che l'Inps effettua il calcolo del beneficio economico percepito. Qualora dall'ISEE emergano elementi che certificano un superamento delle soglie previste per accedere al beneficio, dunque, ben è possibile anche che scatti la decadenza.
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Foto: 123rf.com
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